Aswang
Aswang, la strega che di giorno è la tua vicina
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Filippine(Filippine)Albero genealogico
Origini dell'aswang
L'aswang è la creatura più celebre e temuta del folclore filippino, e il termine abbraccia in realtà vari tipi di esseri mostruosi (mangiatori di cadaveri, streghe, vampiri e mutaforma), associati soprattutto alle isole Visayas e a Mindanao, con la provincia di Capiz come suo territorio proverbiale. L'attestazione è precoce: nel 1589 il francescano Juan de Plasencia, elencando le classi di stregoni delle isole, descrive l'osuang come colui che dicono di aver visto volare, e che uccideva uomini e ne mangiava la carne, precisando che ciò avveniva tra i visayani e non tra i tagalog. Nella sua veste di strega mutaforma la si concepisce come una donna che di giorno vive da paesana comune e di notte assume forme mostruose per cacciare. La tradizione sostiene che la condizione si trasmette, spesso per linea femminile: una aswang anziana deve passare il proprio potere a una succeditrice prima di morire, altrimenti non riesce a spirare, e il passaggio è descritto con immagini come la consegna di un respiro, di una saliva o di un piccolo nero che passa da una bocca all'altra.
Poteri
L'aswang è un mutaforma capace di assumere la forma di animali come il cane, il maiale o, soprattutto, un grande uccello notturno. Il suo tratto più caratteristico è una lingua lunga, sottile e tubolare con cui, posato sul tetto di una casa, raggiunge le sue vittime per succhiarne il sangue; è ritenuto particolarmente pericoloso per le gestanti e i neonati, di cui si dice brami il sangue o il feto. La tradizione gli attribuisce un olfatto soprannaturale per individuare le donne incinte a distanza e una grande rapidità nel volo. Tra le sue vulnerabilità il folclore indica il sale, l'aceto, l'aglio, l'acqua benedetta e vari oggetti e piante apotropaici, tra cui la foglia di buyo benedetta da un sacerdote; e anche un dettaglio ricorrente, che il suo riflesso o la sua ombra possano tradirne la vera natura quando il resto dell'aspetto non lo fa. Contro di lui si ricorreva parimenti al ferro, alla coda di razza e al fumo di certe erbe bruciate sotto il pavimento della casa in cui una donna stava per partorire.
Aspetto e tradizione
Di giorno l'aswang non si distingue da una persona comune, e lì sta il nucleo della paura che suscita: qualunque vicino potrebbe esserlo. Il folclore gli attribuisce, come segno rivelatore, occhi iniettati di sangue e soprattutto una prova concreta che chiunque poteva applicare, quella di guardarsi nelle sue pupille e vedervisi riflessi al contrario. Trasformandosi assume forme bestiali e ombrose, con tratti d'uccello o di cane, e cammina curvo. La credenza resta assai viva in ampie zone rurali delle Filippine, dove struttura buona parte dell'immaginario della paura notturna, ed è stata ampiamente documentata da folcloristi come Damiana Eugenio e Francisco Demetrio. Conviene aggiungere quel che quella credenza costò: l'accusa di essere aswang ricadde storicamente su donne che vivevano ai margini della casa contadina ordinaria, levatrici, guaritrici, vedove e forestiere, con lo stesso meccanismo sociale che in Europa alimentò la caccia alle streghe. Come categoria prima che come creatura unica, l'aswang costituisce il nucleo del folclore soprannaturale filippino e uno dei suoi apporti più originali al catalogo mondiale dei mostri.
Reliquie
Simbologia
Elemento
terra-oscura, notte
Numero
13
Colore
rosso-ossido e nero
Animali
maiale nero, cane magro, corvo gigante, iena gibbosa
Sigilli:
Tratti
Poteri
Debolezze
Comportamento
Resistenze
Nell’Atlante
Viaggia nel mondo d’origine degli esseri e nel cosmo delle loro dimensioni.
Mitologie
Corpo di credenze e narrazioni soprannaturali dell'arcipelago filippino, sincretismo tra tradizioni austronesiane autoctone, influenze sino-malesi precoloniali, cattolicesimo ispanico (1565-1898) e modernità statunitense. Vampirici (aswang, manananggal, tiyanak), mutaforma (tikbalang), giganti arborei (kapre) e spiriti della natura (engkanto, duwende).
Fonti
Dizionario mitologico delle Filippine, di Blumentritt
Ferdinand Blumentritt · 1895
Dizionario della mitologia delle Filippine compilato dall'etnografo Ferdinand Blumentritt nel 1895, catalogo pionieristico dei suoi dèi e spiriti.
Costumi dei tagalog
Fra' Juan de Plasencia, O.S.F. · 1589
Relazione scritta nel 1589 dal francescano Juan de Plasencia sulle credenze e i costumi delle isole Filippine, tradotta in inglese nel volume VII della raccolta di Blair e Robertson. Elencando le classi di stregoni include all'ottavo posto l'osuang, di cui dice che lo hanno visto volare e che uccideva uomini e ne mangiava la carne, precisando che ciò avveniva tra i visayani e non tra i tagalog. È la più antica attestazione primaria dell'aswang.
Domande frequenti
Come si trasmette la condizione di aswang?
Per consegna diretta prima di morire, quasi sempre da donna a donna. La tradizione dice che una aswang anziana non riesce a spirare finché non trova una succeditrice, e descrive il passaggio con immagini fisiche: un respiro, una saliva o un piccolo nero che va da una bocca all'altra.
Nella pratica, su chi ricadeva l'accusa di essere aswang?
Su donne ai margini della casa contadina ordinaria: levatrici, guaritrici, vedove e forestiere. È lo stesso meccanismo che in Europa alimentò la caccia alle streghe, e spiega perché Capiz ne porti ancora oggi la fama.
Quale relazione esiste tra l'aswang e il manananggal?
Il manananggal è un ramo specifico dell'aswang che si segmenta in torso volante per cacciare. Appartiene allo stesso ombrello di mutaforma notturni.
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