Diana
Diana, dea romana della caccia, della luna, della natura e del parto
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Roma Antica(Italia)Albero genealogico
Origini di Diana
Diana è la dea romana della caccia, della luna, della natura selvaggia e del parto. Nella sua origine fu un'antica divinità italica dei boschi e degli spazi incolti, venerata soprattutto nel **bosco sacro di Aricia**, presso il lago Nemi, dove era conosciuta come *Diana Nemorensis*, «Diana del bosco». Per effetto dell'*interpretatio romana* si identificò pienamente con la greca **Artemide**, assumendone la mitologia: figlia di **Giove** e di **Latona**, e sorella gemella di **Apollo**, nata secondo il mito sull'isola di Delo, ai piedi del monte Cinto. Come la sua equivalente greca, è una dea vergine che rifiutò il matrimonio per conservare la propria indipendenza, e percorre i monti accompagnata da un corteo di ninfe.
Natura e attributi
Diana è innanzitutto la cacciatrice: è rappresentata come una giovane agile vestita con tunica corta, che porta **arco e faretra** ed è accompagnata da cani o da una cerva. Signora degli animali e dei boschi, protegge la vita selvatica ma anche la caccia. Come dea lunare è associata alla **mezzaluna** che incorona la sua fronte. La tradizione le attribuisce un **triplice aspetto**, espresso nella formula *diva triformis*: Diana cacciatrice sulla terra, **Luna** nel cielo e **Trivia** («quella dei tre cammini») negli inferi e agli incroci, sfaccettatura che la avvicina a Ecate e la collega alla magia notturna. Nonostante la sua verginità, era anche invocata come protettrice del parto e delle donne, sotto l'invocazione di *Diana Lucina*.
Miti, culto e lascito
Il mito più celebre di Diana è quello del cacciatore **Acteón**, che la sorprese mentre faceva il bagno nuda; offesa, la dea lo trasformò in cervo e i suoi stessi cani lo sbranarono. Come sorella gemella nata prima di Apollo, la tradizione racconta che aiutò la madre Latona nel parto del fratello, ragion per cui è invocata nei parti. Il suo culto più singolare fu quello di Aricia, presieduto dal *rex nemorensis*, un sacerdote-schiavo fuggitivo che otteneva la carica uccidendo il predecessore e che doveva difenderla dal successivo aspirante, rito che affascinò James Frazer e apre *La rama dorada*. A Roma aveva un tempio sull’Aventino, e la sua festività, i *Nemoralia*, si celebrava in agosto con processioni di fiaccole. La sua figura sopravvisse nel folclore europeo, associata alla caccia selvaggia e alla stregoneria, e resta un emblema della natura indomita e dell’indipendenza femminile.
Conosciuto anche come
Reliquie
🏺 Arco d'Argento
🏺 Cervo Dorato
Simbologia
Elemento
Luna
Numero
Tre
Colore
Argento
Animali
Cervo, Cane da Caccia
Sigilli:
🏷️ Tratti
Poteri
Debolezze
Comportamento
Resistenze
🗺️Nell’Atlante
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📜 Mitologie
La mitologia romana si formò a partire dalle credenze e dalle pratiche religiose dei popoli italici, in particolare dei latini, tra l’VIII e il I secolo a. C., nella penisola italica. Le sue origini risiedono in tradizioni locali di carattere agrario e familiare che, con l’espansione di Roma e il contatto con l’Etruria e le colonie greche del sud Italia, incorporarono divinità e racconti ellenici. Le divinità principali includevano Giove, Giunone e Minerva, insieme a Marte, Venere e altre divinità legate a funzioni civili e statali, molte delle quali assimilate a figure greche senza che si producesse una sostituzione completa dei culti autoctoni. Il sistema religioso romano era caratterizzato da una visione pragmatica del mondo in cui il mantenimento della pax deorum risultava essenziale per la prosperità della comunità. I rituali, gli auguri e il culto dei lari e dei mani facevano parte di una struttura in cui la religione era strettamente legata alla vita politica e familiare. Con il passare del tempo, il pantheon si arricchì mediante l’interpretatio romana di dèi stranieri e l’introduzione di culti orientali. La sua eredità si percepisce nella letteratura latina, nell’organizzazione del calendario e nella persistenza di numerosi nomi di dèi nelle lingue romanze e nell’iconografia occidentale successiva. Elementi della mitologia romana influenzarono l’arte rinascimentale e la cultura europea fino all’epoca contemporanea, conservando la loro impronta in toponimi, festività e nella trasmissione di racconti mitologici attraverso autori come Ovidio e Virgilio.
Fonti
Eneide
Virgil · -19
Epica di Virgilio che narra il viaggio di Enea e la fondazione mitica di Roma.
Fasti
Ovid · 8
Poema di Ovidio che descrive i festival romani e i miti associati al calendario.
Metamorfosi
Ovid · 8
Opera di Ovidio che narra trasformazioni mitologiche inclusi interventi marini.
Domande frequenti
Di chi è figlia Diana e con quale dea greca si identifica?
È figlia di Giove e di Latona, e sorella gemella di Apollo, nata secondo il mito ai piedi del monte Cinto, a Delo. Per l'interpretatio romana si identificò pienamente con la greca Artemide, di cui assunse tutta la mitologia.
In cosa consiste il triplice aspetto di Diana?
La tradizione le attribuisce la formula diva triformis: Diana cacciatrice sulla terra, Luna nel cielo e Trivia («quella dei tre cammini») agli incroci e negli inferi, aspetto che la avvicina a Ecate e la lega alla magia notturna.
Cosa accadde al cacciatore Atteone?
Atteone sorprese Diana che si bagnava nuda in una fonte. Offesa, la dea lo trasformò in cervo e i suoi stessi cani, senza riconoscerlo, lo inseguirono e lo sbranarono. È il grande esempio del castigo per aver visto il proibito.
Perché si invoca Diana nei parti se è una dea vergine?
Perché, secondo il mito, nacque prima del fratello gemello e aiutò la madre Latona nel parto di Apollo. Da qui la sua invocazione come Diana Lucina, protettrice dei parti e delle donne, nonostante la sua verginità.
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