Marte
Marte, dio romano della guerra, dell'agricoltura e della fertilità
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Europa
Roma antica(Italia)Albero genealogico
Origini Mitiche di Marte
Marte nacque da Giove e Giunone come divinità primordiale della guerra virile e della fertilità agricola nella mitologia romana antica. Una tradizione riportata da Ovidio lo fa nascere dalla sola Giunone, fecondata da un fiore che Flora le porse, senza l'intervento di Giove. Inizialmente un dio italico della vegetazione e della protezione, il cui nome arcaico era Mavors, si evolse nel patrono degli eserciti romani. Il suo culto precoce enfatizzava la difesa dei raccolti e la fondazione di Roma attraverso i suoi figli Romolo e Remo. Fonti classiche come Ovidio nei Fasti descrivono il suo ruolo nel ciclo agricolo e militare. Questa dualità lo distingue dall'Ares greco più distruttivo.
Attributi e Simbolismo di Marte
Marte rappresenta la guerra giusta e disciplinata in contrasto con la furia distruttiva. Associato a lupi, picchi e alla lancia sacra, il suo culto prevedeva sacrifici a marzo e ottobre, mesi di campagne militari. I sacerdoti Salii custodivano i dodici scudi ancile e percorrevano la città danzando in suo onore per aprire e chiudere la stagione bellica. Questi simboli enfatizzano il suo ruolo protettivo sia nell'agricoltura che in battaglia. La lancia rappresenta l'autorità militare mentre gli animali denotano vigilanza e ferocia controllata. La sua iconografia romana lo collega alla virtù marziale e all'ordine cosmico.
Miti Principali e Eredità di Marte
Padre di Romolo e Remo con Rea Silvia, fondatori di Roma. Nell'Eneide di Virgilio ispira i troiani. Il suo tempio nel Campo Marzio era centro di giuramenti militari, e Augusto gli dedicò il tempio di Marte Ultore (il Vendicatore) dopo aver punito gli assassini di Cesare. Simboleggia la virtù marziale romana e la sua influenza perdura nei nomi planetari e nella cultura militare moderna. Le narrazioni lo collegano alla protezione dello stato e all'ordine imperiale. Questa eredità integra elementi agrari e guerrieri nell'identità romana.
Conosciuto anche come
Reliquie
Simbologia
Elemento
Fuoco e Ferro
Numero
Tre
Colore
Rosso Sangue
Animali
Lupo, Picchio
Sigilli:
Tratti
Poteri
Debolezze
Comportamento
Resistenze
Nell’Atlante
Viaggia nel mondo d’origine degli esseri e nel cosmo delle loro dimensioni.
Mitologie
La mitologia romana si formò a partire dalle credenze e dalle pratiche religiose dei popoli italici, in particolare dei latini, tra l’VIII e il I secolo a. C., nella penisola italica. Le sue origini risiedono in tradizioni locali di carattere agrario e familiare che, con l’espansione di Roma e il contatto con l’Etruria e le colonie greche del sud Italia, incorporarono divinità e racconti ellenici. Le divinità principali includevano Giove, Giunone e Minerva, insieme a Marte, Venere e altre divinità legate a funzioni civili e statali, molte delle quali assimilate a figure greche senza che si producesse una sostituzione completa dei culti autoctoni. Il sistema religioso romano era caratterizzato da una visione pragmatica del mondo in cui il mantenimento della pax deorum risultava essenziale per la prosperità della comunità. I rituali, gli auguri e il culto dei lari e dei mani facevano parte di una struttura in cui la religione era strettamente legata alla vita politica e familiare. Con il passare del tempo, il pantheon si arricchì mediante l’interpretatio romana di dèi stranieri e l’introduzione di culti orientali. La sua eredità si percepisce nella letteratura latina, nell’organizzazione del calendario e nella persistenza di numerosi nomi di dèi nelle lingue romanze e nell’iconografia occidentale successiva. Elementi della mitologia romana influenzarono l’arte rinascimentale e la cultura europea fino all’epoca contemporanea, conservando la loro impronta in toponimi, festività e nella trasmissione di racconti mitologici attraverso autori come Ovidio e Virgilio.
Fonti
Eneide
Virgilio · 19 a.C.
Epopea latina di Virgilio in dodici libri (19 a.C.) sul viaggio di Enea da Troia al Lazio. Il libro VI narra la sua discesa agli inferi guidata dalla Sibilla: il ramo d'oro, Caronte e le ombre insepolte; il libro VII, l'arrivo in Italia e il santuario di Diana.
Fasti
Ovidio · 8 d.C.
Poema di Ovidio sul calendario romano che include racconti su Rea Silvia, Marte e l'origine di Roma.
Ab Urbe Condita
Tito Livio · 27 a.C.
Opera storica di Tito Livio che narra le origini di Roma dalla sua fondazione, inclusa la leggenda di Rea Silvia e dei gemelli.
Domande frequenti
Da quali divinità romane discende Marte secondo le fonti classiche?
Marte nacque da Giove e Giunone come divinità primordiale della guerra virile e della fertilità agricola. Inizialmente un dio italico della vegetazione e della protezione, evolvette nel patrono degli eserciti romani. Questa dualità lo distingue dall'Ares greco più distruttivo.
Chi erano i Salii e che ruolo avevano nel culto di Marte?
Erano dodici sacerdoti che custodivano gli ancilia, i dodici scudi sacri: uno caduto dal cielo, secondo la leggenda, ai tempi di Numa Pompilio, e undici copie fatte perché nessuno potesse rubare l'autentico. In marzo e ottobre percorrevano Roma danzando e battendo gli scudi, aprendo e chiudendo la stagione di campagna. I loro animali sono il lupo e il picchio, e la loro arma la lancia custodita nella Regia.
Come generò Marte Romolo e Remo?
Rea Silvia, figlia del re deposto di Alba Longa, era stata costretta a diventare vestale affinché non avesse discendenza. Marte la rese incinta e da quell'unione nacquero i gemelli, gettati nel Tevere e allattati da una lupa, animale del dio stesso. Che Roma discenda da Marte e non da un mortale è la base della sua identità guerriera: Augusto lo consacrò come Marte Ultor, il Vendicatore, dopo aver punito gli assassini di Cesare.
Che posto occupa Marte nella gerarchia del pantheon romano?
Figlio di Giove, re degli dèi romani, e di Giunone, regina degli dèi romani. Fratello di Vulcano e nipote di Nettuno, dio romano del mare. Il suo rango corrisponde al dio principale della guerra nel pantheon romano.
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