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Yamauba

Yamauba, la vecchia antropofaga dei monti giapponesi

A cura diCreato ilAggiornato il

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Asia
GiapponeGiappone(Giappone)
GiapponeMonte Ashigara(Giappone)
GiapponeTōno(Giappone)
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Rango
Yamauba, vecchia antropofagaLiv. 60
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Gerarchia
Gerarchia Yōkai GiapponeseLiv. 85

La vecchia dei monti

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La yamauba è l'anziana soprannaturale che abita nel fondo dei monti, e con lei si raccontano nel nord del paese le storie della yamahaha, che la gente di Tōno riteneva la stessa figura. Si legge spesso che nacque dall'ubasute, l'usanza di abbandonare le vecchie sul monte durante le carestie; conviene dire che quell'usanza non è documentata come pratica reale. È materia leggendaria, e chi lo segnalò fu proprio Yanagita Kunio, che risalì col motivo fino al racconto buddista di origine indiana. Ciò che le fonti sostengono è altro, e più antico: che dietro la yamauba sta una figura degradata del culto della montagna, la donna che serviva il dio del monte e che il passare dei secoli mutò in divoratrice. Di qui la sua doppia natura, che non è contraddizione del racconto ma il suo punto di partenza: il monte nutre e il monte uccide, ed ella è le due cose insieme.

Come la descrivono e di che è capace

Le descrizioni regionali concordano su poco, ma su questo concordano: è alta, dai capelli lunghissimi e dalla pelle vistosamente bianca, con la bocca fessa fino alle orecchie e uno sguardo di lucentezza acuta. Alcune tradizioni le aggiungono una seconda bocca sulla sommità del capo, nascosta sotto i capelli, ed è questo tratto a farla confondere con la futakuchi-onna, la donna dalle due bocche, cui appartiene davvero la chioma che si muove come serpi e fa da mani. La yamauba non combatte: inganna. La sua risorsa è l'ospitalità, il fuoco acceso e la ciotola calda offerti al viandante smarrito, e perciò il suo vero potere è il mutamento d'aspetto, il passare per vecchia innocua finché non serve più. Nei racconti si trasforma inoltre a piacere, e arriva a farsi enorme o minuscola, il che in più d'una storia finisce per perderla. Vive secoli e non invecchia a vista.

I racconti, la stampa e il nō

Tre racconti la fissarono nella memoria popolare. In «Il bovaro e la yamauba» insegue un mulattiere fin dentro la propria capanna e vi muore, bollita. In «I tre talismani di carta» un ragazzo di tempio le sfugge gettando amuleti che si fanno fiume e montagna, e il sacerdote la finisce ingannandola perché si rimpicciolisca. In «La catena d'oro del sole» due bambini scappano per una catena calata dal cielo ed ella cade su un campo di grano saraceno, i cui steli rossi spiegano da allora il suo sangue. L'immagine la fissa Toriyama Sekien, che la disegnò nel Gazu Hyakki Yagyō del 1776 con la chioma sciolta e lo sguardo basso. E il nō intitolato Yamanba, attribuito a Zeami, la innalza ad altro: vi una danzatrice che ha fatto fortuna imitandola incontra quella vera, che non è un mostro di strada ma una vecchia che gira senza sosta attorno ai monti del mondo. È la yamauba filosofica, e convive con quella del racconto senza annullarla.

La madre di Kintarō arriva nel 1712

La yamauba benevola che alleva il fanciullo eroe sul monte Ashigara è la metà più nota della figura, e anche la più recente. Non proviene da racconti antichi: nasce a teatro. Nel settimo mese del 1712, al Takemoto-za di Osaka, Chikamatsu Monzaemon mise in scena il jōruri Komochi Yamanba, che incrocia il nō Yamanba con il mondo di Minamoto no Yorimitsu e dei suoi quattro capitani. Lì la cortigiana Yaegiri finisce mutata in yamanba e partorisce il bambino chiamato Kaidōmaru, che sarà il guerriero Sakata no Kintoki; il nome popolare di Kintarō si generalizza dalla metà dell'epoca Edo. Verso il 1800, Kitagawa Utamaro dedicò alla coppia più di trenta stampe e con esse finì di rovesciarne l'immagine: la vecchia dalla chioma bianca e dalla bocca fessa passò a essere raffigurata come donna giovane e bella che pettina il figlio o si annerisce i denti. Conviene datare quella metà, non cancellarla. La divoratrice dei racconti e la madre della scena sono la stessa figura letta a duecento anni di distanza.

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Reliquie

Simbologia

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Elemento

Terra Yin

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Numero

100

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Colore

Grigio pietra e bianco osso

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Animali

Serpente bianco, Volpe di montagna, Lupo giapponese estinto

Sigilli:

Bocca fessa fino alle orecchieBocca sulla sommità del capoLunghi capelli bianchiKimono stracciatoCapanna di pagliaTre talismani

Tratti

Poteri

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Debolezze

🧠

Comportamento

🛡️

Resistenze

Nell’Atlante

Viaggia nel mondo d’origine degli esseri e nel cosmo delle loro dimensioni.

Mitologie

📍 Giappone
📅 Periodo Edo (1603-1868) e tradizioni successive

Il folclore giapponese comprende tradizioni orali, miti, leggende e creature soprannaturali come yōkai e kami, compilati in testi illustrati del periodo Edo da Toriyama Sekien in opere come Gazu Hyakki Yagyō e Konjaku Hyakki Shūi, riflettendo credenze animiste shintoiste, timori ecologici di inondazioni e siccità, e rispetto per la natura in fiumi, laghi e risaie di regioni come Shiga, Osaka e Kyoto.

Fonti

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Gazu Hyakki Yagyō

Toriyama Sekien · 1776

Bestiario illustrato di Toriyama Sekien, parte della sua influente serie di cataloghi di yokai (1776-1784) che definì l'immagine classica delle creature del folclore giapponese.

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Racconti di Tōno di Yanagita Kunio

Yanagita Kunio · 1910

Raccolta di racconti orali del distretto di Tōno, nella prefettura di Iwate, riuniti da Yanagita Kunio dalla voce del narratore Sasaki Kizen e pubblicati nel 1910. È considerata l'opera fondativa degli studi di folclore in Giappone, e registra tanto apparizioni e volpi quanto usi e credenze del villaggio.

Domande frequenti

La yamauba nacque dall'usanza di abbandonare le anziane sul monte?

No. Quell'abbandono non è documentato come pratica reale: è un motivo leggendario, e fu Yanagita Kunio, fonte di questa stessa scheda, a farlo risalire al racconto buddista indiano. Dietro di lei sta piuttosto una figura degradata del culto della montagna.

Come viene descritta nelle fonti?

Alta, dai capelli lunghissimi, dalla pelle bianchissima, con la bocca fessa fino alle orecchie e lo sguardo di lucentezza acuta; talvolta con una seconda bocca sulla sommità del capo. La chioma che afferra come serpi non è sua, ma della futakuchi-onna.

Che relazione ha la yamauba con Kintarō?

È sua madre, ma dal 1712: la relazione nasce nel jōruri Komochi Yamanba di Chikamatsu, dove Yaegiri diventa yamanba e partorisce Kaidōmaru, il futuro Sakata no Kintoki. Le stampe di Utamaro la diffusero verso il 1800.

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Bestiarypedia. (2026, August 22). Yamauba. Bestiarypedia. https://bestiarypedia.com/it/beings/oni-yamauba-mountain-witch

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Ultimo aggiornamento: 22 ago 2026