Poltergeist di Greyfriars
Lo spirito di Bluidy Mackenzie nel suo mausoleo
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Europa
Greyfriars Kirkyard(Scozia)Bluidy Mackenzie e la prigione del camposanto
Sir George Mackenzie di Rosehaugh (1636-1691) fu Lord Advocate di Scozia dal 1677 e lo strumento legale della persecuzione dei covenanter, i presbiteriani che rifiutavano la chiesa episcopale imposta dagli Stuart. Il soprannome con cui lo si ricorda, Bluidy Mackenzie, glielo diedero loro. Dopo la sconfitta covenanter al ponte di Bothwell, il 22 giugno 1679, circa milleduecento prigionieri furono condotti a Edimburgo e rinchiusi a cielo aperto in un campo all'estremità meridionale del cimitero di Greyfriars, che da allora si chiama la Prigione dei Covenanter. Vi rimasero più di quattro mesi, senza tetto e con una razione giornaliera di quattro once di pane. In novembre si imbarcarono a Leith duecentocinquantasette condannati alla deportazione; la nave naufragò al largo delle Orcadi e si salvò appena una cinquantina. Mackenzie morì nel 1691 e fu sepolto a pochi passi da quel campo, in un mausoleo circolare di pietra annerita che la città finì per chiamare il Mausoleo Nero.
Dicembre 1998: la porta forzata
Il mausoleo era chiuso da secoli quando, in una notte di tempesta del dicembre 1998, un senzatetto in cerca di riparo ne forzò la porta e precipitò nella cripta, in mezzo ai resti che custodiva. I primi spaventi furono riferiti nel giro di pochi giorni: una donna sentì una folata gelida respingerla dall'ingresso. Dal 1999 le segnalazioni divennero un gocciolare costante, sempre dello stesso tipo: freddo improvviso, graffi e lividi che compaiono senza che nessuno tocchi la vittima, morsi, nausea, la sensazione di essere afferrati, e svenimenti. Jan-Andrew Henderson, che tiene il conto fin dall'inizio, registra circa trecentocinquanta aggressioni documentate e più di centoquaranta persone accasciate. Quasi tutto avviene dentro il recinto della Prigione dei Covenanter o addossato al mausoleo, e quasi nulla fuori dalle cancellate: il fenomeno, qualunque cosa sia, non accompagna nessuno fino a casa.
Il nome, le visite e il cancello chiuso
Fu Jan-Andrew Henderson a battezzare il fenomeno poltergeist di Mackenzie, nel suo libro The Ghost that Haunted Itself (2001), e a fondare nel 1999 le visite guidate City of the Dead, oggi l'unico modo autorizzato di entrare nel recinto. Quello stesso anno il medium Colin Grant tentò un esorcismo davanti a giornalisti locali, lo interruppe a metà dicendo che la cosa lo superava, e morì poche settimane dopo; il particolare circola da allora come parte della leggenda, non come dato clinico. Il comune finì per chiudere a chiave la Prigione dei Covenanter, il cui cancello resta sbarrato. Ne risulta un caso poco comune: un'infestazione nata documentata, con date, nomi e un registro tenuto fin dal primo giorno, anche se quel registro lo tiene chi incassa pure il biglietto, il che è insieme il suo punto di forza e l'obiezione più ovvia che le si muove.
Tre cose che si raccontano male
Conviene separare il caso da ciò che gli si è appiccicato. Primo: non è il fantasma del maggiore Thomas Weir. Weir fu lo stregone del West Bow, giustiziato a Edimburgo nel 1670 per stregoneria e incesto, e la sua leggenda (il bastone che cammina da solo, la casa maledetta del West Bow) è un'altra, in un altro quartiere e con un altro morto; la confusione è frequente perché entrambe sono storie di spettri edimburghesi del Seicento, ma nemmeno una fonte sul poltergeist nomina Weir. Secondo: la cifra di diciottomila vittime che si attribuisce spesso a Mackenzie non riguarda il ponte di Bothwell, dove i prigionieri furono circa milleduecento, bensì un computo tradizionale e discusso di tutti coloro che patirono durante il cosiddetto Killing Time. E terzo: essere il luogo più infestato del mondo è un richiamo delle visite guidate, non una misurazione; ciò che esiste è il conteggio degli incidenti di Henderson, che è cosa diversa e assai più modesta.
Conosciuto anche come
Reliquie
Simbologia
Elemento
Oscurità e Vendetta
Numero
1
Colore
Nero Profondo
Animali
Corvo
Sigilli:
Tratti
Poteri
Debolezze
Comportamento
Resistenze
Nell’Atlante
Viaggia nel mondo d’origine degli esseri e nel cosmo delle loro dimensioni.
Mitologie
Il folklore scozzese si sviluppò nel corso dei secoli tra le popolazioni celtiche della Scozia, con influenze gaeliche nelle Highlands e scozzesi nelle Lowlands, e fu trasmesso principalmente in forma orale dal Medioevo fino al XIX secolo. I suoi racconti integrano elementi precristiani e cristiani e riflettono una visione del mondo in cui il paesaggio naturale è abitato da esseri soprannaturali che interagiscono con gli esseri umani, spesso in modo ambiguo o pericoloso. Tra le entità più rilevanti figurano le fate o sìth, associate a tumuli e colline, i kelpie e gli each-uisge, spiriti equini che abitano laghi e fiumi, e creature come il bean nighe o il trow, presenti in diverse regioni del paese. Queste tradizioni incorporano anche figure come i giganti o fuamhair e spiriti domestici come il brownie, che riflettono sia timori ancestrali sia norme sociali e morali trasmesse attraverso racconti e ballate. Il folklore scozzese ha esercitato un’influenza duratura sulla letteratura britannica e sulla cultura popolare contemporanea, dalle raccolte del XIX secolo fino alla sua presenza nelle narrazioni moderne, sebbene molte delle sue varianti regionali siano scomparse o si siano trasformate con il passare del tempo.
Fonti
Storia delle sofferenze della Chiesa di Scozia, vol. III
Robert Wodrow · 1721
Raccolta documentaria di Robert Wodrow sulla persecuzione dei covenanter fra la Restaurazione e la Rivoluzione. Questo volume copre gli anni del ponte di Bothwell e la reclusione dei prigionieri a Greyfriars, con Mackenzie Lord Advocate.
Il fantasma che infestava sé stesso
Jan-Andrew Henderson · 2001
Cronaca di Jan-Andrew Henderson sul poltergeist di Greyfriars, cui egli stesso diede il nome. Raccoglie la storia del mausoleo, l'effrazione del 1998 e il registro di episodi che tiene dal 1999. Opera sotto copyright: per un caso del 1998 non esiste una fonte di pubblico dominio.
Memorie degli affari di Scozia
Sir George Mackenzie di Rosehaugh · 1821
Memorie dello stesso Sir George Mackenzie sul governo della Scozia dalla Restaurazione di Carlo II, pubblicate postume nel 1821. Permettono di leggere con la sua stessa voce gli anni in cui fu Lord Advocate e perseguitò i covenanter.
Domande frequenti
È il fantasma del maggiore Weir?
No. Thomas Weir, lo stregone del West Bow, fu giustiziato nel 1670 e la sua leggenda si svolge in un'altra parte della città, attorno alla sua casa e al suo bastone. Il poltergeist di Greyfriars è attribuito a Sir George Mackenzie, sepolto nel Mausoleo Nero di quello stesso cimitero. Che entrambi siano spettri edimburghesi del Seicento spiega perché li si confonda spesso, ma nessuna fonte sul caso nomina Weir.
Che rapporto c'è fra il mausoleo e la prigione?
Distano pochi passi, e quella vicinanza è tutta la storia: Mackenzie fu sepolto quasi sopra il campo dove si lasciò morire di freddo e di fame i covenanter che egli aveva processato. Conviene inoltre sapere che la maggior parte degli episodi si registra dentro il recinto della prigione, non nel mausoleo, oggi sigillato; il mausoleo fornisce il nome e la colpa, la prigione fornisce la scena.
Da dove vengono le cifre delle aggressioni?
Dal registro che Jan-Andrew Henderson tiene dal 1999: circa trecentocinquanta aggressioni documentate e più di centoquaranta svenimenti. Conviene prenderle per quello che sono, il conteggio di un'impresa di visite guidate e non uno studio indipendente, e diffidare delle versioni che le gonfiano fino a cinquecento lesioni o parlano di casi prossimi alla morte, cifre che non compaiono in nessuna fonte seria.
Si può entrare oggi nel recinto?
Al cimitero sì, liberamente e di giorno. Al recinto della Prigione dei Covenanter no: il comune lo ha chiuso a chiave e vi si entra solo accompagnati da una visita guidata autorizzata. Il Mausoleo Nero resta sigillato dall'effrazione del 1998 e non vi si entra in alcun modo. È un particolare utile per leggere le testimonianze, perché quasi tutte quelle raccolte da allora provengono da persone che erano in gruppo e di notte.
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