10

Fáfnir il Drago

Fáfnir, l'ormr che custodisce l'oro di Gnitaheiðr

A cura diCreato il

10
EuropaEuropa
DanimarcaNorvegiaSveziaScandinavia(Danimarca, Norvegia, Svezia)
🐉
Rango
Drago dell'AviditàLiv. 92
Gerarchia
Panteon NorrenoLiv. 94

L'ormr sull'oro di Gnitaheiðr

"

Ciò che Fáfnir divenne non è il drago che oggi si immagina. Le fonti lo chiamano ormr, parola che significa serpente, e lo descrivono strisciante: esce dall'oro lungo un sentiero fisso per andare a bere all'acqua e torna per lo stesso. Non ci sono ali in nessun verso. Non c'è nemmeno fuoco, e conviene dirlo chiaramente perché è l'errore più ripetuto sul suo conto: ciò che Fáfnir soffia è veleno. Il Fáfnismál lo dice senza giri di parole, e il veleno cade come pioggia sul sentiero e avvelena la terra di Gnitaheiðr, una brughiera che nessuno attraversa più. Ciò che invece porta è l'Ægishjálmr, l'elmo del terrore, pezzo del tesoro di Andvari, e nel poema stesso si vanta di averlo portato sopra i figli degli uomini: nessuno osava avvicinarglisi. Di lì viene la sua fama d'invulnerabilità, non da rune protettrici che nessuna fonte gli attribuisce. E conserva qualcosa d'importante di ciò che fu: comprende, ricorda e parla.

Regin, la spada Gram e la fossa

Il fratello spogliato non dimenticò. Regin si fece fabbro e precettore, e allevò un ragazzo di nome Sigurd, figlio postumo di Sigmundr, con un piano che impiegò anni a maturare. Gli forgiò una spada, Gram, rifatta con i pezzi di quella che suo padre aveva portato, e gli raccontò la storia dell'oro assegnandogli il ruolo di vendicatore di un torto che in realtà era il suo. Poi lo mandò a Gnitaheiðr. Il dettaglio che decide il combattimento è geografico e non eroico: poiché Fáfnir striscia lungo un sentiero fisso fino all'acqua, Sigurd scava una fossa in quel cammino e vi si nasconde per colpirlo dal basso, al ventre, dove le squame non coprono. La Saga dei Volsunghi aggiunge che un vecchio gli apparve e gli consigliò di scavare altre fosse perché il sangue defluisse e non lo annegasse; quel vecchio è Óðinn, e il suo intervento è ciò che trasforma un agguato in un'impresa. Sigurd attese, e quando l'ormr passò sopra di lui, spinse la spada verso l'alto.

Le parole del morente, e il drago che venne dopo

Ferito a morte, Fáfnir non ruggisce: domanda. Tutto il poema che porta il suo nome è la conversazione che segue. Vuole sapere chi lo ha ucciso e da quale stirpe viene, e Sigurd gli sottrae il nome, perché si credeva che un morente potesse maledire chi si nominasse. Poi lo avverte, senza rancore apparente, che l'oro appena conquistato ucciderà anche lui, e gli spiega cose sulle norne e sulla fine del mondo. È un mostro che muore impartendo lezioni, e quella scena è ciò che separa Fáfnir da quasi ogni drago precedente. Ciò che segue gli dà ragione: Regin chiese a Sigurd di arrostirgli il cuore, questi si bruciò il pollice e succhiandolo assaggiò il sangue, e così intese il linguaggio degli uccelli, che lo avvertirono che Regin pensava di ucciderlo. Sigurd uccise Regin. Del drago moderno conviene dire da dove viene: il Fafner che canta e sputa fuoco nell'opera di Wagner, andata in scena nel 1876, è un gigante e non un figlio di Hreiðmarr, e lo Smaug di Tolkien eredita da Fáfnir proprio ciò che le fonti gli concedono, cioè la conversazione.

"

Conosciuto anche come

"Il Drago Avido"

Reliquie

Simbologia

🔥

Elemento

Fuoco e Oro

🔢

Numero

Tre (teste di drago)

🎨

Colore

Oro Scuro

🦁

Animali

Drago

Sigilli:

Elmo del terroreSoffio di velenoLa fossa di SigurdOro di Gnitaheiðr

Tratti

Poteri

💔

Debolezze

🧠

Comportamento

🛡️

Resistenze

Nell’Atlante

Viaggia nel mondo d’origine degli esseri e nel cosmo delle loro dimensioni.

Mitologie

📍 Scandinavia
📅 c. 800-1100 d.C.

La mitologia norrena si sviluppò tra i popoli germanici del nord Europa, in particolare in Scandinavia, dalla tarda età del ferro fino alla progressiva cristianizzazione tra l'VIII e l'XI secolo. I suoi racconti si conservano principalmente in fonti islandesi medievali come l'Edda poetica e l'Edda in prosa di Snorri Sturluson, che raccolgono tradizioni orali anteriori. L'universo è concepito come un insieme di nove mondi collegati dall'albero cosmico Yggdrasil, in cui convivono dèi, giganti, umani e altri esseri, e dove il destino di tutti è retto dalle Norne. Gli dèi principali si dividono in due gruppi: gli æsir, tra cui si distinguono Odino, Thor e Tyr, e i vanir, rappresentati da Njörðr, Freyr e Freyja, sebbene entrambi i gruppi si siano infine integrati dopo una guerra mitica. Odino, associato alla sapienza, alla guerra e alla poesia, occupa un posto centrale, mentre Thor, dio del tuono, protegge gli umani dai giganti. La fine del mondo, nota come Ragnarök, implica una battaglia catastrofica in cui la maggior parte degli dèi perisce, sebbene si preveda una rinascita successiva. Questa tradizione ha esercitato un'influenza duratura sulla letteratura, sull'arte e sulla cultura popolare in Europa e in America, dalle saghe medievali alle rappresentazioni moderne in opere, romanzi e media audiovisivi. Elementi come il Valhalla o le valchirie sono entrati a far parte dell'immaginario collettivo occidentale, sebbene spesso reinterpretati al di fuori del loro contesto originale.

Fonti

📚

Edda in prosa

Snorri Sturluson · 1220

Manuale di poetica di Snorri Sturluson (XIII secolo) che raccoglie e ordina la mitologia norrena, dall'origine del mondo al Ragnarök. Insieme all'Edda poetica, è la fonte principale del pantheon scandinavo.

🏛️

Saga dei Volsung

Anonimo · XIII secolo

Saga norrena del XIII secolo che narra la stirpe dei Volsunghi, con eroi come Sigurd e la sua lotta contro il drago Fáfnir. Registra l’intervento di Odino, valchirie ed esseri del destino, ed è fonte chiave del ciclo eroico della mitologia germanica.

📚

Edda poetica: Fáfnismál

Anonimo · sec. XIII

Poema eddico che consiste quasi per intero nel dialogo fra Fáfnir morente e Sigurd. È la fonte che gli dà il veleno, l'elmo del terrore e l'avvertimento sull'oro.

Domande frequenti

Fáfnir sputava fuoco?

No. Le fonti norrene gli danno veleno, non fuoco: nel Fáfnismál soffia veleno sul sentiero, e la sua scia avvelena la terra di Gnitaheiðr. Il drago che respira fuoco è un'immagine europea posteriore che gli si è appiccicata per strada, e nell'opera di Wagner del 1876 già canta e sputa fiamme.

Aveva le ali?

Le fonti lo chiamano ormr, serpente, e lo descrivono strisciante verso l'acqua lungo un sentiero fisso. Quel dettaglio non è decorativo: è ciò che rende possibile la sua morte, perché Sigurd scava una fossa in quel cammino e lo ferisce dal basso, al ventre. Un drago alato non si uccide così.

Che cosa lo proteggeva, delle rune o un elmo?

L'Ægishjálmr, l'elmo del terrore, che faceva parte del tesoro di Andvari. Nel Fáfnismál egli stesso si vanta di averlo portato sopra i figli degli uomini, e di lì la sua fama d'intoccabile. Le rune protettrici che talvolta gli si attribuiscono non compaiono in nessuna fonte.

Perché parla mentre muore?

Perché il poema che porta il suo nome è esattamente questo: un dialogo. Ferito a morte chiede a Sigurd chi sia e da quale stirpe venga, lo avverte che l'oro ucciderà anche lui, e gli insegna cose sulle norne e sulla fine del mondo. Un mostro che muore impartendo lezioni era cosa rara, e da quella scena viene buona parte del drago parlante moderno, a cominciare dallo Smaug di Tolkien.

🔖Cita questa voce

Se citi questo articolo in una pubblicazione accademica, giornalistica o editoriale, usa uno di questi formati:

Bestiarypedia. (2026, August 20). Fáfnir il Drago. Bestiarypedia. https://bestiarypedia.com/it/beings/fafnir

Citazione libera con attribuzione e link canonico per uso editoriale, accademico o giornalistico. Il riutilizzo commerciale integrale o la creazione di prodotti derivati richiede un accordo preventivo.

Esseri simili

Ultimo aggiornamento: 20 ago 2026