Sutoku Tennō
Sutoku Tennō, goryō aristocratico del periodo Heian
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Origini di Sutoku Tennō
Sutoku Tennō (1119-1164) fu il settantacinquesimo imperatore del Giappone, intronizzato essendo un bambino nel 1123. Ufficialmente era figlio dell'imperatore Toba, sebbene un insistente sospetto di corte lo avesse per figlio del nonno di questi, l'imperatore in clausura Shirakawa, voce che avvelenò fin dall'inizio il suo rapporto con Toba e che la storiografia raccoglie come radice della sua disgrazia. Nel sistema del governo in clausura, chi comandava davvero non era l'imperatore sul trono ma il sovrano ritirato, e Toba non permise mai a Sutoku di esercitare potere reale. Nel 1142 lo obbligò ad abdicare a favore di un fratellastro, e alla morte di Toba la linea successoria si deviò verso un altro fratello, Go-Shirakawa. Sutoku rimase così escluso due volte dal potere che gli corrispondeva, accumulando un torto dinastico che la tradizione indica come l'origine di tutto ciò che venne dopo.
L'esilio a Sanuki e i sutra rifiutati
Nel 1156, morto Toba, la disputa successoria scoppiò nella guerra aperta conosciuta come la ribellione di Hōgen. La fazione di Sutoku fu sconfitta da quella di Go-Shirakawa in una notte di combattimento a Kioto, e l'imperatore ritirato fu catturato e esiliato nella provincia di Sanuki, sull'isola di Shikoku. Lì, lontano dalla corte, si dedicò alla devozione buddista e dedicò anni a copiare sutra di suo pugno, un lavoro enorme concepito come penitenza e come offerta. Quando inviò quelle copie alla capitale chiedendo che fossero depositate in un tempio, la corte, temendo che fossero cariche di maleficio, le rifiutò e gliele restituì senza aprirle. Quello sgarbo fu il punto di rottura: l'umiliazione dell'esilio poteva ancora essere sopportata, ma che gli restituissero la sua offerta religiosa come se fosse veleno finì di romperlo dentro.
Il Grande Demone del Giappone
Infuriatosi per il rifiuto, Sutoku si morse la lingua e con il proprio sangue scrisse sui sutra il giuramento che lo rese leggendario: diventare il Grande Demone (daimaen) del Giappone, fare del sovrano un plebeo e del plebeo un sovrano. Smise di tagliarsi i capelli e le unghie fino a diventare irriconoscibile, e morì nel 1164 trasformato, secondo la tradizione, in un tengu di enorme potere. Le disgrazie che seguirono, la caduta del potere imperiale e l'ascesa della classe guerriera, furono attribuite alla sua maledizione. L'Hōgen Monogatari trasmette il giuramento di sangue, e il racconto Shiramine, nell'Ugetsu Monogatari di Ueda Akinari, immagina il monaco poeta Saigyō che visita la sua tomba e trova uno spirito incandescente che rifiuta di essere placato. La paura durò secoli: nel 1868, alla vigilia della Restaurazione, l'imperatore Meiji ordinò di riportare il suo spirito a Kyoto e di consacrarlo nel santuario Shiramine, settecento anni dopo la sua morte. È uno dei tre grandi onryō del Giappone.
Reliquie
🏺 Rotoli di sutra
Simbologia
Elemento
Calamità
Numero
1
Colore
Rosso
Animali
Corvo
Sigilli:
🏷️ Tratti
Poteri
Debolezze
Comportamento
Resistenze
🗺️Nell’Atlante
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📜 Mitologie
Il folclore giapponese comprende tradizioni orali, miti, leggende e creature soprannaturali come yōkai e kami, compilati in testi illustrati del periodo Edo da Toriyama Sekien in opere come Gazu Hyakki Yagyō e Konjaku Hyakki Shūi, riflettendo credenze animiste shintoiste, timori ecologici di inondazioni e siccità, e rispetto per la natura in fiumi, laghi e risaie di regioni come Shiga, Osaka e Kyoto.
Fonti
Cronache del periodo Heian
Diversi storici di corte · XII secolo
Insieme di cronache e registri storici del periodo Heian del Giappone (794-1185). Documentano la vita di corte, le sue credenze e i racconti di spiriti, demoni (oni) e prodigi che alimentano il folclore soprannaturale giapponese.
Ugetsu Monogatari di Ueda Akinari
Ueda Akinari · 1776
Hōgen Monogatari (Racconto dell'era Hōgen)
Anonimo · XIII sec.
Domande frequenti
Cosa colmò l'ira di Sutoku fino a convertirlo in spirito vendicativo?
Non fu solo l'esilio, ma il rifiuto dei sutra che copiò a mano in esilio come offerta religiosa. Che la corte glieli restituisse senza aprirli, temendo un maleficio, fu l'affronto che lo spezzò e scatenò il suo giuramento di vendetta.
In cosa consistette il suo giuramento di sangue?
Si morse la lingua e scrisse con il suo sangue sui sutra stessi la promessa di diventare il Grande Demone del Giappone e di sovvertire l'ordine, facendo imperatore il plebeo e plebeo l'imperatore. Smise di tagliarsi capelli e unghie fino a morire convertito in tengu.
Perché si continuava a temere Sutoku secoli dopo morire?
Perché la sua maledizione si associò alla rovina del potere imperiale. Tanto lo si temeva che nel 1868, prima della Restaurazione Meiji, lo stesso imperatore ordinò di portare il suo spirito da Sanuki a Kyoto per consacrarlo, settecento anni dopo la sua morte.
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