Baldr
Baldr, dio norreno della luce, purezza e innocenza
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Scandinavia(Danimarca, Norvegia, Svezia)Albero genealogico
Il dio a cui nulla poteva ferire
Baldr è figlio di Odín e di Frigg, e le fonti lo descrivono come il più bello e il più amato degli Æsir: così luminoso che si diceva di lui che irradiava chiarezza, e così giusto che le sue sentenze erano inappellabili. Viveva a Breiðablik, la dimora dove nulla di impuro può entrare. Quando cominciò ad avere sogni che annunciavano la sua stessa morte, gli dei si allarmarono, e Frigg percorse il mondo intero prendendo giuramento a tutte le cose che non avrebbero danneggiato suo figlio: il fuoco e l'acqua, il ferro e le pietre, gli alberi, le malattie, gli animali e i serpenti. Tutti giurarono. Da allora in poi gli Æsir si divertivano nelle assemblee lanciandogli armi e scagliandogli pietre, perché nulla gli faceva danno.
Il vischio e il viaggio di Hermóðr
Loki scoprì l'unica cosa che Frigg aveva trascurato: un germoglio di vischio a ovest del Valhalla, così tenero che non gli chiese giuramento. Ne fece un dardo e si avvicinò a Höðr, fratello di Baldr, che era in disparte dal gioco perché era cieco. Gli offrì di guidargli la mano affinché anche lui onorasse suo fratello. Il vischio trafisse Baldr, che cadde morto senza dire parola. Il suo corpo fu posto sulla sua nave Hringhorni, e sua moglie Nanna morì di dolore e bruciò con lui. Hermóðr cavalcò nove notti su Sleipnir fino al regno di Hel, che accettò di restituirlo con una condizione: che tutto ciò che esiste piangesse per lui. Tutto pianse, salvo una gigantessa chiamata Þökk, che si rifiutò. Era Loki.
Il presagio del Ragnarök
La morte di Baldr è il punto di svolta della mitologia nordica: fino ad essa il mondo funziona, e a partire da essa tutto precipita. Gli dei puniscono Loki incatenandolo sotto un serpente che gli stilla veleno sul volto, e quella punizione è proprio ciò che garantisce il suo odio e il suo ruolo nella fine del mondo. L'episodio contiene inoltre una lezione che gli stessi miti sottolineano: si può corazzare qualcuno contro tutti i pericoli immaginabili e basterà ciò che fu trascurato per insignificante. La Völuspá, tuttavia, non termina in disastro. Dopo il Ragnarök la terra riemerge dal mare, e Baldr ritorna da tra i morti insieme a Höðr, suo uccisore involontario, per abitare insieme il mondo nuovo.
Conosciuto anche come
Reliquie
🏺 Anello Draupnir
Anello magico che si moltiplica ogni nove notti, posto nel funerale di Baldr.
Simbologia
Elemento
Luce
Numero
Nove
Colore
Bianco radiante
Animali
Cervo
Sigilli:
🏷️ Tratti
Poteri
Debolezze
Comportamento
Resistenze
🔗 Relazioni con altri esseri
🗺️Nell’Atlante
Viaggia nel mondo d’origine degli esseri e nel cosmo delle loro dimensioni.
📜 Mitologie
La mitologia norrena si sviluppò tra i popoli germanici del nord Europa, in particolare in Scandinavia, dalla tarda età del ferro fino alla progressiva cristianizzazione tra l'VIII e l'XI secolo. I suoi racconti si conservano principalmente in fonti islandesi medievali come l'Edda poetica e l'Edda in prosa di Snorri Sturluson, che raccolgono tradizioni orali anteriori. L'universo è concepito come un insieme di nove mondi collegati dall'albero cosmico Yggdrasil, in cui convivono dèi, giganti, umani e altri esseri, e dove il destino di tutti è retto dalle Norne. Gli dèi principali si dividono in due gruppi: gli æsir, tra cui si distinguono Odino, Thor e Tyr, e i vanir, rappresentati da Njörðr, Freyr e Freyja, sebbene entrambi i gruppi si siano infine integrati dopo una guerra mitica. Odino, associato alla sapienza, alla guerra e alla poesia, occupa un posto centrale, mentre Thor, dio del tuono, protegge gli umani dai giganti. La fine del mondo, nota come Ragnarök, implica una battaglia catastrofica in cui la maggior parte degli dèi perisce, sebbene si preveda una rinascita successiva. Questa tradizione ha esercitato un'influenza duratura sulla letteratura, sull'arte e sulla cultura popolare in Europa e in America, dalle saghe medievali alle rappresentazioni moderne in opere, romanzi e media audiovisivi. Elementi come il Valhalla o le valchirie sono entrati a far parte dell'immaginario collettivo occidentale, sebbene spesso reinterpretati al di fuori del loro contesto originale.
Fonti
Gylfaginning
Snorri Sturluson · 1220
Prima parte mitologica dell’Edda in prosa di Snorri Sturluson (circa 1220). Attraverso il re Gylfi, che interroga gli Æsir, espone la creazione del mondo, i nove regni e il destino degli dèi nel Ragnarök, chiave della mitologia norrena.
Edda poetica
Anonimo · 1200
Collezione di poemi antichi inclusa Grímnismál con allusioni ai lupi che inseguono il Sole e la Luna.
Edda in prosa
Snorri Sturluson · 1220
Manuale di poetica di Snorri Sturluson (XIII secolo) che raccoglie e ordina la mitologia norrena, dall'origine del mondo al Ragnarök. Insieme all'Edda poetica, è la fonte principale del pantheon scandinavo.
Domande frequenti
Perché Baldr era invulnerabile?
Perché sua madre Frigg, allarmata da alcuni sogni che annunciavano la sua morte, percorse il mondo prendendo giuramento a tutte le cose che non lo avrebbero danneggiato: il fuoco, l'acqua, il ferro, le pietre, gli alberi, le malattie e gli animali. Da allora gli dei si divertivano lanciandogli armi, perché nulla gli faceva danno.
Come morì se niente poteva ferirlo?
Frigg aveva trascurato un germoglio di vischio, troppo tenero per chiedergli giuramento. Loki ne fece un dardo e si avvicinò a Höðr, il fratello di Baldr, che era tenuto lontano dal gioco per essere cieco, offrendosi di guidargli la mano. Il vischio lo trafisse e cadde morto senza dire parola.
Perché non poté tornare dal regno di Hel?
Hermóðr cavalcò nove notti su Sleipnir fino a Hel, che accettò di restituirlo con una condizione: che tutto quanto esiste piangesse per lui. Tutto pianse, salvo una gigantessa chiamata Þökk, che si rifiutò. Era Loki travestito. Per quella unica negativa Baldr rimase tra i morti.
Baldr ritorna dopo il Ragnarök?
Sì. La Völuspá non termina in un disastro: dopo la fine del mondo la terra emerge di nuovo dal mare, e Baldr ritorna da tra i morti insieme a Höðr, il suo uccisore involontario, per abitare insieme il mondo nuovo. Il suo ritorno è l'immagine nordica che la distruzione non è definitiva.
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