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Datsue-ba

La vecchia che riscuote il pedaggio al fiume dei morti

A cura diCreato il

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Asia
GiapponeGiappone(Giappone)
👑
Rango
Guardiana del guado del SanzuLiv. 70
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Gerarchia
Gerarchia Yōkai GiapponeseLiv. 85

Il sutra giapponese dei Dieci Re

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Datsue-ba non compare nel Konjaku Monogatari-shū né nel Nihon Ryōiki: il suo testo è il Bussetsu Jizō Bosatsu Hosshin Innen Jūō-kyō, un sutra apocrifo composto in Giappone alla fine del XII secolo sul modello del sutra cinese dei Dieci Re. Lì, nella sala del secondo re, Shokō-ō, il passo dice che davanti al tribunale si leva un grande albero chiamato Eryōju, e che alla sua ombra abitano due demoni: uno si chiama Datsue-ba e l'altro Keneō. Lei è uno dei due, e il passaggio che sorveglia è il fiume Sōzu, quello noto come Sanzu no Kawa. Mezzo secolo prima, lo Hokke Genki (1043) portava già una vecchia demone con lo stesso ufficio, sicché la figura è anteriore al testo che le dà nome. Yanagita Kunio lesse tutto il suo culto come una devozione molto più antica, quella della uba-gami o nonna ancestrale, assorbita dalla geografia buddhista dell'aldilà.

Le sei monete e l'albero delle vesti

I morti si seppelliscono con sei monete, il rokumonsen, per pagare il passaggio del fiume. Chi le porta, passa. Chi no, viene spogliato da Datsue-ba, e Keneō appende la veste ai rami dell'Eryōju: il ramo si piega secondo il peso delle colpe di chi la indossò, e quella misura, non il parere della vecchia, è ciò che arriva al tribunale. Si legge anche il modo di attraversare: per il ponte chi deve poco, per il guado gli intermedi, per la corrente profonda gli altri. Lafcadio Hearn, che raccolse nel 1894 la versione narrata a Izumo, fissa il pedaggio in tre rin e annota che la vecchia abita quella riva con il marito. E c'è una variante più dura, che le fonti non nascondono: a chi arriva senza veste da togliere, si toglie la pelle.

Il Sai no Kawara, e la nonna del cotone

Sulla riva sassosa del Sai no Kawara i bambini morti ammucchiano torri di pietre per i loro genitori, e le torri crollano una volta e un'altra. Non è lei ad abbatterle: sono gli oni, e chi accorre è Jizō, che nasconde i piccoli nelle maniche e li porta all'altra sponda. La confusione è antica e si capisce, perché il guado della vecchia e la riva dei bambini stanno nello stesso transito, ma i testi distribuiscono le parti e conviene non mescolarle. C'è inoltre uno strato assai più recente che merita di essere datato. Fra il 1848 e il 1854 l'immagine di Datsue-ba del tempio Shōjuin, a Edo, divenne oggetto di devozione popolare: le si chiedeva la guarigione della tosse e, guarito il malato, le si offriva cotone, finché la statua ne restò coperta e le valse il nome di «nonna del cotone». Utagawa Kuniyoshi la disegnò allora dalla pelle azzurra e dal manto giallo, più accondiscendente che temibile. Di quella stessa epoca è l'idea che sia la sposa del re Enma, che nessun sutra dice.

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Reliquie

Simbologia

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Elemento

Acqua

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Numero

10

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Colore

Grigio

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Animali

Corvo

Sigilli:

Vesti strappateAlbero EryōjuSei monete

Tratti

Poteri

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Debolezze

🧠

Comportamento

🛡️

Resistenze

Relazioni con altri esseri

Nell’Atlante

Viaggia nel mondo d’origine degli esseri e nel cosmo delle loro dimensioni.

Mitologie

📍 Giappone
📅 Periodo Edo (1603-1868) e tradizioni successive

Il folclore giapponese comprende tradizioni orali, miti, leggende e creature soprannaturali come yōkai e kami, compilati in testi illustrati del periodo Edo da Toriyama Sekien in opere come Gazu Hyakki Yagyō e Konjaku Hyakki Shūi, riflettendo credenze animiste shintoiste, timori ecologici di inondazioni e siccità, e rispetto per la natura in fiumi, laghi e risaie di regioni come Shiga, Osaka e Kyoto.

Fonti

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Scorci del Giappone sconosciuto

Lafcadio Hearn · 1894

Libro di Lafcadio Hearn pubblicato nel 1894 sui suoi anni a Izumo. Il quindicesimo capitolo, intitolato Kitsune, è la descrizione più ampia esistente in pubblico dominio del culto e delle credenze sulle volpi: la distinzione fra volpi di Inari e volpi selvatiche, il fuoco di volpe e i casi di possessione raccolti nei villaggi.

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Sutra dei Dieci Re di Jizō

Anonimo (apocrifo giapponese) · fine del XII secolo

Sutra apocrifo composto in Giappone alla fine del XII secolo sul modello del testo cinese dei Dieci Re. È il primo testo che nomina Datsue-ba: nella sala del secondo re, Shokō-ō, dice che davanti al tribunale si leva un grande albero chiamato Eryōju e che alla sua ombra abitano due demoni, uno chiamato Datsue-ba e l'altro Keneō.

Domande frequenti

Come misura Datsue-ba le colpe del morto?

Non è lei a misurarle. Spoglia chi non porta le sei monete del pedaggio e passa la veste a Keneō, che la appende all'albero Eryōju: il ramo si piega secondo il peso delle colpe, ed è quel dato ad arrivare al tribunale dei Dieci Re. Il suo ufficio è riscuotere e spogliare, non giudicare.

È lei a punire i bambini del Sai no Kawara?

No. I bambini ammucchiano pietre e sono gli oni ad abbattere le torri; Jizō accorre, li nasconde nelle maniche e li porta all'altra sponda. Datsue-ba condivide il paesaggio di quella scena perché il guado e la riva sassosa stanno nello stesso transito, ma le fonti distribuiscono le parti e non la mettono al comando.

Perché le si offriva cotone nell'Edo del XIX secolo?

Fra il 1848 e il 1854 la sua immagine del tempio Shōjuin divenne oggetto di devozione popolare contro la tosse: chi guariva lasciava cotone, e la statua finì così coperta che la chiamarono «la nonna del cotone». È uno strato del XIX secolo e conviene dirlo, perché il sutra medievale non la conosce guaritrice di nulla.

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Bestiarypedia. (2026, August 31). Datsue-ba. Bestiarypedia. https://bestiarypedia.com/it/beings/datsue-ba

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Ultimo aggiornamento: 31 ago 2026