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Aka-oni

L'oni rosso, e l'ostacolo che gli tocca

A cura diCreato il

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Asia
GiapponeGiappone(Giappone)
⛓️
Rango
Gokusotsu, carceriere del JigokuLiv. 68
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Gerarchia
Gerarchia Yōkai GiapponeseLiv. 85

Da funzionario a mostro

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L'oni non è cominciato così. Nel Nihon Ryōiki, la più antica raccolta di racconti buddhisti del Giappone (compilata verso l'anno 822), gli oni sono gli inviati che il re Enma manda a prendere i morenti, e il testo li descrive come funzionari di poco conto di un ufficio di questo mondo: hanno figura umana, eseguono un incarico e portano un elenco. Non ci sono corna, non ci sono zanne e non c'è pelle colorata.

L'immagine che oggi chiunque riconosce si è fissata dopo. Prima nell'iconografia buddhista dell'inferno, dove i carnefici che tormentano i dannati compaiono con corpo mostruoso e pelle a colori piatti; e soprattutto nei libri illustrati e nelle stampe del periodo Edo, quando l'aspetto di ogni creatura fu standardizzato in cataloghi che si copiavano l'un l'altro. Da lì vengono le corna, la criniera arruffata, il perizoma di pelle di tigre e la mazza di ferro con le punte.

L'aka-oni è il risultato finale di quella deriva e, insieme, la sua forma predefinita: quando qualcuno disegna «un oni» senza altro, disegna questo. Perciò conviene dire prima di tutto che il suo aspetto non è eterno, ma il punto d'arrivo di mille anni di disegno.

Il colore non è un carattere, è un ostacolo

Il colore di un oni non è un ornamento né un temperamento: nella tradizione popolare buddhista giapponese rimanda ai cinque gai (五蓋), i cinque ostacoli che intralciano la pratica e che il canone elenca come il desiderio, la malevolenza, il torpore, l'agitazione e il dubbio. A ciascun ostacolo fu assegnato un colore, e di lì vengono gli oni rosso, blu, giallo, verde e nero.

All'oni rosso tocca ton'yoku (貪欲), la cupidigia: il desiderio che afferra e non molla. Non gli tocca l'ira. L'ira, shinni, è dell'oni blu, e conviene dirlo perché l'attribuzione contraria è tanto diffusa da passare per ovvia: il rosso è colore di fuoco, si pensa alla collera e il ragionamento si chiude lì. Nello schema che davvero si usa, il rosso è quello che vuole, non quello che esplode.

Conviene inoltre datare la corrispondenza invece di darla per antica senz'altro. L'elenco dei cinque ostacoli è dottrina buddhista canonica e molto anteriore al Giappone; assegnare un colore a ciascuno è uno sviluppo giapponese posteriore, diffuso soprattutto con la pratica del Setsubun come si celebra oggi. Cioè: antico è l'elenco, recente è la tavolozza. Le due cose sono vere e non significano lo stesso.

I fagioli, l'isola e la mazza

L'aka-oni viene cacciato una volta l'anno. Alla festa di Setsubun, la vigilia dell'inizio della primavera, si lanciano fagioli di soia tostati per la casa gridando «oni wa soto, fuku wa uchi»: fuori l'oni, dentro la fortuna. È il rito domestico giapponese più diffuso in cui interviene un essere soprannaturale, e funziona all'inverso di un esorcismo: non lo si distrugge, lo si mette fuori, e tornerà l'anno prossimo.

Nei racconti la sua casa è Onigashima, «l'isola degli oni», dove il protagonista di Momotarō va a cercarlo per recuperare il bottino. E la sua arma è il kanabō, una mazza di ferro irta di punte, tanto legata a lui da aver dato un proverbio ancora in uso: oni ni kanabō, «un kanabō per l'oni», che si dice di ciò che rafforza chi era già più che temibile.

Un avvertimento finale, perché è l'errore più comune con questa figura. L'idea di un oni rosso e uno blu che formano una coppia fissa, con caratteri complementari e un'amicizia tra loro, è uno sviluppo letterario del Novecento e non un motivo tradizionale. Nel folclore anteriore i colori non appaiano due individui: ripartiscono una dottrina tra più figure intercambiabili. Nessun racconto antico presenta questi due come duo.

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Reliquie

Simbologia

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Elemento

Fuoco

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Numero

5

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Colore

Rosso cremisi saturo

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Animali

Tigre, Bue

Sigilli:

Kanabō irto di punteFundoshi di pelle di tigreCorna ricurveZanne inferioriCriniera arruffata

Tratti

Poteri

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Debolezze

🧠

Comportamento

🛡️

Resistenze

Relazioni con altri esseri

Nell’Atlante

Viaggia nel mondo d’origine degli esseri e nel cosmo delle loro dimensioni.

Mitologie

📍 Giappone
📅 Periodo Edo (1603-1868) e tradizioni successive

Il folclore giapponese comprende tradizioni orali, miti, leggende e creature soprannaturali come yōkai e kami, compilati in testi illustrati del periodo Edo da Toriyama Sekien in opere come Gazu Hyakki Yagyō e Konjaku Hyakki Shūi, riflettendo credenze animiste shintoiste, timori ecologici di inondazioni e siccità, e rispetto per la natura in fiumi, laghi e risaie di regioni come Shiga, Osaka e Kyoto.

Fonti

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Konjaku Monogatarishū

Compilatore anonimo · XII secolo

Vasta raccolta giapponese di oltre mille racconti (setsuwa) della tarda epoca Heian (circa XII secolo). Riunisce storie buddhiste, profane e soprannaturali da India, Cina e Giappone, ed è fonte essenziale di yōkai, oni e spiriti del folclore giapponese.

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Gazu Hyakki Yagyō

Toriyama Sekien · 1776

Bestiario illustrato di Toriyama Sekien, parte della sua influente serie di cataloghi di yokai (1776-1784) che definì l'immagine classica delle creature del folclore giapponese.

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Nihon ryōiki

Kyōkai · verso l'822

Antologia di miracoli e castighi buddhisti compilata nel nono secolo, uno dei testi più antichi che allude a entità fluviali dell'aldilà giapponese.

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Uji shūi monogatari

Anonimo · verso il 1220

Raccolta di racconti del tredicesimo secolo che amplia le tradizioni buddhiste sul giudizio e il castigo nell'aldilà giapponese.

Domande frequenti

Perché l'aka-oni è rosso?

Perché il colore ripartisce una dottrina. Nella tradizione popolare buddhista giapponese ogni colore di oni corrisponde a uno dei cinque ostacoli che intralciano la pratica, e al rosso tocca la cupidigia, il desiderio che afferra e non molla. L'elenco degli ostacoli è canonico e antico; assegnare loro dei colori è uno sviluppo giapponese posteriore, diffuso soprattutto con il Setsubun di oggi.

Che cosa si fa all'aka-oni a Setsubun?

Lo si mette fuori di casa, non lo si distrugge. La vigilia dell'inizio della primavera si lanciano fagioli di soia tostati per le stanze gridando «oni wa soto, fuku wa uchi», fuori l'oni e dentro la fortuna. Funziona all'inverso di un esorcismo: il rito non lo annienta, lo mette in strada, e dà per scontato che l'anno prossimo bisognerà ripeterlo.

L'aka-oni forma una coppia fissa con l'oni blu?

Non nel folclore. L'immagine dei due come duo inseparabile, con caratteri complementari e un'amicizia tra loro, è uno sviluppo letterario del Novecento che ha attecchito così a fondo da passare oggi per tradizione. Nel folclore anteriore i colori non appaiano due individui: ripartiscono una dottrina tra più figure intercambiabili, e sono cinque, non due.

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Bestiarypedia. (2026, August 29). Aka-oni. Bestiarypedia. https://bestiarypedia.com/it/beings/aka-oni

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Ultimo aggiornamento: 29 ago 2026