Strigoi
Strigoi mort / viu – Il Revenant Rumeno
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Origini dello Strigoi nel Folklore Rumeno
Gli strigoi rappresentano una delle manifestazioni più temute del folklore rumeno, emergendo da antiche credenze precristiane in spiriti irrequieti e anime erranti che tornano dalla tomba per tormentare i vivi. Si distinguono due tipi principali: gli strigoi vii, esseri umani vivi dotati di poteri soprannaturali, spesso streghe o stregoni nati con anomalie come una coda vestigiale o denti prominenti, capaci di proiettare il loro spirito notturno per nutrirsi della vitalità dei dormienti; e gli strigoi morți, cadaveri rianimati che abbandonano le loro sepolture, caratterizzati da corpi incorrotti, pelle rossastra e unghie lunghe che crescono post-mortem. La loro origine è legata a trasgressioni vitali come suicidi, nascite in giorni dispari o morti violente, influenzati da miti balcanici e slavi che enfatizzano l'impurità rituale e la ritenzione dell'anima per debiti karmici non risolti.
Caratteristiche e Poteri degli Strigoi
Gli strigoi possiedono attributi fisici e soprannaturali che li distinguono da semplici fantasmi: i morți mostrano forza sovrumana per aprire tombe e porte, volo in forma animale come pipistrello, lupo o mosca, e la capacità di rendersi invisibili o trasformarsi in nebbia per infiltrarsi nelle case. Si nutrono succhiando sangue o respiro vitale attraverso orifizi nei corpi delle vittime, causando letargia, pallore e morte graduale, mentre i vii provocano incubi e sfinimento tramite visite astrali. Entrambi emanano un odore fetido, hanno occhi rossi luminosi e riflessi animali, e sono vulnerabili al sole che li riduce in polvere, all'aglio e agli spine che li respingono. La loro longevità deriva da cicli lunari, attivandosi nelle notti di luna piena per moltiplicare le vittime e diffondere la maledizione attraverso morsi o sguardi ipnotici.
Protezione e Distruzione degli Strigoi
La tradizione rumena offre molteplici metodi per respingere ed estirpare gli strigoi, preservando la comunità dalla loro minaccia perpetua. Tra le protezioni preventive spiccano seppellire il defunto prono con un paletto nella nuca, posizionare monete sugli occhi e aglio in bocca per impedire il ritorno, o circondare la casa con spine e aglio appeso alle porte. Per rilevare strigoi morți, si scava la tomba: se il corpo è intatto con sangue fresco nelle vene e barba cresciuta, si conferma la maledizione. La distruzione rituale implica decapitazione, infissione del cuore con frassino o quercia, ungere la bocca con aglio e bruciare i resti fino a che non rimangono ceneri, sparse in acqua corrente. I vii si neutralizzano esorcizzandoli con preghiere ortodosse, acqua santa e croci di ferro. Questi riti, trasmessi oralmente, riflettono una visione del mondo in cui la purezza rituale e l'intervento divino contrastano l'impurità degli undead.
Conosciuto anche come
Reliquie
🏺 Zanna Strigoi
Simbologia
Elemento
Sangue
Numero
1
Colore
Rosso Sangue
Animali
Pipistrello, Lupo
Sigilli:
🏷️ Tratti
Poteri
Debolezze
Comportamento
Resistenze
🔗 Relazioni con altri esseri
Forma precedente di
Il Moroi (la forma vivente) si trasforma dopo la morte in uno Strigoi mort (il morto) se non viene sepolto correttamente o esorcizzato.
Variante culturale di
L'aswang è una variante culturale dello strigoi, entrambi vampirici nascosti nella comunità umana di giorno e trasformati di notte.
🗺️Nell’Atlante
Viaggia nel mondo d’origine degli esseri e nel cosmo delle loro dimensioni.
📜 Mitologie
Folclore rumeno comprende zmei (draghi), strigoi (vampiri), moroi (spiriti), iele (fate malvagie), pădurari (guardiani della foresta), radicato in tradizioni precristiane dei Carpazi e Transilvania, con racconti di succhiasangue e mutaforma.
Fonti
Vampiri, Sepolture e Morte
Paul Barber · 1988
Il libro di Paul Barber (1988) analizza il folklore vampirico europeo con un capitolo dettagliato sull'Upyr slavo e credenze di sepolture non naturali.
Vampiri degli Slavi
Jan L. Perkowski · 1976
Vampiri degli Slavi di Jan L. Perkowski (1976) è uno studio antologico del vampirismo slavo, compilando testi folkloristici rumeni e balcanici che dettagliano strigoi come non-morti succhiasangue, le loro origini in impurità rituali e metodi di distruzione.
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