Legione
La moltitudine demoniaca del paese dei Geraseni
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Decapoli(Giordania, Israele, Siria)L'uomo dei sepolcri
Il vangelo di Marco apre il suo quinto capitolo con la scena di possessione più dettagliata di tutta la Bibbia. Quando Gesù sbarca sull'altra riva del mare di Galilea, nel paese dei Geraseni, gli viene incontro un uomo che vive tra i sepolcri. Nessuno riesce a tenerlo: lo hanno legato molte volte con ceppi e catene, e le catene le ha spezzate e i ceppi li ha frantumati. Giorno e notte va per i monti e per le tombe, gridando e ferendosi con le pietre. Vedendo Gesù gli corre incontro, si prostra e grida di non tormentarlo, chiamandolo «Figlio del Dio Altissimo». E quando Gesù gli chiede il nome, arriva la risposta che ha reso celebre l'episodio: «Mi chiamo Legione, perché siamo in molti». Luca ripete il racconto e aggiunge un dettaglio di peso: gli spiriti lo supplicavano di non mandarli nell'abisso. Matteo, invece, racconta lo stesso episodio nella regione dei Gadareni, con due indemoniati invece di uno, e senza il nome. Il nome è tutto: una legione romana contava tra cinque e seimila soldati, e i commentatori moderni non hanno mancato di notare che Marco scrive sotto l'occupazione romana della Palestina, e che la Legio X Fretensis, che operò nella zona, portava tra le sue insegne un cinghiale.
La forza di essere molti
Tutto ciò che Legione può fare nasce dal suo numero. La forza è la prima cosa che il testo documenta: i ceppi frantumati e le catene spezzate non sono leggenda posteriore, stanno nel versetto, insieme al dato che nessuno riusciva a domarlo. La seconda è la voce: migliaia di spiriti che parlano per una sola bocca e al singolare e al plurale insieme, «mi chiamo» e «siamo», la grammatica stessa posseduta. La terza è la conoscenza: Legione riconosce Gesù al primo sguardo e lo nomina correttamente quando nessuno intorno sa ancora chi sia. E la quarta, la più rivelatrice, è la paura. Tutta la potenza dell'episodio si rovescia nel momento in cui la moltitudine supplica: di non essere mandata nell'abisso, dice Luca; di non essere cacciata da quella regione, dice Marco; di poter entrare nei porci. Il demone che spezzava catene negozia la propria resa. Nella demonologia posteriore quel paradosso divenne il suo segno: la possessione multipla schiaccia l'esorcista perché non si espelle uno spirito ma un'assemblea — eppure l'assemblea intera obbedisce a una sola parola detta con autorità.
I duemila porci e il dopo
Gesù concede la richiesta, e ciò che segue è una delle immagini più violente dei vangeli: gli spiriti entrano in un branco che pascolava sul monte (circa duemila porci, precisa Marco) e il branco intero si getta dal dirupo e annega nel mare. I porcari fuggono a raccontarlo, e la reazione del paese è il momento più umano di tutto l'episodio: non celebrano il miracolo, supplicano Gesù di andarsene dalla loro regione. Hanno appena perso duemila porci e visto qualcosa che non capiscono; la paura vince sulla gratitudine. L'unico che vuole restare con Gesù è l'ex indemoniato, che trovano «seduto, vestito e sano di mente». Gesù non glielo permette: lo manda a casa a raccontare ciò che è stato fatto per lui, e l'uomo lo proclama per la Decapoli, le dieci città ellenizzate a est del Giordano. I commentatori vi vedono una svolta enorme: in terra di gentili, il primo annunciatore del messaggio è un uomo che era vissuto tra le tombe. Il nome del demone, intanto, fece fortuna per conto suo: «il mio nome è legione» resta, venti secoli dopo, il modo di dire che il male non viene mai da solo.
L'enigma di Gerasa, Gadara e Gergesa
L'episodio ha un problema di mappa che i lettori notarono già nell'Antichità. Marco e Luca lo collocano nel paese dei Geraseni, ma Gerasa (l'attuale Jerash, in Giordania) dista una cinquantina di chilometri dal lago: un branco che si gettasse da lì dovrebbe correre due giorni prima di bagnarsi. Matteo corregge in «Gadareni», e Gadara è più vicina, una decina di chilometri, ma neanche lei tocca l'acqua. La terza lezione, «Gergeseni», la difese Origene nel III secolo proprio con l'argomento del terreno: a Gergesa, l'attuale Kursi, sulla riva orientale del lago, c'è davvero una scarpata che cade verso l'acqua, e lì la tradizione bizantina eresse un monastero a segnare il luogo. I manoscritti oscillano fra le tre forme nei tre vangeli, e la spiegazione più accolta è la più semplice: i copisti andarono correggendo un toponimo oscuro con città che conoscevano. Per la scheda dell'essere, l'enigma è parte del personaggio: Legione è un demone con tre indirizzi e nessuno, come si addice a chi risponde «siamo in molti» quando gli si chiede chi è.
Conosciuto anche come
Reliquie
Simbologia
Elemento
Abisso
Numero
2000
Colore
Rosso Sangue
Animali
Maiale
Sigilli:
Tratti
Poteri
Debolezze
Comportamento
Resistenze
Relazioni con altri esseri
Nell’Atlante
Viaggia nel mondo d’origine degli esseri e nel cosmo delle loro dimensioni.
Mitologie
Le religioni abramitiche comprendono l’ebraismo, il cristianesimo e l’islam, tre tradizioni monoteiste che condividono un’origine comune nella figura di Abramo, considerato patriarca in tutte e tre. Sorte nell’antico Vicino Oriente, l’ebraismo si sviluppò tra gli ebrei durante il secondo millennio a.C., il cristianesimo sorse nel I secolo d.C. nel contesto dell’ebraismo del Secondo Tempio e l’islam apparve nel VII secolo nella penisola arabica. Ciascuna si basa su rivelazioni divine trasmesse tramite profeti e scritture sacre, come la Torah, la Bibbia e il Corano, e sostiene la credenza in un unico Dio creatore e giudice.
Fonti
Vangelo di Matteo
Anonimo, attribuito a Matteo · c. 80-90 d.C.
Primo vangelo del Nuovo Testamento (c. 80-90). Narra la vita di Gesù con frequenti apparizioni angeliche —l’angelo davanti a Giuseppe, la tentazione di Satana— ed è fonte dell’immaginario cristiano di angeli e demoni.
Vangelo di Luca
Anonimo, attribuito a Luca · c. 80-90 d.C.
Terzo vangelo del Nuovo Testamento (c. 80-90), attribuito a Luca. Narra la vita di Gesù con particolare attenzione alle annunciazioni angeliche —Gabriele davanti a Maria e Zaccaria— ed è fonte dell’immaginario di angeli e prodigi del cristianesimo primitivo.
Vangelo secondo San Marco
Anonimo · 70
Vangelo secondo Marco, composto intorno all'anno 70 d.C., il primo dei racconti canonici su Gesù. Si apre con il suo battesimo e la tentazione nel deserto, e abbonda di esorcismi, fungendo da fonte sugli spiriti immondi e l'avversario, Satana.
Domande frequenti
Quanti demoni formavano Legione?
Il testo non dà la cifra: dice solo «siamo in molti». I due riferimenti che permettono di immaginarla sono il nome (una legione romana contava tra cinque e seimila soldati) e il branco: Marco precisa che i porci annegati furono circa duemila. Tra quelle due cifre si è sempre mossa l'immaginazione dei lettori.
Dove avvenne l'episodio?
Sulla riva orientale del mare di Galilea, in territorio della Decapoli, ma il nome esatto oscilla fin dall'Antichità: Marco e Luca dicono «Geraseni», Matteo «Gadareni», e da Origene in poi si difende «Gergesa», l'attuale Kursi, l'unico dei tre luoghi con una scarpata che cade sull'acqua. I copisti corressero via via il toponimo, e l'enigma rimase dentro il testo.
Perché chiesero di entrare nei porci?
Perché l'alternativa era peggiore: Luca dice che supplicavano di non essere mandati «nell'abisso», e Marco che imploravano di non essere cacciati da quella regione. Un corpo, sia pure di porco, è rifugio. Che ci fossero branchi al pascolo conferma inoltre che era terra gentile: in territorio ebraico non si allevavano porci, e il dettaglio àncora l'episodio nella Decapoli pagana.
Che ne fu dell'indemoniato dopo l'esorcismo?
Lo trovarono «seduto, vestito e sano di mente», e chiese di andare con Gesù. Gesù non glielo permise: lo mandò a casa a raccontare ciò che era stato fatto per lui, e l'uomo lo proclamò per la Decapoli. È una svolta che i commentatori sottolineano: il primo annunciatore del messaggio in terra di gentili fu colui che era vissuto tra i sepolcri.
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