Hathor
Hathor, dea dell'amore, della bellezza, della musica e della maternità nella mitologia egizia
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Egitto Antico(Egitto)Albero genealogico
Origini mitiche di Hathor
Hathor è una delle dee più antiche e più venerate d'Egitto. Il suo nome, Hut-Hor, significa dimora di Horus: è il cielo stesso all'interno del quale vola il dio falco, e per questo viene chiamata anche sua madre o sua moglie. I Testi delle Piramidi la nominano figlia di Ra e Occhio del Sole, la forza che il creatore invia davanti a sé. Le viene attribuito il titolo di Signora dell'Occidente, colei che riceve il sole al tramonto e con esso i defunti nella necropoli. Come vacca celeste allatta il faraone con il suo latte divino, gesto che lo rende figlio degli dei e legittima il suo regno.
Natura e attributi di Hathor
Signora della musica, della danza, dell'amore e dell'ebbrezza, Hathor agita il sistro, sonaglio rituale il cui tintinnio allontana il male, e il collare menat. È rappresentata come vacca, come donna con corna che incorniciano il disco solare, o come volto frontale con orecchie bovine sui capitelli dei suoi templi. L'altra faccia di quella dolcezza è feroce: il Libro della Vacca Celeste narra come Ra, stanco della ribellione umana, invii il suo Occhio contro gli uomini, e Hathor si trasformi nella leonessa Sekhmet e falci tante vite da minacciare di estinguere l'umanità. Solo tingere di rosso la birra e farla bere, ingannandola con sangue, ferma la strage.
Culto e eredità di Hathor
Il suo tempio maggiore sorge a Dendera, dove ogni anno la barca della dea risaliva il Nilo fino a Edfu per la Festa del Bello Incontro con Horus. Le feste dell'ebbrezza commemoravano con musica, birra e danza la notte in cui Sekhmet fu placata. Il suo culto fu trasversale come pochi: lo servivano sacerdotesse e musiciste, e vi accorrevano donne che chiedevano un figlio, minatori del Sinai, marinai e stranieri. Nella necropoli tebana emerge dalla montagna come vacca per accogliere i morti. I greci la identificarono con Afrodite, e il suo volto con orecchie bovine resta uno degli emblemi visivi dell'Egitto.
Conosciuto anche come
Reliquie
🏺 Sistro di Hathor
Strumento metallico che produce suono protettivo ed euforico nei riti.
🏺 Menat di Hathor
Collana cerimoniale con contrappeso, simbolo di potere e gioia.
Simbologia
Elemento
Rame
Numero
Sette
Colore
Turchese
Animali
Mucca, Leona
Sigilli:
🏷️ Tratti
Poteri
Debolezze
Comportamento
Resistenze
🔗 Relazioni con altri esseri
🗺️Nell’Atlante
Viaggia nel mondo d’origine degli esseri e nel cosmo delle loro dimensioni.
📜 Mitologie
La mitologia egizia si sviluppò nell'antico Egitto nel corso di più di tre millenni, dal periodo predinastico fino all'epoca romana, ed era strettamente legata alla civiltà che abitava le rive del Nilo. Le sue credenze si basavano su una visione del mondo in cui l'ordine cosmico, rappresentato dal concetto di maat, si manteneva grazie all'azione degli dèi e all'adempimento dei rituali da parte degli esseri umani. Il pantheon egizio includeva numerose divinità locali e nazionali, tra le quali si distinguevano Ra, associato al sole e alla creazione, e Osiride, dio della resurrezione e dell'oltretomba, insieme ad altre figure come Iside, Horus, Seth e Amon. Le narrazioni mitologiche spiegavano l'origine del mondo, il ciclo quotidiano del sole e il destino dell'anima dopo la morte, integrando elementi della natura della valle del Nilo e dell'osservazione astronomica. I testi funerari, come il Libro dei Morti, e i rilievi dei templi costituiscono le principali fonti per la conoscenza di queste credenze. Sebbene il culto ufficiale sia decaduto con la cristianizzazione dell'Egitto, la mitologia egizia ha esercitato un'influenza duratura sull'arte, sulla letteratura e sull'immaginario occidentale, e continua a essere oggetto di studio in egittologia.
Fonti
Iscrizioni di Dendera
Sacerdoti di Dendera · dinastia tolemaica, c. 300 a.C.
Rilievi e iscrizioni geroglifiche del tempio di Hathor a Dendera (epoca tolemaica). Documentano i miti, i riti e le feste della dea Hathor e del tardo pantheon egizio, fonte epigrafica essenziale della religione dell’antico Egitto.
Testi delle Piramidi
Unknown · -2400
Collezione di testi funerari dell'antico Egitto incisi nelle piramidi delle dinastie V e VI.
Il Libro della Vacca Celeste
Scribi dell'Antico Egitto · c. 1550 a.C.
Testo funerario dell'antico Egitto che narra il mito della distruzione dell'umanità e l'ascesa di Ra al cielo sulla Vacca Celeste.
Domande frequenti
Che cosa significa il nome di Hathor?
Hut-Hor significa dimora di Horus. Hathor è il cielo stesso all'interno del quale vola il dio falco, e per questo è chiamata indifferentemente sua madre o sua sposa. I Testi delle Piramidi la nominano inoltre figlia di Ra e Occhio del Sole.
È vero che Hathor e Sekhmet sono la stessa dea?
Il Libro della Vacca Celeste racconta che Ra, stanco della ribellione degli uomini, inviò il suo Occhio contro di loro: Hathor si trasformò allora nella leonessa Sekhmet e uccise con tale furia da minacciare di estinguere l'umanità. Sekhmet è il suo volto distruttore, non una dea estranea.
Come si fermò la strage di Sekhmet?
Con un inganno. Gli dèi tinsero di rosso migliaia di giare di birra e le versarono sulla terra; la leonessa, credendo che fosse sangue, la bevve fino a ubriacarsi e si addormentò. Al risveglio era tornata a essere Hathor. Le feste dell'ebbrezza commemoravano quella notte con musica e birra.
Dove era adorata e chi accorreva al suo culto?
Il suo tempio maggiore si trova a Dendera, da dove la sua barca risaliva il Nilo fino a Edfu ogni anno per la Festa del Bello Incontro con Horus. La servivano sacerdotesse e musiche, e accorrevano a lei donne che chiedevano un figlio, minatori del Sinai, marinai e stranieri. I greci la identificarono con Afrodite.
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