Fáfnir il Parricida
Fáfnir, figlio di Hreiðmarr, prima del drago
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Europa

Scandinavia(Danimarca, Norvegia, Svezia)🔄 Linea di trasformazione (Fase 1 di 2)
La casa di Hreiðmarr e la morte di Ótr
Fáfnir è figlio di Hreiðmarr e fratello di Regin e di Ótr; il Reginsmál gli aggiunge due sorelle, Lyngheiðr e Lofnheiðr. Che cosa fosse, le fonti non lo dicono con chiarezza. La Saga dei Volsunghi descrive Regin come «dvergr of vöxt», di statura di nano, e Snorri chiama Hreiðmarr un uomo esperto di magia, sicché dire che Fáfnir era un nano è una lettura ragionevole e non un dato del testo. Ciò che le fonti raccontano è come cominciò la sventura. Óðinn, Hœnir e Loki viaggiavano insieme quando Loki uccise con una sassata una lontra che mangiava un salmone presso una cascata, e ne portò via la pelle come trofeo. La lontra era Ótr, che assumeva quella forma per pescare. Quella notte i tre chiesero ospitalità, senza saperlo, in casa di suo padre, e nel mostrare la pelle si trovarono catturati. Hreiðmarr fissò un risarcimento esatto: riempire la pelle d'oro e poi coprirla di fuori finché non restasse un solo pelo in vista.
L'oro di Andvari e la maledizione dell'anello
Fu Loki a pagare il riscatto, e da dove trasse l'oro conta quanto l'oro stesso. Scese a una cascata dove viveva Andvari, che si muoveva nell'acqua in forma di luccio, e lo prese con una rete. Andvari consegnò tutto il tesoro tranne un anello, Andvaranaut, che voleva tenere perché con esso poteva tornare ricco; Loki strappò anche quello. Nel perderlo, Andvari maledisse l'oro: chi lo possedesse ne sarebbe morto. La maledizione cominciò a compiersi quella notte stessa. Nel coprire la pelle della lontra restò in vista un pelo del muso, e Óðinn dovette porvi sopra l'anello per saldare il debito fino all'ultimo dettaglio preteso da Hreiðmarr. Il padre tenne tutto. Fáfnir e Regin reclamarono la loro parte del wergild, poiché il risarcimento valeva anche per il loro fratello, e Hreiðmarr la negò. Lì, e non in un incantesimo, comincia ciò che segue.
Il parricidio, e ciò che Fáfnir portò via
Fáfnir uccise Hreiðmarr nel sonno, con una spada e senza preavviso. Fu un parricidio per denaro, e le fonti non gli cercano attenuanti: né incantesimo, né possessione, né provocazione. Poi negò a Regin la parte che il padre aveva negato a lui, e lo cacciò di casa; Regin se ne andò senza eredità e con un rancore che avrebbe impiegato anni a riscuotere. Fáfnir portò via il tesoro fino alla brughiera di Gnitaheiðr, lontano da tutto, e lì si distese sull'oro a custodirlo. Quel gesto è insieme la fine di questa storia e l'inizio dell'altra. La Saga dei Volsunghi e il Fáfnismál concordano: fu disteso sul tesoro, e non in un rito né sotto un incantesimo altrui, che cessò di essere ciò che era. Meglio non ornare questo tratto con ciò che venne dopo, perché è proprio qui che il racconto si fa più scomodo e più umano: qui Fáfnir è ancora il figlio di un uomo che ha appena ucciso, e non ancora il mostro della brughiera.
Reliquie
Simbologia
Elemento
Oro
Numero
1
Colore
Dorato
Animali
Lontra
Sigilli:
Tratti
Poteri
Debolezze
Comportamento
Resistenze
Nell’Atlante
Viaggia nel mondo d’origine degli esseri e nel cosmo delle loro dimensioni.
Mitologie
La mitologia norrena si sviluppò tra i popoli germanici del nord Europa, in particolare in Scandinavia, dalla tarda età del ferro fino alla progressiva cristianizzazione tra l'VIII e l'XI secolo. I suoi racconti si conservano principalmente in fonti islandesi medievali come l'Edda poetica e l'Edda in prosa di Snorri Sturluson, che raccolgono tradizioni orali anteriori. L'universo è concepito come un insieme di nove mondi collegati dall'albero cosmico Yggdrasil, in cui convivono dèi, giganti, umani e altri esseri, e dove il destino di tutti è retto dalle Norne. Gli dèi principali si dividono in due gruppi: gli æsir, tra cui si distinguono Odino, Thor e Tyr, e i vanir, rappresentati da Njörðr, Freyr e Freyja, sebbene entrambi i gruppi si siano infine integrati dopo una guerra mitica. Odino, associato alla sapienza, alla guerra e alla poesia, occupa un posto centrale, mentre Thor, dio del tuono, protegge gli umani dai giganti. La fine del mondo, nota come Ragnarök, implica una battaglia catastrofica in cui la maggior parte degli dèi perisce, sebbene si preveda una rinascita successiva. Questa tradizione ha esercitato un'influenza duratura sulla letteratura, sull'arte e sulla cultura popolare in Europa e in America, dalle saghe medievali alle rappresentazioni moderne in opere, romanzi e media audiovisivi. Elementi come il Valhalla o le valchirie sono entrati a far parte dell'immaginario collettivo occidentale, sebbene spesso reinterpretati al di fuori del loro contesto originale.
Fonti
Edda in prosa
Snorri Sturluson · 1220
Manuale di poetica di Snorri Sturluson (XIII secolo) che raccoglie e ordina la mitologia norrena, dall'origine del mondo al Ragnarök. Insieme all'Edda poetica, è la fonte principale del pantheon scandinavo.
Saga dei Volsung
Anonimo · XIII secolo
Saga norrena del XIII secolo che narra la stirpe dei Volsunghi, con eroi come Sigurd e la sua lotta contro il drago Fáfnir. Registra l’intervento di Odino, valchirie ed esseri del destino, ed è fonte chiave del ciclo eroico della mitologia germanica.
Edda poetica: Reginsmál
Anonimo · sec. XIII
Poema eddico in cui Regin racconta la propria versione: la famiglia di Hreiðmarr, la morte di Ótr, il riscatto strappato ad Andvari e la spartizione che non ci fu mai.
Domande frequenti
Fáfnir era un nano?
Le fonti non lo dicono con chiarezza. La Saga dei Volsunghi descrive il fratello Regin come «dvergr of vöxt», di statura di nano, e Snorri chiama Hreiðmarr un uomo esperto di magia. Che Fáfnir fosse un nano è una lettura ragionevole, non un dato del testo, e per questo la scheda lo nomina dal padre e non da una specie.
Perché uccise il padre?
Per l'oro. Hreiðmarr riscosse dagli Æsir un risarcimento per la morte di Ótr e rifiutò di dividerlo con gli altri due figli, benché fosse anche il prezzo del loro fratello. Fáfnir lo uccise nel sonno e poi cacciò Regin per non dover dividere neppure con lui.
Che cos'è esattamente la maledizione di Andvari?
Andvari, spogliato del suo oro e dell'anello Andvaranaut, maledisse il tesoro dicendo che chi lo possedesse ne sarebbe morto. Non è una maledizione su Fáfnir ma sul metallo, ed è per questo che si compie a catena: Hreiðmarr, Fáfnir, Regin e più tardi lo stesso Sigurd.
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