Thiess di Kaltenbrun
Il lupo mannaro livone, cane di Dio
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Europa
Livonia(Estonia, Lettonia)Un contadino di Kaltenbrunn
Thiess viveva a Kaltenbrunn, nella Livonia svedese, in quella che oggi è la Lettonia. Quando il tribunale lo interrogò nel 1691 dichiarò di avere più di ottant'anni, il che colloca la sua nascita intorno al 1610, in una contrada contadina e luterana dove sopravvivevano strati di credenza molto più antichi. In quegli strati il lupo mannaro non era il servo del diavolo descritto dai demonologi tedeschi ma un guardiano: qualcuno che lasciava il corpo, prendeva forma di lupo e scendeva a battersi per il raccolto del villaggio. Thiess non la espose come teoria altrui, ma come un mestiere che praticava lui stesso, e fu quella naturalezza a sconcertare i giudici.
L'interrogatorio del 1691
Il 28 aprile 1691 il tribunale distrettuale di Wenden, riunito a Jürgensburg (oggi Zaube, in Lettonia), lo interrogò per licantropia e altri atti empi. Lungi dal negare, Thiess dichiarò di essere un lupo mannaro e di esserlo da anni. Raccontò che tre notti l'anno lasciava il corpo e prendeva forma di lupo: quella di santa Lucia, quella di Pentecoste e quella di san Giovanni, precisando però che la data esatta contava meno del momento in cui il grano era in fiore, perché era allora che gli stregoni portavano via la benedizione del raccolto. Richiesto di come avvenisse la trasformazione, disse dapprima che indossavano pelli di lupo e poi che si spogliavano fra i cespugli. Il tribunale insistette più volte perché confessasse un patto con il diavolo, e lui rifiutò sempre. Il verdetto definitivo giunse dall'Alta Corte di Dorpat (oggi Tartu, in Estonia) il 31 ottobre 1692: frusta ed esilio a vita, non per stregoneria ma per aver allontanato il popolo dal cristianesimo.
I cani di Dio
Quello che Thiess descrisse non era una maledizione ma una milizia. Lui e i suoi erano, disse, i cani di Dio, e scendevano all'inferno a battersi contro il diavolo e contro gli stregoni che lo servivano. Là recuperavano il grano, il bestiame e i frutti della terra che quelli avevano rubato, e inseguivano il diavolo sferzandolo con fruste di ferro; se i lupi vincevano, l'annata veniva buona. I cani dell'inferno stavano dalla parte avversa, non dalla sua, e quella distinzione è il cuore della sua deposizione: è ciò che la rende unica fra gli atti europei. Thiess ricordò perfino lo stregone Skeistan, che anni prima gli aveva rotto il naso con un colpo. Raccontò tutto senza chiedere perdono, convinto di rendere un servizio al villaggio e a Dio.
Un verbale ancora discusso
Il verbale del suo interrogatorio rimase inedito finché lo storico Hermann von Bruiningk non lo pubblicò nel 1924, e da allora non si è smesso di discuterne, perché contraddice di petto l'immagine demoniaca del lupo mannaro che dominava l'Europa cristiana. Carlo Ginzburg lo accostò ai benandanti del Friuli nel suo libro su di loro, leggendolo come residuo di uno strato di credenze assai più antico; Bruce Lincoln contestò poi quella lettura, e nel 2020 i due pubblicarono insieme il dibattito e la trascrizione integrale. Thiess fu, per quanto risulta, l'ultimo uomo punito come licantropo in Livonia, e la sua deposizione resta la prova più chiara che nel folclore baltico chi si faceva lupo poteva essere il guardiano e non il mostro.
Conosciuto anche come
Reliquie
Simbologia
Elemento
Terra e Neve
Numero
Tre
Colore
Grigio Lupo
Animali
Lupo
Sigilli:
Tratti
Poteri
Debolezze
Comportamento
Resistenze
Relazioni con altri esseri
Nell’Atlante
Viaggia nel mondo d’origine degli esseri e nel cosmo delle loro dimensioni.
Mitologie
Il folklore livone si sviluppò tra i Livoni, un popolo di lingua finnougrica che abitò storicamente le coste della Livonia, nel territorio corrispondente oggi a Lettonia ed Estonia, dall’Età del Ferro fino alla loro progressiva assimilazione tra il XIII e il XVII secolo. Le loro credenze facevano parte delle tradizioni religiose precristiane del Baltico orientale e condividevano elementi con il folklore di altri popoli baltici e finnougrici, pur conservando tratti propri legati all’ambiente costiero e alla pesca. Il pantheon e le entità spirituali si articolavano attorno a forze della natura, spiriti protettori di luoghi e antenati, senza che si sia conservata una gerarchia chiara né un corpus mitologico esteso a causa della cristianizzazione precoce e della scarsità di fonti scritte. Le pratiche rituali includevano offerte nei boschi, accanto ad alberi sacri e in punti d’acqua, destinate ad assicurare la fertilità, la pesca abbondante e la protezione della casa. Con la conquista tedesca e l’impianto del cristianesimo a partire dal XIII secolo, queste credenze furono gradualmente soppiantate o sincretizzate, sebbene alcuni motivi e figure minori persistessero nella tradizione orale livone fino a epoche recenti. L’eredità culturale del folklore livone si manifesta principalmente in compilazioni etnografiche dei secoli XIX e XX, nella toponomastica della regione e nello studio delle lingue e culture minoritarie del Baltico, dove costituisce una fonte per comprendere la diversità religiosa premoderna dell’Europa settentrionale.
Fonti
Atti del Processo di Thiess 1692
Tribunal de Yuryev · 1692
Atti ufficiali del processo a Thiess a Yuryev 1692, contenenti le sue confessioni di trasformazione in lupo mannaro come guardiano contro streghe.
Il lupo mannaro: contributo alla storia delle leggende
Wilhelm Hertz · 1862
Studio filologico tedesco che raccoglie i processi di licantropia del Sacro Impero, fra cui quello di Bedburg, e distingue la cintura di pelle di lupo dei processi reali dalle aggiunte posteriori della letteratura popolare.
Bruiningk, «Il lupo mannaro in Livonia»
Hermann von Bruiningk · 1924
Studio che portò alla luce per la prima volta il verbale dell'interrogatorio del 1691, fino ad allora inedito in un archivio. Tutto ciò che sappiamo del caso dipende da esso.
Domande frequenti
Che cosa dichiarò esattamente Thiess davanti al tribunale del 1691?
Che era un lupo mannaro e che lo era da anni, senza che nessuno lo costringesse ad ammetterlo. Il notevole non è la confessione ma il suo contenuto: non chiese clemenza né descrisse una maledizione, bensì un servizio. I giudici cercavano un patto diabolico e trovarono un vecchio che sosteneva di stare dalla parte di Dio, e che si irritò soltanto quando insinuarono il contrario.
In quali notti diceva di trasformarsi, e perché proprio quelle?
Nominò la notte di santa Lucia, quella di Pentecoste e quella di san Giovanni, tre feste del calendario cristiano. Ma fu lui stesso a ridimensionare le date, dicendo che contava di più il momento in cui il grano era in fiore. La ragione è agricola, non liturgica: era allora che gli stregoni potevano portare via la benedizione del raccolto, e dunque quando c'era qualcosa da recuperare.
Perché il suo caso è diverso dagli altri processi europei per licantropia?
Perché rovescia gli schieramenti. Nei processi francesi e tedeschi il licantropo è l'uomo del diavolo e confessa sotto tortura; qui l'imputato si dichiara agente di Dio, e sono i giudici a non riuscire a farlo rientrare nel loro schema. La differenza si vede nel verdetto: non fu condannato per stregoneria, capo d'accusa che avrebbe portato al rogo, ma per aver allontanato il popolo dal cristianesimo. Non sapevano bene che farsene di lui.
Che ne fu di lui dopo il processo, e come è stata recuperata la sua storia?
Fu frustato ed esiliato a vita, e da lì la traccia documentaria si perde: non risulta come né quando morì. La sua storia è sopravvissuta soltanto nella carta del tribunale, rimasta dimenticata in un archivio fino al 1924, quando Hermann von Bruiningk la pubblicò. Se quel fascicolo non fosse stato conservato, non sapremmo che è esistito l'unico lupo mannaro europeo che si difese dicendo di servire Dio.
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