Yamauba
Yamauba, vecchia antropofaga del folklore giapponese del Tōhoku
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Giappone(Giappone)⇄ Varianti culturali (2)
3 esseri nella stirpe
Origini della Yamauba nel folklore giapponese
La Yamauba nasce dalla pratica storica dell'ubasute, in cui anziane venivano abbandonate su montagne remote durante carestie premoderne nel Tōhoku giapponese. Invece di perire, la donna mortale viene assorbita dal kami montano e trasformata in uno yōkai antropofago. Varianti regionali la descrivono come l'anima di una donna gelosa o tradita che si ritirò in montagna e alla morte divenne yamauba. La sua natura ambigua permette sia di divorare viaggiatori sia di allevare benevolmente l'eroe Kintarō sul Monte Ashigara, secondo racconti del periodo Heian. Questa dualità riflette il confine tra domestico e mostruoso nel folklore di Iwate, Akita e Aomori.
Poteri e aspetto duale della Yamauba
La Yamauba possiede un cambio di aspetto tra forma diurna ospitale di anziana curva con capelli bianchi scompigliati, kimono stracciato e voce dolce che offre zuppa calda, e forma notturna rivelata con bocca verticale dalla sommità del cranio al mento che mostra denti interni, occhi vuoti e capelli prensili serpentini. Controlla i sentieri forestali per disorientare le vittime, imita voci care, conosce erbe medicinali e veleni e gode di longevità secolare. La sua forza risiede nell'inganno più che nel combattimento diretto, con debolezze verso i sutra buddisti e dipendenza dalla sua capanna territoriale nelle foreste del Monte Ashigara e Tōno.
Simbologia e relazioni della Yamauba
I simboli chiave della Yamauba includono capelli bianchi prensili, kimono stracciato, bocca verticale rivelata, capanna di paglia isolata e sandali zōri rotti, rappresentando falsa ospitalità e pericolo nascosto. Si relaziona come variante femminile anziana dell'oni generico e come archetipo cross-culturale con la gumiho-anziana e huli-jing di montagna. Nei racconti per bambini agisce come madre adottiva di Kintarō, mentre nel teatro nō del XV secolo di Konparu Zenchiku incarna il confine psicologico tra rifugio e divoramento. La sua geografia copre il Monte Ashigara, Tōno a Iwate e montagne di Akita e Aomori, documentata da Yanagita Kunio.
Reliquie
🏺 Capanna di paglia nel profondo della foresta
🏺 Pettine d'osso rotto
Simbologia
Elemento
Terra Yin
Numero
100
Colore
Grigio pietra e bianco osso
Animali
Serpente bianco, Volpe di montagna, Lupo giapponese estinto
Sigilli:
🏷️ Tratti
Poteri
Debolezze
Comportamento
Resistenze
🔗 Relazioni con altri esseri
🗺️Nell’Atlante
Viaggia nel mondo d’origine degli esseri e nel cosmo delle loro dimensioni.
📜 Mitologie
Il folclore giapponese comprende tradizioni orali, miti, leggende e creature soprannaturali come yōkai e kami, compilati in testi illustrati del periodo Edo da Toriyama Sekien in opere come Gazu Hyakki Yagyō e Konjaku Hyakki Shūi, riflettendo credenze animiste shintoiste, timori ecologici di inondazioni e siccità, e rispetto per la natura in fiumi, laghi e risaie di regioni come Shiga, Osaka e Kyoto.
Fonti
Hyakki Yagyō
Toriyama Sekien · 1776
Serie illustrata di yōkai di Toriyama Sekien del 1776, collegata alla classificazione della rokurokubi tra yōkai popolari.
Racconti di Tōno di Yanagita Kunio
Yanagita Kunio · 1910
Classica raccolta di racconti folkloristici giapponesi compilati da Yanagita Kunio che documenta spiriti materni e varianti regionali di ubume nelle aree rurali.
Konjaku Monogatarishū
Unknown compiler · 12th century
Vasta raccolta giapponese di oltre mille racconti (setsuwa) della tarda epoca Heian (circa XII secolo). Riunisce storie buddhiste, profane e soprannaturali da India, Cina e Giappone, ed è fonte essenziale di yōkai, oni e spiriti del folclore giapponese.
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