Sköll
Il lupo che insegue il sole
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Europa

Scandinavia(Danimarca, Norvegia, Svezia)Albero genealogico
I due lupi e la vecchia del Bosco di Ferro
Le Edda presentano Sköll con un'economia brutale. Nel Grimnismál, Odino elenca: Sköll si chiama il lupo che segue il dio dal volto splendente fino al riparo del bosco; e Hati, il figlio di Hróðvitnir, corre davanti alla sposa del cielo. Snorri lo sviluppa nella Gylfaginning: i lupi sono due; quello che le va dietro si chiama Sköll, ed è lui che Sól teme, perché finirà per raggiungerla; quello che corre davanti si chiama Hati Hróðvitnisson, e vuole afferrare la luna; e così dovrà accadere. Della parentela, i testi dicono meno di quanto si ripeta: solo Hati porta un patronimico, figlio di Hróðvitnir, che è un nome di Fenrir, e a Sköll la paternità si estende per fratellanza. La madre non ha nemmeno un nome: Snorri racconta che a est di Midgard, nel bosco chiamato Járnviðr, vive una vecchia gigantessa che partorisce giganti in forma di lupo, e che da quella stirpe escono questi due; il più potente di tutti, aggiunge, è un tale Mánagarmr, che si sazia della carne dei morti, inghiottirà la luna e schizzerà di sangue il cielo e tutta l'aria. Identificare quella vecchia del Bosco di Ferro con Angrboda, la madre di Fenrir, è congettura degli studiosi moderni, non lettera dei testi. Jacob Grimm, che riesaminò l'intero dossier nella sua Mitologia teutonica, sospettava che su tutta questa famiglia esistessero leggende più complete mai messe per iscritto.
L'orologio del mondo
L'inseguimento è l'orologio del mondo. Sól non passeggia: guida il carro del sole tirato dai cavalli Árvakr e Alsviðr, e davanti a lei pende lo scudo Svalinn, senza il quale, dicono le Edda, i monti e i mari brucerebbero. E se il sole attraversa il cielo così in fretta è, risponde Snorri alla domanda di Gangleri, perché va come chi teme: la insegue chi la cerca da vicino, e non le resta altra via che la fuga. Questo è il mestiere esatto di Sköll: non raggiungerla ancora. La sua corsa quotidiana è il motore del giorno, come quella del fratello, che corre davanti alla luna, scandisce la notte. Ogni alba è una fuga e ogni tramonto una tregua, e ciò che un pastore vedeva alzando gli occhi era una caccia in corso: la preda splendente, lo scudo tra lei e le fauci, e dietro, invisibile ma certo, il lupo. Poche mitologie hanno caricato un fenomeno così quotidiano di tanta minaccia: il mondo norreno leggeva l'ora guardando quanto vantaggio restasse al sole.
L'ora fissata e la figlia del sole
L'ora fissata arriva con il Ragnarök. Snorri lo racconta senza ornamenti: allora il lupo inghiottirà il sole, e agli uomini parrà un gran danno; l'altro lupo afferrerà la luna, e nemmeno a questo ci sarà rimedio; le stelle spariranno dal cielo. Ma qui le fonti discordano, e la discordanza è celebre. Nel Vafþrúðnismál è Fenrir in persona a portarsi via il lume del cielo, mentre nel Grimnismál l'inseguitore del sole è Sköll; Snorri distribuisce le parti, Sköll per il sole, Mánagarmr o Hati per la luna, Fenrir per la sua propria battaglia contro Odino, e Jacob Grimm, annotando il disaccordo, vedeva in padre e figli la stessa minaccia narrata a scale diverse. Ciò che nessuna fonte discute è la fine della fine: quando il mondo rinascerà, dice il Vafþrúðnismál, Álfröðull, la Ruota degli Elfi che è il sole, avrà prima partorito una figlia non meno bella di lei, che percorrerà le strade della madre. La vittoria di Sköll dura esattamente quanto dura la fine del mondo: inghiotte un sole, e il mondo nuovo albeggia con un altro. È l'unico cacciatore il cui trionfo arriva con l'epilogo già scritto, e corre lo stesso.
Conosciuto anche come
Reliquie
Simbologia
Elemento
Tenebre
Numero
2
Colore
Grigio
Animali
Lupo
Sigilli:
Tratti
Poteri
Debolezze
Comportamento
Resistenze
Nell’Atlante
Viaggia nel mondo d’origine degli esseri e nel cosmo delle loro dimensioni.
Mitologie
La mitologia norrena si sviluppò tra i popoli germanici del nord Europa, in particolare in Scandinavia, dalla tarda età del ferro fino alla progressiva cristianizzazione tra l'VIII e l'XI secolo. I suoi racconti si conservano principalmente in fonti islandesi medievali come l'Edda poetica e l'Edda in prosa di Snorri Sturluson, che raccolgono tradizioni orali anteriori. L'universo è concepito come un insieme di nove mondi collegati dall'albero cosmico Yggdrasil, in cui convivono dèi, giganti, umani e altri esseri, e dove il destino di tutti è retto dalle Norne. Gli dèi principali si dividono in due gruppi: gli æsir, tra cui si distinguono Odino, Thor e Tyr, e i vanir, rappresentati da Njörðr, Freyr e Freyja, sebbene entrambi i gruppi si siano infine integrati dopo una guerra mitica. Odino, associato alla sapienza, alla guerra e alla poesia, occupa un posto centrale, mentre Thor, dio del tuono, protegge gli umani dai giganti. La fine del mondo, nota come Ragnarök, implica una battaglia catastrofica in cui la maggior parte degli dèi perisce, sebbene si preveda una rinascita successiva. Questa tradizione ha esercitato un'influenza duratura sulla letteratura, sull'arte e sulla cultura popolare in Europa e in America, dalle saghe medievali alle rappresentazioni moderne in opere, romanzi e media audiovisivi. Elementi come il Valhalla o le valchirie sono entrati a far parte dell'immaginario collettivo occidentale, sebbene spesso reinterpretati al di fuori del loro contesto originale.
Fonti
Edda poetica
Anonimo · 1200
Collezione di poemi antichi inclusa Grímnismál con allusioni ai lupi che inseguono il Sole e la Luna.
Edda in prosa
Snorri Sturluson · 1220
Manuale di poetica di Snorri Sturluson (XIII secolo) che raccoglie e ordina la mitologia norrena, dall'origine del mondo al Ragnarök. Insieme all'Edda poetica, è la fonte principale del pantheon scandinavo.
Mitologia teutonica
Jacob Grimm (trad. J. S. Stallybrass) · 1835 (trad. 1883)
Studio monumentale del folclore germanico di Jacob Grimm (1835), qui nella traduzione inglese di Stallybrass: il suo capitolo sulla Caccia selvaggia documenta la cavalcata notturna dei morti e la muta spettrale che la precede.
Domande frequenti
Chi sono i genitori di Sköll?
I testi dicono meno di quanto si ripeta. Solo Hati porta un patronimico (figlio di Hróðvitnir, un nome di Fenrir); a Sköll la paternità si estende perché è suo fratello. La madre è la gigantessa senza nome del Bosco di Ferro che partorisce lupi, secondo Snorri; identificarla con Angrboda è congettura moderna, non lettera delle Edda.
Chi divora il sole: Sköll o Fenrir?
Le fonti discordano, e la discordanza è famosa. Il Grimnismál e la Gylfaginning mettono Sköll dietro il sole; il Vafþrúðnismál dice che è Fenrir a portarsi via il lume del cielo. Jacob Grimm, annotando il disaccordo, vedeva in padre e figli la stessa minaccia narrata a scale diverse. Questa scheda segue la ripartizione di Snorri, la più citata.
Che accade al sole dopo il Ragnarök?
Torna, ed è questa l'amara battuta del mito. Il Vafþrúðnismál lo dice: prima che il lupo la raggiunga, Álfröðull avrà partorito una figlia non meno bella di lei, e quella figlia percorrerà le strade della madre quando gli dèi saranno morti. Sköll vince l'inseguimento più lungo della mitologia e la sua vittoria è annullata alla prima alba del mondo nuovo.
Perché il sole corre così veloce?
È la risposta che Gangleri riceve nella Gylfaginning: va veloce come chi teme, perché il suo inseguitore la cerca da vicino e non le resta altra via che la fuga. Il mito trasforma la velocità del sole nella prova quotidiana che Sköll esiste: se il sole corre, è perché qualcosa lo insegue.
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