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Monaco Nero di Pontefract

Il poltergeist più violento d'Inghilterra

A cura diCreato il

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EuropaEuropa
InghilterraYorkshire(Inghilterra)
InghilterraEast Drive, Pontefract(Inghilterra)
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Rango
PoltergeistLiv. 20
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Gerarchia
Spiriti OssessiviLiv. 10

Una casa del 1966, non un castello

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Il Monaco Nero non esce da Pontefract Castle ma dal numero 30 di East Drive, una casa popolare del dopoguerra nel quartiere di Chequerfield, dall'altra parte del paese. I Pritchard (Joe, Jean e i figli Philip, di quindici anni, e Diane, di dodici) vi si trasferirono nell'agosto del 1966. E per i primi anni nessuno parlò di alcun monaco: la famiglia chiamava ciò che c'era in casa «Mr Nobody», il signor Nessuno, e più tardi lo chiamò «Fred». Il monaco arrivò dopo, e arrivò da un archivio. Tom Cuniff, un ricercatore locale, passò in rassegna le esecuzioni storiche del paese e propose che la casa sorgesse vicino al luogo dove nel Cinquecento era stato impiccato un monaco del priorato di San Giovanni Evangelista, condannato per lo stupro e l'omicidio di una bambina. Quel priorato era cluniacense, non cistercense: lo fondarono i Lacy verso il 1090 e lo sciolse Enrico VIII nel 1539. Che l'identificazione sia arrivata alla fine e non all'inizio è il dato più importante del caso, ed è proprio quello che sparisce nel raccontarlo.

Due ondate e una scala

Ci furono due ondate, non undici anni di fila. La prima fu nell'agosto del 1966, con Philip e la nonna Sarah Scholes soli in casa: polvere bianca che cadeva dall'aria all'altezza del petto, pozze che comparivano e sparivano sul pavimento della cucina, il distributore del tè che si svuotava. Poi la casa tacque per poco più di due anni. La seconda ondata, tra la fine del 1968 e la metà del 1969, fu di altra specie. I mobili si spostavano, le porte sbattevano, si udivano schiaffi e restavano i segni. E accadde ciò che è rimasto come l'immagine del caso: Diane, di dodici anni, fu trascinata urlando su per le scale, e le restarono segni di dita sulla gola. È in quella fase che vari testimoni descrivono la figura: alta, con saio e cappuccio. Nessuno descrive un volto. La famiglia si rivolse al parroco, che non seppe che fare. E ciò che pose fine alla faccenda, secondo tutte le versioni, fu un'idea domestica: qualcuno propose di appendere agli alle porte, e i fenomeni cessarono. I Pritchard non traslocarono; continuarono a vivere lì.

Ciò che questo caso non ha

Conviene elencare ciò che questo caso non ha, perché quasi tutto ciò che gli si attribuisce appartiene ad altri. Nessuna società psichica lo indagò mentre accadeva: non fu documentato da professionisti sul momento, e ciò che esiste sono i ricordi della famiglia raccolti parecchio dopo. Non ci sono filmati né fotografie dei fenomeni. Non c'è un conteggio di migliaia di incidenti, perché nessuno li contò. E non ci furono esorcismi ecclesiastici falliti, ma un parroco che non seppe che fare. Ciò che c'è è un libro: Poltergeist! A Study in Destructive Haunting, che Colin Wilson pubblicò nel 1981 e da cui derivano tutti i racconti successivi. Il confronto con Enfield misura bene la differenza: quel caso avvenne dieci anni dopo ed ebbe davvero investigatori dentro casa, con telecamere e registratori, per diciotto mesi. Pontefract è il più violento dei grandi poltergeist inglesi e il peggio documentato, e le due cose vanno insieme: la violenza si racconta a memoria e non resta registrata da nessuno.

La casa che si affitta

Il numero 30 di East Drive è ancora in piedi e vi si può passare la notte. Bil Bungay, produttore del film When the Lights Went Out (2012), ispirato al caso, comprò la casa finite le riprese e la affitta a chiunque voglia dormirci per interesse verso il paranormale. Non è un museo, e l'etichetta di «casa più infestata d'Europa» viene dalla sua stessa promozione. Ciò che è vero, e basta, è che Pontefract chiude il trio di casi che la letteratura inglese del poltergeist cita sempre insieme: Thornton Heath nel 1938, Pontefract tra il 1966 e il 1969 ed Enfield tra il 1977 e il 1979. E c'è una simmetria che merita di essere segnalata. Tutti e tre cominciarono in case modeste e con bambini dentro; tutti e tre divennero celebri quando qualcuno da fuori diede loro un nome (un'entità, un monaco, una voce) e il nome pesò più di quanto era accaduto. A Pontefract il nome uscì da un archivio locale, ed è quello che è rimasto.

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Conosciuto anche come

"Monaco Nero / Fantasma di Pontefract / Monaco Arrabbiato"

Reliquie

Simbologia

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Elemento

Nero e Rabbia

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Numero

1

🎨

Colore

Nero

🦁

Animali

Corvo

Sigilli:

CappuccioPolvere biancaAglio alla portaScala

Tratti

Poteri

💔

Debolezze

🧠

Comportamento

🛡️

Resistenze

Nell’Atlante

Viaggia nel mondo d’origine degli esseri e nel cosmo delle loro dimensioni.

Mitologie

📅 Medioevo fino all'industriale (secoli XII-XIX)

Il folklore inglese si formò dall’interazione di tradizioni celtiche, germaniche e normanne nel corso del Medioevo e dell’inizio dell’età moderna, principalmente tra i popoli dell’Inghilterra. La sua visione del mondo combina elementi pagani e cristiani, nei quali coesistono spiriti della natura, esseri soprannaturali e figure eroiche che riflettono valori di giustizia, astuzia e resistenza all’autorità. Tra le entità più rilevanti figurano le fate dei boschi e dei tumuli, i draghi custodi di tesori e il leggendario Robin Hood, archetipo del bandito generoso che appare nelle ballate medievali.

Fonti

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Pontefract paranormale: l'eredità dell'infestazione più violenta di Gran Bretagna

Rue Morgue · 2023

Reportage sul caso di Pontefract che fissa la cronologia in due ondate — agosto 1966 e dalla fine del 1968 alla metà del 1969 — e precisa che non fu documentato da professionisti mentre accadeva. Riporta anche la sorte della casa: la comprò Bil Bungay dopo avervi girato il film e oggi la affitta.

📚

Poltergeist! Uno studio sull'infestazione distruttiva

Colin Wilson · 1981

Studio di Colin Wilson sui casi di poltergeist, e il testo da cui derivano tutti i racconti successivi del caso di Pontefract: raccoglie i ricordi della famiglia Pritchard anni dopo i fatti, perché nessuno li documentò mentre accadevano.

Domande frequenti

Accadde nel castello di Pontefract?

No. Accadde al numero 30 di East Drive, una casa popolare costruita dopo la guerra nel quartiere di Chequerfield, dall'altra parte del paese. Il castello e il priorato sono a Pontefract, ma la casa infestata non ha nulla a che vedere con loro.

Il monaco era cistercense?

No. Il priorato di San Giovanni Evangelista di Pontefract era cluniacense: lo fondarono i Lacy verso il 1090 e lo sciolse Enrico VIII nel 1539. L'etichetta cistercense circola molto e non corrisponde a nessuna casa religiosa di Pontefract.

Come finì il caso?

Con agli appesi alle porte. Qualcuno lo propose, si fece, e i fenomeni cessarono. La famiglia non traslocò: i Pritchard continuarono a vivere nella casa. Il parroco a cui si erano rivolti non aveva potuto fare nulla.

Fu indagato con telecamere e registratori, come a Enfield?

No, ed è la grande differenza fra i due. Pontefract non fu documentato da professionisti mentre accadeva: ciò che esiste sono i ricordi della famiglia, raccolti anni dopo, e il libro che Colin Wilson pubblicò nel 1981. Enfield, dieci anni successivo, ebbe davvero investigatori dentro casa per diciotto mesi.

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Bestiarypedia. (2026, August 27). Monaco Nero di Pontefract. Bestiarypedia. https://bestiarypedia.com/it/beings/black-monk-of-pontefract

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Ultimo aggiornamento: 27 ago 2026