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L'Uomo Nero del Crocevia

Lo sconosciuto che accorda la chitarra all'incrocio

A cura diCreato ilAggiornato il

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Nord America
Stati UnitiDelta del Mississippi(Stati Uniti)
🐍😈
Rango
Demone TentatoreLiv. 75
👿
Gerarchia
Signori DemoniaciLiv. 90

L'accordatura di mezzanotte

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Nel 1966, in una casetta di Jackson (Mississippi), LeDell Johnson raccontò al musicologo David Evans e a Marina Bokelman come avesse imparato a suonare suo fratello Tommy, morto dieci anni prima. Tommy se n'era andato di casa ed era tornato suonando quello che voleva. La ricetta che LeDell ripeté è asciutta: si porta la chitarra dove una strada ne incrocia un'altra, ci si siede e si suona poco prima delle dodici; allora arriva un uomo nero grande, prende la chitarra, l'accorda, ci suona un pezzo e la restituisce. Da quel momento si suona qualsiasi cosa. Nessuno tratta ad alta voce e nessuno firma niente: il patto sta nell'aver consegnato lo strumento. Evans pubblicò la testimonianza nel suo studio su Tommy Johnson, nel 1971.

Quel che Puckett aveva già annotato

Quarant'anni prima di quel colloquio il rito era già stampato. Newbell Niles Puckett percorse la Black Belt del Mississippi, dell'Alabama e della Georgia e pubblicò nel 1926 una raccolta di credenze popolari in cui il violino e il banjo figurano come strumenti del diavolo, vietati alla gente di chiesa al punto che suonare il violino vi è descritto come una sfacciata conversazione con Satana. Tra le formule che annotò c'è la più spoglia di tutte: portare il banjo al bivio della strada a mezzanotte, e Satana insegnerà a suonarlo. La figura di quelle formule non ha nome proprio né biografia; la si chiama soltanto l'uomo nero, che nell'inglese dei processi per stregoneria era, da molto prima, uno dei modi correnti di nominare il diavolo.

Il crocevia come luogo di lavoro

Nel hoodoo del Sud il crocevia non era una scenografia ma un luogo di lavoro. Ci si andava per disfarsi di qualcosa: ciò che era servito a un rito si buttava all'incrocio e si tornava a casa senza voltarsi, perché non ritrovasse la strada. E ci si andava anche a imparare. La formula annotata da Puckett, che i raccoglitori degli anni trenta risentirono più e più volte, consiste nel tornare allo stesso incrocio per più notti di fila, o per più mattine prima dell'alba, finché la figura non si presenta; ciò che si chiede non è sempre musica, perché esistono versioni per le carte, per i dadi e per la mira. Che questo uso dell'incrocio discenda dai guardiani delle strade dell'Africa occidentale è un'ipotesi discussa fra gli studiosi, non una filiazione dimostrata: documentato è che la pratica si resse con vocabolario cristiano e con Satana come interlocutore.

Robert Johnson e il nome sbagliato

La storia viene attribuita quasi sempre a Robert Johnson, che non era parente di Tommy e del quale non esiste alcuna testimonianza equivalente a quella di LeDell. Il suo «Cross Road Blues», inciso a San Antonio nel novembre del 1936, non nomina alcun patto: descrive un uomo inginocchiato a un incrocio che non riesce a farsi dare un passaggio e sul quale sta calando la notte, situazione di pericolo assai concreto per un uomo nero nel Sud segregato. L'attribuzione si consolidò più tardi, con le ristampe degli anni sessanta e la letteratura che ne seguì, fino a diventare il racconto per difetto e a scalzare chi la storia l'aveva davvero raccontata. Il cosiddetto Club 27, montato dalla stampa negli anni novanta su coincidenze anagrafiche fra musicisti reali, è faccenda diversa e non appartiene a questa figura né la spiega.

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Reliquie

Simbologia

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Elemento

Ombra notturna

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Numero

1

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Colore

Nero profondo

🦁

Animali

Corvo del Crocevia

Sigilli:

Il bivio della stradaLa chitarra consegnataLe dodici di notte

Tratti

Poteri

💔

Debolezze

🧠

Comportamento

🛡️

Resistenze

Relazioni con altri esseri

Nell’Atlante

Viaggia nel mondo d’origine degli esseri e nel cosmo delle loro dimensioni.

Mitologie

📍 Africa Occidentale
📅 Precoloniale fino a contemporaneo

Il folclore africano abbraccia un ampio insieme di tradizioni orali trasmesse di generazione in generazione tra i vari popoli del continente africano. Queste narrazioni includono miti di creazione, racconti su eroi ancestrali, spiegazioni dell’origine di fenomeni naturali e norme morali che regolano la vita comunitaria. Le varianti regionali riflettono la diversità linguistica e culturale dell’Africa, dalle savane del Sahel alle foreste equatoriali e alle coste dell’oceano Indiano, e sono state conservate principalmente attraverso la memoria collettiva e le esibizioni di narratori specializzati. Le visioni del mondo presenti in queste tradizioni concepiscono di solito un universo ordinato da forze spirituali che agiscono sia nel mondo visibile sia in quello invisibile. I racconti menzionano entità supreme associate alla creazione, spiriti della natura legati a fiumi, montagne e animali, e antenati che mediano tra i vivi e l’aldilà. In molte società queste credenze si integrano con pratiche rituali destinate a mantenere l’equilibrio tra gli esseri umani e le potenze soprannaturali. Il folclore africano ha esercitato un’influenza duratura sulle espressioni artistiche, religiose e letterarie delle comunità africane e delle loro diaspore. I suoi motivi e personaggi sono stati incorporati nella letteratura contemporanea, nel cinema e nelle arti sceniche e continuano a servire come fonte di identità culturale e di riflessione sul passato e sul presente dei popoli africani.

Fonti

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Folclore del Blues del Delta

Varie fonti orali · 1920s-1950s

Compilazione di racconti orali afroamericani su patti demoniaci ai crocevia del Mississippi legati alle origini del blues.

🎓

Folk Beliefs of the Southern Negro

Newbell Niles Puckett · 1926

Tesi di dottorato di Newbell Niles Puckett (Yale, 1925), pubblicata nel 1926 dalla University of North Carolina Press. Percorre la Black Belt del Mississippi, dell'Alabama e della Georgia e raccoglie, fra migliaia di credenze, il rito di portare lo strumento al bivio della strada a mezzanotte. È la prima attestazione a stampa del motivo, quarant'anni prima di qualsiasi testimonianza su musicisti precisi.

Domande frequenti

Robert Johnson vendette l'anima a un crocevia?

Non esiste testimonianza che lo dica. Il racconto documentato è quello di Tommy Johnson, riferito dal fratello LeDell nel 1966; i due Johnson non erano parenti, e il nome si scambiò per strada, quando le ristampe degli anni sessanta resero celebre Robert e oscuro Tommy.

Che cosa bisognava fare esattamente per incontrarlo?

Portare lo strumento dove una strada ne incrocia un'altra e suonarvi poco prima delle dodici. Nelle versioni raccolte da Puckett la visita si ripete più notti, o più mattine prima dell'alba, finché la figura arriva; allora prende lo strumento, lo accorda, ci suona un pezzo e lo restituisce, senza che si scambi parola.

È lo stesso demonio del crocevia europeo?

Condividono il luogo e il vocabolario cristiano, ma non la linea di trasmissione. Quello europeo è documentato per iscritto dal 1587, nei libri di Faust, e si evoca con cerchi e contratto firmato. Questo è documentato nel Sud degli Stati Uniti, viaggia per via orale e non esige né parola né firma: basta porgere lo strumento.

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Bestiarypedia. (2026, August 20). L'Uomo Nero del Crocevia. Bestiarypedia. https://bestiarypedia.com/it/beings/the-black-man-of-the-crossroads

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Ultimo aggiornamento: 20 ago 2026