Plutone
Plutone, dio romano degli inferi e signore delle ricchezze sotterranee
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Roma Antica(Italia)Albero genealogico
Identità ed equivalenze di Plutone
Plutone (in latino Pluto, dal greco Plouton, «il ricco») è il dio romano degli inferi e delle ricchezze nascoste nel sottosuolo, come i metalli e i minerali. Secondo Platone nel «Cratilo», il suo nome allude alla ricchezza (ploutos) che sgorga dalla terra. È l'equivalente romano del greco Ade, con cui condivide figura e attributi, e fu assimilato anche alle antiche divinità italiche Dis Pater («padre ricco») e Orco (Orcus). Figlio di Saturno e Ops, è fratello di Giove e Nettuno; quando i tre fratelli rovesciarono i Titani e si spartirono il cosmo a sorte, a Giove toccò il cielo, a Nettuno il mare e a Plutone il regno dei morti. Non va confuso con Pluto (Ploutos), il dio greco della ricchezza e figlio di Demetra, sebbene entrambi condividano il tratto dell'abbondanza che emana dalla terra.
Regno degli inferi e ricchezze
Come signore degli inferi, Plutone regna sulle anime dei defunti in un dominio immutabile dal quale quasi nessuno ritorna. Il suo regno, l'Averno, è custodito da Cerbero, il cane dalle molte teste che impedisce ai morti di uscire e ai vivi di entrare. A differenza di altri dèi, raramente sale in superficie e non interviene nelle faccende dei vivi, se non per reclamare ciò che gli appartiene. Accanto alla sua faccia funeraria, incarna la ricchezza del sottosuolo: è padrone dei metalli preziosi, delle gemme e delle vene minerali che si celano sotto la terra, da cui il suo nome «il ricco». Questa duplice natura, morte e abbondanza, lo lega tanto ai riti funebri quanto alla fertilità agricola, poiché dallo stesso suolo che custodisce i morti germogliano i raccolti. È rappresentato severo e giusto, in trono con lo scettro o la cornucopia, e spesso accompagnato dalla sua sposa Proserpina.
Il ratto di Proserpina e il culto
Il mito centrale di Plutone è il ratto di Proserpina, figlia di Cerere e di Giove. Invaghito della fanciulla, Plutone la rapì mentre coglieva fiori e la condusse nel suo regno per farne la sua regina. Cerere, desolata, vagò per il mondo cercandola e, nel suo lutto, rese sterile la terra. Giove mediò un accordo: Proserpina avrebbe trascorso parte dell'anno negli inferi, accanto a Plutone, e il resto in superficie con la madre, poiché aveva assaggiato i chicchi di melograno che la legavano al regno dei morti. Questo ciclo spiega miticamente la successione delle stagioni: l'inverno quando la dea discende e la primavera quando ritorna. Il racconto, cantato da Ovidio nelle «Metamorfosi» e nei «Fasti» e sviluppato da Claudiano in «De Raptu Proserpinae», è il mito romano per eccellenza sulla morte e il rinnovamento. Nel suo culto, Plutone riceveva offerte ctonie ed era invocato accanto a Proserpina nei Ludi Saeculares.
Conosciuto anche come
Reliquie
🏺 Cornucopia
Corno di capra che trabocca di frutti e ricchezze infinite.
🏺 Elmo dell'Invisibilità
Elmo di Ade che dona invisibilità al portatore.
Simbologia
Elemento
Terra e Oro
Numero
Tre
Colore
Nero e Oro
Animali
Cane Cerbero
Sigilli:
🏷️ Tratti
Poteri
Debolezze
Comportamento
Resistenze
🗺️Nell’Atlante
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📜 Mitologie
La mitologia romana si formò a partire dalle credenze e dalle pratiche religiose dei popoli italici, in particolare dei latini, tra l’VIII e il I secolo a. C., nella penisola italica. Le sue origini risiedono in tradizioni locali di carattere agrario e familiare che, con l’espansione di Roma e il contatto con l’Etruria e le colonie greche del sud Italia, incorporarono divinità e racconti ellenici. Le divinità principali includevano Giove, Giunone e Minerva, insieme a Marte, Venere e altre divinità legate a funzioni civili e statali, molte delle quali assimilate a figure greche senza che si producesse una sostituzione completa dei culti autoctoni. Il sistema religioso romano era caratterizzato da una visione pragmatica del mondo in cui il mantenimento della pax deorum risultava essenziale per la prosperità della comunità. I rituali, gli auguri e il culto dei lari e dei mani facevano parte di una struttura in cui la religione era strettamente legata alla vita politica e familiare. Con il passare del tempo, il pantheon si arricchì mediante l’interpretatio romana di dèi stranieri e l’introduzione di culti orientali. La sua eredità si percepisce nella letteratura latina, nell’organizzazione del calendario e nella persistenza di numerosi nomi di dèi nelle lingue romanze e nell’iconografia occidentale successiva. Elementi della mitologia romana influenzarono l’arte rinascimentale e la cultura europea fino all’epoca contemporanea, conservando la loro impronta in toponimi, festività e nella trasmissione di racconti mitologici attraverso autori come Ovidio e Virgilio.
Fonti
Eneide
Virgil · -19
Epica di Virgilio che narra il viaggio di Enea e la fondazione mitica di Roma.
Fasti
Ovid · 8
Poema di Ovidio che descrive i festival romani e i miti associati al calendario.
Domande frequenti
Come emerse Plutone nella Titanomachia e quale regno ricevette per sorteggio?
Plutone, figlio di Saturno e Ops, emerse come uno dei tre fratelli divini che rovesciarono i Titani. Ricevette gli inferi come dominio per sorteggio. Il suo ruolo di signore dell'Orco romano lo collega al destino delle anime e ai tesori sotterranei.
Quali attributi e dualità caratterizzano il dominio di Plutone su morte e ricchezza?
Sovrano severo dell'Orco romano, Plutone controlla miniere, gemme e metalli preziosi. Giusto ma inesorabile, giudica le anime e concede prosperità a chi onora i suoi riti. La sua dualità tra morte e ricchezza definisce il suo culto nei rituali agricoli e minerari.
Quale relazione mitologica mantiene Plutone con Proserpina e come influisce sui cicli stagionali?
Nel ratto di Proserpina, Plutone la rapì come sposa, causando l'inverno per il dolore di Cerere. La sua cornucopia simboleggia l'abbondanza della terra fertile. Questi racconti evidenziano il suo legame con i cicli stagionali e la prosperità sotterranea.
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