Aka Manah
Daeva del Cattivo Pensiero e delle novantanove domande
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Persia Antica(Iran)Da atteggiamento umano a demone
Nelle Gatha, gli inni più antichi e i soli attribuiti a Zaratustra stesso, aka manah non è ancora nessuno: è «cattivo pensiero», una disposizione dell'animo. Il profeta dice che l'uomo ingannatore vive di atti «che muovono dal cattivo pensiero», e chiede di allontanare da Ahura Mazda «la disobbedienza e il cattivo pensiero», mettendolo alla pari di un vizio e non di un essere. Solo in altri due passi comincia a indurirsi: i daeva «scelsero il pensiero peggiore» e, soprattutto, «voi, dèi, siete tutti seme che muove dal cattivo pensiero». Quest'ultimo versetto rovescia la genealogia che di solito si racconta. Non è Aka Manah a nascere da Angra Mainyu come un figlio fra gli altri: sono i daeva a uscire da lui. La personificazione si compie nell'Avesta recente, dove già combatte come persona, e nei libri pahlavi Akoman ha biografia, ufficio e compagni. Mille anni separano l'idea dal personaggio, e questa distanza è la cosa più interessante che se ne possa dire.
Le novantanove domande
La scena che meglio lo definisce non è una battaglia. Nel Vendidad, Angra Mainyu e i suoi daeva deliberano la morte di Zaratustra, e chi si fa avanti è Aka Manah: sottopone il profeta a novantanove domande crudeli e capziose. Zaratustra non cade. Gli orientalisti dell'Ottocento riconobbero subito lo stampo di Edipo e della Sfinge, e l'Avesta stesso ripete il motivo altrove, con lo stregone Akhtya e il giovane Yoishta. L'arma di questo daeva non è l'artiglio né il veleno: è la domanda a cui non si può rispondere senza rinnegare. Il testo aggiunge che il profeta brandiva «pietre grandi come una casa» donategli da Ahura Mazda, e il commento pahlavi chiarisce che cosa fossero quelle pietre: l'Ahuna Vairya, la preghiera. È la stessa formula con cui Ohrmazd fece indietreggiare Ahriman nel primo scontro, e la stessa che lo Yasna recita per abbattere Aeshma. Darmesteter notò di sfuggita che questa scena potrebbe stare all'origine dell'Iblis lapidato dell'islam, «il lapidato»; vero o no, descrive bene ciò che qui accade, perché Aka Manah non si vince discutendo.
Vohu Manah e il segno della tristezza
Aka Manah ha un contrario esatto, ed è il primo di tutti: Vohu Manah, il «Buon Pensiero», il primo dei sei Amesha Spenta. Il Bundahishn racconta che Ahriman lo creò fra i primi, subito dopo Mitokht, la Menzogna, e che il suo ufficio è «dare cattivi pensieri e discordia alle creature». Gli assegna inoltre un collaboratore, Anashtih, la «non-pace», e un amico, Varan, la concupiscenza. Ma il particolare che davvero lo ritrae non è nessuno di questi. Quando Ahriman lo manda ad avvelenare i pensieri di Zaratustra, Vohu Manah glielo impedisce e lo scaccia, e il profeta sorride. La tristezza è il segno di Akoman come la gioia è quello di Vohuman: un uomo allegro è terreno perduto per lui. La sua sconfitta è scritta due volte. Nello Yasht 19 sarà Vohu Manah a vincerlo nella battaglia finale, e nella Rinnovazione il Bundahishn lo mette per primo nella lista, in testa alla ripartizione dei boia: «Vohuman su Akoman».
Conosciuto anche come
Reliquie
Simbologia
Elemento
Mente Malvagia
Numero
3
Colore
Rosso Scuro
Animali
Serpente, Volpe
Sigilli:
Tratti
Poteri
Debolezze
Comportamento
Resistenze
Relazioni con altri esseri
Nell’Atlante
Viaggia nel mondo d’origine degli esseri e nel cosmo delle loro dimensioni.
Mitologie
La mitologia zoroastriana ebbe origine nell’antico Iran, tra le comunità iraniche di lingua avestica, e si sviluppò tra il X e il VI secolo a.C. Il suo fondamento risiede negli insegnamenti attribuiti a Zoroastro, raccolti nei Gatha e in testi successivi dell’Avesta. Questa tradizione sorse in un contesto di società pastorali e agricole dell’Asia centrale e dell’Iran occidentale, dove si integrò con pratiche rituali e concezioni religiose precedenti.
Fonti
Gathas dell'Avesta
Zoroastro (attribuito) · c. 1500-1000 a.C.
I diciassette inni che formano il nucleo più antico dell'Avesta e i soli che la tradizione attribuisce a Zaratustra in persona. Pongono la scelta etica fra asha, l'ordine vero, e druj, la menzogna.
Bundahishn
Tradizione pahlavi · c. IX secolo
Compilazione pahlavi del IX secolo che espone la cosmogonia zoroastriana: la creazione di Ohrmazd, la controcreazione di Ahriman, l'accoppiamento degli archidaeva con gli Amesha Spenta e la Rinnovazione finale del mondo.
Avesta: Vendidad
Tradizione zoroastriana · c. 1000-600 a.C.
Il «codice contro i demoni», libro dell'Avesta recente dedicato alla legge di purità: che cosa contamina, come si ripara e quale daeva causa ciascun danno. Comprende la tentazione di Zaratustra da parte di Angra Mainyu e dei suoi daeva.
Yasht 19
Tradizione orale zoroastriana · c. 1000-600 a.C.
Lo Zamyad Yasht, inno dell'Avesta recente dedicato al khvarenah, la Gloria che non si lascia prendere con la forza. Narra la contesa fra le potenze del bene e del male per averla e anticipa la battaglia finale del mondo.
Domande frequenti
Aka Manah è figlio di Angra Mainyu?
No. È una sua creatura, non un figlio, e le Gatha dicono il contrario di quanto si suole raccontare: sono i daeva a «muovere dal cattivo pensiero». Il Bundahishn lo conta fra le prime creazioni di Ahriman, subito dopo Mitokht, la Menzogna.
In quale testo attacca Zaratustra, e come?
Nel Vendidad, dove gli rivolge novantanove domande crudeli e capziose mentre Angra Mainyu delibera la sua morte; il profeta non si lascia vincere. Lo Yasht 19 lo mostra inoltre a combattere per il khvarenah accanto ad Aeshma, Azhi Dahaka e Spityura.
Qual è il suo punto debole?
La gioia. La tristezza è il suo segno come il gaudio è quello di Vohu Manah, e quando questi lo scaccia dai pensieri di Zaratustra il profeta sorride. Nella battaglia finale e nella Rinnovazione è ancora Vohu Manah ad abbatterlo.
È uno dei sei archidaeva?
Sì, e il primo posto è suo. I sei che contrastano gli Amesha Spenta sono Akoman, Andar, Savar, Naonhaithya, Taurvi e Zairi; a lui tocca aprire la lista, perché ha di fronte Vohu Manah. Aeshma, malgrado la sua fama, resta fuori da quell'enumerazione.
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