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Karasu-tengu

Il tengu dalla testa di corvo

A cura diCreato ilAggiornato il

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Asia
GiapponeGiappone(Giappone)
👺
Rango
Tengu MinoreLiv. 50
👹
Gerarchia
Gerarchia Yōkai GiapponeseLiv. 85

Origini del karasu-tengu

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Il karasu-tengu è il tengu con la testa d'uccello: corpo umanoide, ali, artigli e un becco da rapace, a mezza via fra l'uomo e il corvo o il nibbio. È la forma sotto cui si raffigura il tengu minore, il kotengu, e conviene dire subito che konoha-tengu, «tengu delle foglie», è un altro nome per quella stessa classe e non un gradino distinto: quando Inoue Enryō ordinò la materia nel suo Tenguron, sul finire dell'Ottocento, distinse soltanto due categorie, il grande daitengu e il piccolo konoha-tengu che abita le criptomerie. Il termine tengu venne dal cinese tiāngǒu, «cane celeste», e la sua prima comparsa giapponese è nel libro XXIII del Nihon Shoki (720), dove un monaco identifica come tengu l'oggetto che attraversò il cielo con fragore nel 637. La lettura che si impose giunse con il buddhismo del periodo Heian: il monaco che muore superbo, dotto ma incapace di rinunciare alla propria vanità, non raggiunge l'illuminazione e cade nel tengudō, la via dei tengu, dove rinasce in questa figura. Di qui che l'espressione «tengu ni naru», farsi tengu, significhi ancora in giapponese diventare presuntuoso.

Natura e poteri

Vola, ha una forza e una vista che non sono di questo mondo e si muove fra gli alberi a una velocità che nessuno può seguire. Maneggia armi, e soprattutto la spada, nella quale i tengu passano per maestri persino presso gli uomini che li temono. Solleva raffiche, disorienta i camminanti e gli si attribuiscono tre fenomeni che i villaggi di montagna conoscevano per nome: il tengu-kakushi, l'«occultamento da parte del tengu», con cui si spiegava che qualcuno sparisse e tornasse giorni dopo stordito e senza saper dire dove fosse stato; il tengu-tsubute, la pioggia di pietre che cadeva nel bosco senza che si vedesse chi le lanciava; e il tengu-daoshi, il fragore di un albero enorme che crolla, udito di notte, e che il mattino dopo non aveva abbattuto nulla. Gli si attribuisce anche la possessione. Con tutto ciò, non è un demonio assoluto: la tradizione insiste che rispetta l'asceta vero e che la sua violenza cade sull'empio, sull'arrogante e su chi profana il bosco.

Tradizione e varianti

Nel mondo dei tengu, il karasu-tengu non è un apprendista ma un subordinato: i grandi daitengu dal naso lungo, come Sōjōbō del monte Kurama, comandano i tengu minori della loro montagna, che fanno loro da messaggeri, da esploratori e da truppa. La differenza fra gli uni e gli altri non è di anzianità ma di grado, e quel grado si decise alla morte dell'uomo da cui ciascun tengu proviene. La sua figura di uomo-corvo è fissata dalla stampa: compare nel Gazu Hyakki Yagyō di Toriyama Sekien (1776), che è dove il pubblico giapponese moderno imparò a riconoscerla, e le sue storie vengono da più lontano, dal Konjaku Monogatarishū del XII secolo, dove i tengu rapiscono monaci, si travestono da Buddha per ingannare i devoti e vengono smascherati dai santi veri. Legato ai monti e ai boschi di criptomerie, il karasu-tengu concentra la mescolanza di paura e rispetto che il folclore giapponese nutre per la montagna: è insieme la minaccia che agguata fuori dal sentiero e il guardiano che punisce chi profana il sacro.

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Reliquie

Simbologia

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Elemento

Aria Yang

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Numero

3

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Colore

Nero Piumaggio

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Animali

Corvo gigante giapponese ōgarasu, Falco pescatore misago, Vipera giapponese mamushi

Sigilli:

Becco di corvoPiuma neraArtiglio ricurvoCriptomeriaPioggia di pietre

Tratti

Poteri

💔

Debolezze

🧠

Comportamento

🛡️

Resistenze

Relazioni con altri esseri

Nell’Atlante

Viaggia nel mondo d’origine degli esseri e nel cosmo delle loro dimensioni.

Mitologie

📍 Giappone
📅 Periodo Edo (1603-1868) e tradizioni successive

Il folclore giapponese comprende tradizioni orali, miti, leggende e creature soprannaturali come yōkai e kami, compilati in testi illustrati del periodo Edo da Toriyama Sekien in opere come Gazu Hyakki Yagyō e Konjaku Hyakki Shūi, riflettendo credenze animiste shintoiste, timori ecologici di inondazioni e siccità, e rispetto per la natura in fiumi, laghi e risaie di regioni come Shiga, Osaka e Kyoto.

Fonti

📚

Nihon Shoki

Principe Toneri · 720

Cronaca ufficiale giapponese del 720 d.C. che integra il Kojiki con varianti mitiche.

🌿

Konjaku Monogatarishū

Compilatore anonimo · XII secolo

Vasta raccolta giapponese di oltre mille racconti (setsuwa) della tarda epoca Heian (circa XII secolo). Riunisce storie buddhiste, profane e soprannaturali da India, Cina e Giappone, ed è fonte essenziale di yōkai, oni e spiriti del folclore giapponese.

📚

Gazu Hyakki Yagyō

Toriyama Sekien · 1776

Bestiario illustrato di Toriyama Sekien, parte della sua influente serie di cataloghi di yokai (1776-1784) che definì l'immagine classica delle creature del folclore giapponese.

Domande frequenti

Da dove vengono i karasu-tengu?

Dagli uomini, ed è la parte che di solito si dimentica. La spiegazione fissata dal buddhismo del periodo Heian dice che il monaco che muore pieno di superbia (istruito, capace, ma incapace di rinunciare alla vanità di esserlo) non raggiunge l'illuminazione e cade nel tengudō, la via dei tengu, dove rinasce con becco e ali. Non è un animale che ha imparato a camminare eretto: è un religioso punito nella forma che gli corrisponde. Per questo il tengu conserva la disciplina, il gusto per la dottrina e l'insofferenza verso gli ipocriti, e per questo il giapponese dice ancora «tengu ni naru», farsi tengu, di chi è diventato presuntuoso.

Che cos'è il tengu-kakushi?

È il nome che il folclore giapponese dava alle sparizioni: alla lettera, «occultamento da parte del tengu». Qualcuno saliva al monte e non tornava, o tornava giorni o settimane dopo, stordito, incapace di dire dove fosse stato, talvolta con i vestiti intatti e talvolta parlando di luoghi che nessuno riconosceva. Il villaggio intendeva che un tengu se l'era portato via. È una spiegazione che metteva ordine nell'inspiegabile, in un mondo di boschi enormi, e perciò conviene leggerla per quel che è: un modo di nominare la perdita di un vicino, non la descrizione di un predatore che mangia i bambini. Nei racconti, chi torna dal tengu-kakushi torna di solito intero, e ciò che riporta è la confusione, non le ferite.

Come si distingue un karasu-tengu da un daitengu?

Dalla faccia e dal posto. Il karasu-tengu ha becco d'uccello; il daitengu ha un naso lungo e rosso, e volto di uomo vecchio. È il segno che chiunque riconosce in una stampa. La differenza di fondo, però, non è d'aspetto ma di gerarchia: il daitengu comanda una montagna e i tengu minori che la abitano, e questi gli fanno da messaggeri e da esploratori. Ciò che non si deve supporre è che l'uno sia una versione giovane dell'altro. Ogni tengu proviene da un uomo diverso, e ciò che ne decise il grado fu il genere d'uomo che era alla morte, non il tempo da cui lo è.

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Ultimo aggiornamento: 22 ago 2026