Lavandeira della Notte
Lavandeira della Notte, quella che chiede aiuto a strizzare il lenzuolo
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Europa
Galizia(Spagna)⇄ Varianti culturali (2)
3 esseri nella stirpe
Stesso archetipo
Altre letture di Bean Nighe
Chi sono le lavandeiras
Le lavandeiras lavano di notte nei fiumi e nelle fonti della Galizia, e ciò che lavano sono lenzuola macchiate di un sangue che non se ne va mai. Non ce n'è una sola: la tradizione ne parla al plurale, «as lavandeiras», e la stessa figura compare nelle Asturie, in Cantabria, nei Paesi Baschi e nel nord del Portogallo, col nome che le spetta in ogni lingua.
Su chi furono in vita, il folclore è preciso e duro. Le si ritiene donne morte di parto, donne che abortirono, madri i cui figli morirono senza battesimo, o donne che fecero del male a un bambino. La lavandeira non è uno spirito delle acque né una antica dea travestita: è una defunta a cui fu negato il riposo, e il lavaggio è la sua penitenza. Per questo il sangue non esce dal panno per quanto strofini, e per questo continuerà a strofinare.
Il lenzuolo e il verso della strizzatura
La si vede di notte, presso l'acqua. Le descrizioni non la dipingono come un'apparizione slanciata ma come una vecchia: bassa, col viso secco e molto rugoso, i capelli bianchi, gli occhi arrossati, vestita di nero o di giallo, e con una voce sgradevole che di solito si sente prima di vederla. In altre versioni, meno frequenti, è una donna giovane e bella, rossa di capelli, che canta mentre lava.
E allora arriva ciò che davvero la definisce, che non è il suo aspetto ma ciò che chiede. La lavandeira alza lo sguardo e chiede al viandante di aiutarla a strizzare il lenzuolo. Accettare non è il pericolo: il pericolo è il come. Se il viandante torce il panno nello stesso verso in cui lo fa lei, è perduto, e nella maggior parte delle versioni muore. Bisogna strizzare al contrario. Quel particolare, e non il pianto né il sangue, è il cuore del racconto galiziano, e riappare identico nelle kannerezed-noz di Bretagna: qui il presagio non si ascolta, si tratta con le mani, e c'è un modo giusto di uscirne vivi.
Precauzioni e significato
Non c'è un culto della lavandeira, né offerte, né una data nel calendario: c'è un insieme di precauzioni domestiche. Non attraversare il fiume di notte da soli, non rispondere se qualcuno chiama dalla riva, e soprattutto non lasciarsi trascinare ad aiutare senza conoscere la regola della strizzatura. È la stessa prudenza che si raccomanda davanti alla Santa Compaña, la processione delle anime galiziana: non guardarla, non risponderle e proseguire il cammino.
Ciò che la figura rappresenta è il rovescio di un lavoro quotidiano. Lavare era compito di donne, al fiume e in comune, e la lavandeira trasforma quella scena di tutti i giorni nell'annuncio di una morte. Il sangue che non esce dal lenzuolo è quello di chi sta per morire, e in certe versioni chi la vede riconosce i propri panni fra quelli che si stanno lavando. Nel nord-ovest della penisola condivide il mestiere con la bean nighe scozzese e con la banshee irlandese, e al di là dell'Atlantico con la Llorona: donne presso l'acqua che sanno prima di chiunque altro chi verrà a mancare.
Conosciuto anche come
Reliquie
Simbologia
Elemento
Acqua e Sangue
Numero
1
Colore
Bianco e Rosso
Animali
Corvo del Fiume, Lupo della Valle
Sigilli:
Tratti
Poteri
Debolezze
Comportamento
Resistenze
Nell’Atlante
Viaggia nel mondo d’origine degli esseri e nel cosmo delle loro dimensioni.
Mitologie
Il folklore galiziano si è sviluppato nella regione nord-occidentale della penisola iberica, abitata sin dall’Antichità da popoli celtici e successivamente romanizzati, e conserva elementi di credenze precristiane integrate con il cristianesimo nel corso del Medioevo e dell’Età Moderna. La sua visione del mondo presenta una natura animata in cui coesistono esseri soprannaturali come le meigas, associate a poteri curativi o malefici, e i trasnos, entità dispettose che interagiscono con gli esseri umani in ambito domestico e rurale. Queste figure fanno parte di un sistema di spiegazioni sulla malattia, la fertilità e i fenomeni atmosferici trasmesso principalmente in forma orale tra le comunità contadine. Le narrazioni e le pratiche associate includono rituali di protezione, scongiuri e festività locali che riflettono la continuità delle tradizioni precristiane sotto forme cristiane. Tra le entità più citate figurano anche le ánimas, le lavandaie notturne e vari spiriti legati a luoghi specifici come sorgenti, boschi e crocicchi. Questa tradizione orale è stata raccolta a partire dal XIX secolo da studiosi e scrittori regionali e ha influenzato la letteratura, la musica e le rappresentazioni sceniche galiziane contemporanee, mantenendo la sua presenza nelle celebrazioni popolari e nell’identità culturale della Galizia.
Fonti
La leggenda della morte in Bassa Bretagna
Anatole Le Braz · 1893
Raccolta di racconti bretoni sulla morte pubblicata nel 1893. Riunisce il ciclo dell'Ankou e quello delle kannerezed-noz, le lavandaie della notte che costringono il viandante a strizzare con loro i panni dei morti.
Il folclore di Francia. Il mare e le acque dolci
Paul Sébillot · 1905
Secondo tomo del repertorio di folclore francese di Paul Sébillot (1905), dedicato al mare e alle acque dolci. Raccoglie le credenze su fiumi, fonti e lavatoi, e fra esse quelle delle lavandaie notturne e dei loro presagi.
Domande frequenti
Chi furono in vita le lavandeiras?
Donne morte di parto, donne che abortirono, madri i cui figli morirono senza battesimo, o donne che fecero del male a un bambino. La tradizione non le presenta come spiriti delle acque ma come defunte a cui fu negato il riposo, e il lavaggio senza fine è la loro penitenza. Di qui il fatto che il sangue non esca mai dal panno: se uscisse, la condanna sarebbe finita.
Che cosa succede se aiuti a strizzare il lenzuolo?
Dipende interamente dal verso in cui strizzi il panno. Aiutare non è di per sé il pericolo: mortale è strizzare nello stesso verso in cui lo fa lei, e chi lo fa muore o gli piombano addosso disgrazie d'ogni sorta. Bisogna torcere al contrario. È il particolare che definisce il racconto galiziano e lo distingue dalle altre lavandaie spettrali: qui il presagio non si limita ad annunciarsi, si gioca in un gesto, e c'è un modo giusto di uscirne vivi.
Che aspetto ha la lavandeira?
Nella versione più diffusa, quella di una vecchia: bassa, col viso secco e molto rugoso, capelli bianchi, occhi arrossati, vestiti neri o gialli e una voce sgradevole che di solito si sente prima di vederla. C'è una variante meno frequente in cui è giovane e bella, rossa di capelli, e canta mentre lava. Ciò che non cambia tra le versioni è il lenzuolo insanguinato e la richiesta d'aiuto.
Che rapporto ha con la bean nighe, la banshee e la Llorona?
Condividono un mestiere: sono tutte donne presso l'acqua che sanno prima di chiunque altro chi morirà. La bean nighe scozzese lava al guado, la banshee irlandese piange per le famiglie, la Llorona messicana piange i suoi figli in riva al fiume. Ciò che distingue la lavandeira galiziana è la strizzatura: nelle altre il presagio si ode o si vede, e qui bisogna toccarlo, e c'è un modo giusto di farlo.
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