Asherah
Asherah, consorte di El e madre dei settanta dèi nel pantheon cananeo
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Israele(Israele)
Mesopotamia(Iraq)Origini di Asherah
Asherah (Athirat in ugaritico) è una delle grandi dee del pantheon cananeo, moglie del dio supremo El e madre dei settanta dei che formano la sua corte divina (i «figli di Athirat»). Nei testi di Ugarit (XIV secolo a. C.) riceve il titolo di «Signora del Mare» (rabbatu athiratu yammi) e agisce come intercessore presso El. Dea madre della fertilità, era venerata mediante l'asherah, un palo o albero sacro stilizzato eretto nei «luoghi alti» di tutto il Levante. L'archeologia ha rivelato che nell'antico Israele e Giuda fu adorata per secoli accanto a Yahweh: le iscrizioni di Kuntillet Ajrud menzionano «Yahweh e la sua Asherah». La riforma del re Giosia (VII secolo a. C.), narrata in 2 Re 23, ordinò di rimuovere e bruciare il suo palo dal Tempio di Gerusalemme.
Domini e culto
Come grande dea madre, Asherah presiedeva alla fertilità della terra, del bestiame e degli esseri umani, e veniva invocata per la pioggia e la rugiada. Nel suo ruolo di consorte di El era la matriarca del pantheon, e in ambito domestico era associata alla protezione della casa, al parto e alle levatrici. Il suo culto, uno dei più duraturi del Vicino Oriente antico, si estese per più di un millennio da Ugarit fino a Tiro, Sidone, i luoghi alti di Israele e Giuda e l'Egitto del Nuovo Regno, dove fu assimilata sotto la forma di Qudshu. Col passare del tempo la sua figura si confuse con quella di Astarte, dando origine alla forma sincretica Ashtoret che appare condannata in 1 Re 11:5 e 11:33, e la successiva tradizione rabbinica demonizzò quel nome trasformandolo nel demone Astaroth.
Simboli e iconografia
Il simbolo più caratteristico di Asherah è l'asherah-pole, un palo o albero sacro (spesso una palma o un tamerice stilizzati) che rappresentava la dea nei santuari. Nell'iconografia siro-palestinese è associata al leone, sul quale a volte appare in piedi, e a serpenti intrecciati. In Egitto, sotto l'invocazione di Qudshu, è rappresentata come una dea nuda di fronte su un leone, che tiene fiori di loto e serpenti. Al suo culto domestico sono state collegate le numerose «figurine a pilastro» giudaiche, piccole effigi femminili in terracotta che sottolineano i suoi attributi di nutrice e protettrice della fertilità. La sua traccia iconografica permette di seguire la sua continuità dal pantheon cananeo alle pratiche popolari di Israele monarchico, prima che il monoteismo josianico eradicasse il suo culto ufficiale.
Reliquie
🏺 Ramo di tamerice vivo
🏺 Diadema di rame
Simbologia
Elemento
Acqua Yang
Numero
70
Colore
Verde Oliva
Animali
Leone siro-palestinese, Due serpenti intrecciati, Colombe messaggere
Sigilli:
🏷️ Tratti
Poteri
Debolezze
Comportamento
Resistenze
🔗 Relazioni con altri esseri
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📜 Mitologie
La mitologia cananea si sviluppò tra i popoli semitici che abitavano la regione di Canaan, situata nel Levante mediterraneo, dalla fine del terzo millennio a. C. fino alla prima metà del primo millennio a. C. Le principali fonti per la sua conoscenza provengono dai testi scoperti a Ugarit, nonché da riferimenti in documenti egizi, ittiti ed ebraici. Questa tradizione faceva parte di un insieme più ampio di religioni dell’antico Vicino Oriente e condivideva elementi con le mitologie mesopotamica ed egizia, pur conservando tratti propri legati all’ambiente costiero e agricolo della zona. Nel pantheon cananeo occupavano un posto di rilievo le divinità legate alla fertilità, alla tempesta e al mare. Baal, dio della pioggia e della vegetazione, svolgeva un ruolo centrale nei miti di combattimento contro le forze del caos, mentre Asherah, associata alla maternità e agli alberi sacri, figurava come consorte del dio supremo El. Altre figure rilevanti includevano Astarte, Dagan e Mot, che incarnavano rispettivamente aspetti della guerra, del grano e della morte. Il culto si praticava in santuari locali e templi, con rituali volti ad assicurare la prosperità agricola e la protezione delle città-stato. L’influenza della mitologia cananea si percepisce nelle tradizioni successive del Levante, soprattutto nella religione dell’antico Israele, dove certi elementi furono reinterpretati o respinti. Resti epigrafici e archeologici rinvenuti in Fenicia e Palestina attestano la continuità di alcuni culti fino all’epoca ellenistica, momento in cui si verificò una progressiva fusione con divinità greche e romane.
Fonti
Testi di Ugarit
Vari (scribi di Ugarit) · c. 1300 a.C.
Corpus di iscrizioni e tavolette che documentano la mitologia, i rituali e la teologia del pantheon cananeo a Ugarit.
Libro di Ezechiele
Ezechiele ben Buzi (attribuito) · c. 593-571 a.C.
Il Libro di Ezechiele è uno dei grandi profeti dell'Antico Testamento, che narra visioni e profezie del profeta Ezechiele durante l'esilio babilonese, inclusi carro divino, valle di ossa secche e tempio futuro.
Domande frequenti
Qual è l'origine di Asherah secondo i testi ugaritici?
Asherah è la consorte di El nei testi del quattordicesimo secolo AEC. È la dea madre e signora del mare nel pantheon cananeo.
Quali poteri sono attribuiti ad Asherah nella tradizione cananea?
Invoca la pioggia e la rugiada, governa la fertilità della terra e dei ventri, ed esercita autorità sui settanta dèi, suoi figli, nella sua condizione di madre del pantheon. Può manifestarsi come albero sacro: il palo di legno che porta il suo nome e che la Bibbia ordina di abbattere.
Come Asherah si relaziona con Astaroth e Astarte?
Astarte è sua compagna e entrambe convergono in Astaroth tramite sincretismo tardivo. Astaroth è la sua trasformazione demoniaca.
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