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Sōjōbō

Re dei tengu del monte Kurama

A cura diCreato ilAggiornato il

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Asia
GiapponeGiappone(Giappone)
GiapponeMonte Kurama(Giappone)
⛰️
Rango
Signore della MontagnaLiv. 88
👹
Gerarchia
Gerarchia Yōkai GiapponeseLiv. 85

Origini di Sōjōbō

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Sōjōbō è il più celebre dei daitengu, i «grandi tengu» che stanno in cima alla gerarchia di questi esseri. Conviene intendere quella gerarchia come la intendeva la tradizione: non una scala che si sale, ma una sorte che tocca. La letteratura buddhista medievale sostiene che chi muore consumato dalla superbia cade nel tengudō, la via dei tengu, e che lì il sapiente diventa daitengu e l'ignorante kotengu, il tengu piccolo. La condizione si decide nel momento della morte, secondo ciò che si è stati in vita, e non per una ascesa successiva. Il termine stesso venne dalla Cina, dove tiāngǒu nominava un «cane celeste» di malaugurio, e la sua prima comparsa giapponese è nel libro XXIII del Nihon Shoki (720), dove un monaco spiega che l'oggetto che attraversa il cielo con fragore nell'anno 637 non è una stella cadente ma un tengu. La tradizione del periodo Edo inserì Sōjōbō in una schiera di re tengu che reggono le montagne del paese (Tarōbō del monte Atago, Jirōbō del monte Hira e altri), e di tutti il signore del monte Kurama, a nord di Kyoto, è il più famoso.

Aspetto e poteri

Sōjōbō è raffigurato con figura umanoide e volto rossastro, il naso lungo e prominente che distingue i daitengu dal becco dei karasu-tengu, i capelli e la barba bianchi di un vecchio, l'abito di un monaco di montagna, il piccolo berretto tokin che gli yamabushi si legano alla fronte e alti geta di legno. Impugna una spada lunga e porta lo ha-uchiwa, il ventaglio di piume con cui, secondo la leggenda, solleva le raffiche. Gli si attribuiscono una maestria nella spada che nessun uomo raggiunge, la capacità di volare, il dominio del vento e delle tempeste, la facoltà di leggere la virtù o l'ipocrisia di chi gli sta davanti e il comando sui tengu minori della sua montagna, che gli fanno da messaggeri e da esploratori. La stampa lo ha fissato così, e di lì viene l'immagine che oggi si riconosce: non quella di un mostro, ma quella di un vecchio maestro temibile.

Tradizione e leggenda

La leggenda che lo rese famoso lo lega a Minamoto no Yoshitsune. Il futuro eroe, ancora bambino e ancora chiamato Ushiwakamaru, fu affidato ai monaci del tempio Kurama-dera dopo la morte del padre; il racconto vuole che sgusciasse via di notte verso la valle di Sōjōgatani, e che lì il re dei tengu della montagna gli insegnasse la scherma che poi lo avrebbe reso invincibile. Conviene datare la storia: lo Yoshitsune storico visse nel XII secolo, ma l'episodio dell'apprendistato presso i tengu è una elaborazione medievale posteriore, che prese forma nel dramma nō «Kurama Tengu» e che gli incisori del periodo Edo e dell'Ottocento, Yoshitoshi fra loro, trasformarono in una scena celebre. Di lì viene quasi tutto ciò che oggi si vede del personaggio. Sōjōbō non accetta chiunque: sceglie discepoli eccezionali, umilia i guerrieri arroganti ed è legato allo shugendō, la via ascetica degli yamabushi che mescola culto shintoista, buddhismo esoterico ed elementi taoisti. La sua sede resta il monte Kurama, dove la valle che porta il suo nome si mostra ancora ai camminatori.

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Reliquie

Simbologia

🔥

Elemento

Vento yang reale

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Numero

17

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Colore

Rosso intenso

🦁

Animali

Corvo gigante, Falco pescatore, Tigre giapponese mitica

Sigilli:

Naso lungoVentaglio ha-uchiwaBerretto tokinSpada ōdachiZoccoli geta

Tratti

Poteri

💔

Debolezze

🧠

Comportamento

🛡️

Resistenze

Relazioni con altri esseri

Nell’Atlante

Viaggia nel mondo d’origine degli esseri e nel cosmo delle loro dimensioni.

Mitologie

📍 Giappone
📅 Periodo Edo (1603-1868) e tradizioni successive

Il folclore giapponese comprende tradizioni orali, miti, leggende e creature soprannaturali come yōkai e kami, compilati in testi illustrati del periodo Edo da Toriyama Sekien in opere come Gazu Hyakki Yagyō e Konjaku Hyakki Shūi, riflettendo credenze animiste shintoiste, timori ecologici di inondazioni e siccità, e rispetto per la natura in fiumi, laghi e risaie di regioni come Shiga, Osaka e Kyoto.

Fonti

📚

Nihon Shoki

Principe Toneri · 720

Cronaca ufficiale giapponese del 720 d.C. che integra il Kojiki con varianti mitiche.

🌿

Konjaku Monogatarishū

Compilatore anonimo · XII secolo

Vasta raccolta giapponese di oltre mille racconti (setsuwa) della tarda epoca Heian (circa XII secolo). Riunisce storie buddhiste, profane e soprannaturali da India, Cina e Giappone, ed è fonte essenziale di yōkai, oni e spiriti del folclore giapponese.

📚

Gazu Hyakki Yagyō

Toriyama Sekien · 1776

Bestiario illustrato di Toriyama Sekien, parte della sua influente serie di cataloghi di yokai (1776-1784) che definì l'immagine classica delle creature del folclore giapponese.

📚

Gikeiki (Cronaca di Yoshitsune)

Autore ignoto · XV secolo

Cronaca romanzata della vita di Minamoto no Yoshitsune, composta da autore ignoto verso il XV secolo. È l'opera che fissa il racconto della sua infanzia come Ushiwakamaru nel tempio Kurama-dera e del suo apprendistato notturno presso i tengu della montagna, di cui poi vissero il teatro nō e la stampa.

Domande frequenti

Si ascende a daitengu, o lo si è dall'inizio?

Né l'una né l'altra, e lo si racconta spesso male. La tradizione buddhista dice che l'uomo che muore divorato dalla superbia cade nel tengudō, e che lì viene ripartito secondo ciò che è stato: il sapiente diventa daitengu e l'ignorante kotengu. La condizione non si eredita né si guadagna con secoli di esercizio, si decide nel momento di morire. L'idea di un tengu che comincia come bestia dal becco e sale fino al naso lungo è un ordinamento moderno, comodo per classificare, che le fonti giapponesi non sostengono: karasu-tengu e konoha-tengu sono due modi di nominare e di disegnare il tengu minore, non due gradini di una scala.

Quali poteri attribuisce la tradizione a Sōjōbō?

Quattro, e stanno tutti nella sua figura di maestro. Il primo è la spada: gli si attribuisce un dominio del kenjutsu che nessun uomo raggiunge, ed è per questo che la leggenda ne fa un istruttore. Il secondo è il volo, comune a tutti i tengu. Il terzo è il vento: con lo ha-uchiwa, il ventaglio di piume che tiene in mano, solleva raffiche, e per questo gli si attribuiscono le tempeste di montagna. Il quarto è il discernimento, nel suo caso il più temibile: distingue a colpo d'occhio l'uomo virtuoso dall'ipocrita, e su quella lettura decide chi istruire e chi umiliare. Vi si aggiunge il comando sui tengu minori della sua montagna, che gli fanno da messaggeri.

Che relazione mantiene Sōjōbō con Minamoto no Yoshitsune?

Sōjōbō addestra sul monte Kurama il giovane Yoshitsune, il suo discepolo umano più straordinario, e gli consegna il suo ventaglio ha-uchiwa. Da quell'apprendimento soprannaturale deriva, secondo la tradizione, la destrezza militare dell'eroe del periodo Heian.

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Ultimo aggiornamento: 22 ago 2026