Fenrir
Fenrir, il lupo mostruoso della mitologia norrena
A cura diBestiarypediaCreato ilAggiornato il


Scandinavia(Danimarca, Norvegia, Svezia)Albero genealogico
Origine
Fenrir, chiamato anche Fenrisúlfr, è il lupo mostruoso, figlio del dio Loki e della gigantessa Angrboda, generato a Jötunheimr. I suoi fratelli sono il serpente Jörmungandr, che circonda il mondo, e Hel, signora del regno dei morti. Avvertiti dalle profezie che quella progenie avrebbe portato grandi mali, gli dèi Aesir portarono Fenrir ad Asgard per allevarlo tra loro e sorvegliarlo da vicino. Solo il dio Týr ebbe il coraggio di avvicinarsi a nutrirlo. Il lupo, tuttavia, cresceva a un ritmo prodigioso e diventava ogni giorno più feroce, cosicché il timore degli dèi non cessava di aumentare.
Profezia del Ragnarök
Le Edda annunciano che la prigionia di Fenrir non sarà eterna. Quando giungerà il Ragnarök, il crepuscolo degli dèi, il lupo spezzerà i suoi legami e avanzerà con le fauci spalancate, così enormi che la mascella inferiore sfiora la terra e quella superiore tocca il cielo, mentre il fuoco sgorga dai suoi occhi e dal suo muso. Nella battaglia finale divorerà Odino, padre degli dèi. La sua morte sarà vendicata all'istante da Víðarr, figlio di Odino, che poserà un piede sulla mascella inferiore del lupo e, afferrando quella superiore, gli squarcerà le fauci fino a ucciderlo. Fenrir incarna così il caos primordiale e la distruzione ciclica che precede il rinnovamento del mondo.
L'Imprigionamento con Gleipnir
Allarmati dalla sua mole, gli dèi decisero di incatenare Fenrir. Forgiarono dapprima una robusta catena chiamata Læðingr e poi un'altra ancora più forte, Drómi, ma il lupo le spezzò entrambe senza sforzo. Comprendendo che nessuna forgiatura ordinaria sarebbe bastata, Odino inviò Skírnir, il messaggero di Freyr, a Svartálfheim (Niðavellir), dove i nani, su incarico degli dèi, forgiarono il legame Gleipnir. Benché sottile e morbido come un nastro di seta, era fatto di sei ingredienti impossibili: il suono del passo di un gatto, la barba di una donna, le radici di una montagna, i tendini di un orso, il respiro di un pesce e la saliva di un uccello. Diffidente, Fenrir accettò di essere legato solo se un dio poneva la mano tra le sue fauci come pegno di buona fede, e soltanto Týr acconsentì. Quando il lupo constatò di non riuscire a rompere Gleipnir, serrò le mascelle e strappò la mano a Týr dal polso, la «giuntura del lupo». Gli dèi fissarono il legame a una grande lastra, Gjöll, e a un piolo, Þviti, conficcati nella terra, e gli conficcarono una spada tra le fauci per tenerle aperte. Là, sull'isola di Lyngvi, Fenrir rimase incatenato fino al Ragnarök.
Conosciuto anche come
Reliquie
🏺 Gleipnir
La catena impossibile fatta di sei cose impossibili: suono delle impronte di gatto, barba di donna, radici di montagna, tendini d'orso, alito di pesce e saliva di uccello.
Simbologia
Elemento
Fuoco e caos
Numero
Uno
Colore
Nero e rosso sangue
Animali
Lupo
Sigilli:
🏷️ Tratti
Poteri
Debolezze
Comportamento
Resistenze
🔗 Relazioni con altri esseri
🗺️Nell’Atlante
Viaggia nel mondo d’origine degli esseri e nel cosmo delle loro dimensioni.
📜 Mitologie
La mitologia norrena si sviluppò tra i popoli germanici del nord Europa, in particolare in Scandinavia, dalla tarda età del ferro fino alla progressiva cristianizzazione tra l'VIII e l'XI secolo. I suoi racconti si conservano principalmente in fonti islandesi medievali come l'Edda poetica e l'Edda in prosa di Snorri Sturluson, che raccolgono tradizioni orali anteriori. L'universo è concepito come un insieme di nove mondi collegati dall'albero cosmico Yggdrasil, in cui convivono dèi, giganti, umani e altri esseri, e dove il destino di tutti è retto dalle Norne. Gli dèi principali si dividono in due gruppi: gli æsir, tra cui si distinguono Odino, Thor e Tyr, e i vanir, rappresentati da Njörðr, Freyr e Freyja, sebbene entrambi i gruppi si siano infine integrati dopo una guerra mitica. Odino, associato alla sapienza, alla guerra e alla poesia, occupa un posto centrale, mentre Thor, dio del tuono, protegge gli umani dai giganti. La fine del mondo, nota come Ragnarök, implica una battaglia catastrofica in cui la maggior parte degli dèi perisce, sebbene si preveda una rinascita successiva. Questa tradizione ha esercitato un'influenza duratura sulla letteratura, sull'arte e sulla cultura popolare in Europa e in America, dalle saghe medievali alle rappresentazioni moderne in opere, romanzi e media audiovisivi. Elementi come il Valhalla o le valchirie sono entrati a far parte dell'immaginario collettivo occidentale, sebbene spesso reinterpretati al di fuori del loro contesto originale.
Fonti
Edda poetica
Anonimo · 1200
Collezione di poemi antichi inclusa Grímnismál con allusioni ai lupi che inseguono il Sole e la Luna.
Edda in prosa
Snorri Sturluson · 1220
Manuale di poetica di Snorri Sturluson (XIII secolo) che raccoglie e ordina la mitologia norrena, dall'origine del mondo al Ragnarök. Insieme all'Edda poetica, è la fonte principale del pantheon scandinavo.
Gylfaginning (Fenrir)
Snorri Sturluson · c. 1220
Passo del Gylfaginning di Snorri Sturluson (c. 1220) su Fenrir, il mostruoso lupo figlio di Loki e della gigantessa Angrboða. Narra come gli dèi lo incatenano con il legame Gleipnir a costo della mano di Týr, e come al Ragnarök divorerà Odino.
Domande frequenti
Qual è l'origine di Fenrir nella mitologia norrena?
Fenrir è figlio di Loki e della gigantessa Angrboda. Gli dèi tentarono di contenerlo per timore del suo destino distruttivo.
Cosa afferma la profezia del Ragnarök su Fenrir?
Fenrir spezzerà i legami, ucciderà Odino e sarà abbattuto da Víðarr. Rappresenta il caos primordiale.
Come fu legato Fenrir con Gleipnir?
Gli dèi forgiarono catene che Fenrir ruppe. Gleipnir di materiali magici lo morse senza romperlo, costando a Tyr la mano.
🔖Cita questa voce▾
Se citi questo articolo in una pubblicazione accademica, giornalistica o editoriale, usa uno di questi formati:
Bestiarypedia. (2026, July 16). Fenrir. Bestiarypedia. https://bestiarypedia.com/it/beings/fenrir
Citazione libera con attribuzione e link canonico per uso editoriale, accademico o giornalistico. Il riutilizzo commerciale integrale o la creazione di prodotti derivati richiede un accordo preventivo.

