Thot
Thot, dio egizio della scrittura e della luna
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Antico Egitto(Egitto)Chi era Thot e da dove viene
Thot, Djehuty in egizio, è il dio della scrittura, del calcolo, della magia e della luna, e il suo culto è documentato fin dall'Antico Regno. La sua città è Khemenu, che i Greci chiamarono Ermopoli perché lo identificarono con il loro Ermes. Sulla sua origine i testi non concordano, e quel disaccordo è di per sé un dato: alcuni lo fanno nato da sé al principio di tutto, altri lo chiamano il cuore e la lingua di Ra, cioè il pensiero del creatore e la parola che lo esegue, e una tradizione minoritaria e violenta lo fa uscire dalla fronte di Seth. Lo si rappresenta in due modi, ed entrambi sono antichi: come uomo con testa di ibis, l'uccello dal becco ricurvo che cammina sulle rive del Nilo, e come babbuino seduto con il disco lunare sul capo. Il lunare non è ornamento. Thot è colui che misura, e la luna è l'unico orologio che il cielo mostri a occhio nudo.
Il mestiere: contare, scrivere, arbitrare
Il suo lavoro è tenere il conto. Misura il tempo e ordina il calendario, e secondo Plutarco vinse a dama contro la luna i cinque giorni che mancavano all'anno perché Nut potesse partorire i suoi cinque figli: è la spiegazione egizia dei cinque giorni epagomeni che avanzano alla fine del calendario. Inventò la scrittura, e per questo gli scribi gli versavano la prima goccia d'inchiostro prima di mettersi al lavoro. Nel giudizio dei morti, la scena più copiata del Libro dei Morti, la ripartizione dei ruoli è esatta: Anubi manovra la bilancia, il cuore del defunto si pesa contro la piuma di Maat, e Thot sta in piedi accanto con la tavolozza, scrivendo il risultato. Non giudica: registra, ed è per questo che la sua parola non si discute. Quando gli dèi litigano, arbitra. Nella lunga causa fra Horus e Seth è lui che legge, propone e modera, ed è lui che guarisce l'occhio che Seth strappò a Horus: l'occhio restaurato, l'udjat, porta la sua firma.
Dall'ibis a Ermete Trismegisto
I Greci che giunsero in Egitto videro in Thot il loro Ermes, e da quell'equazione uscì, già in epoca romana, un personaggio nuovo: Ermete Trismegisto, il tre volte grande, presunto autore di un insieme di trattati sull'anima, il cosmo e la creazione. Conviene datarli, perché la confusione è costante e non è innocente: i testi ermetici furono scritti in greco nel secondo e nel terzo secolo della nostra era, e non sono letteratura egizia antica per quanto si presentino come sapienza di Thot. Il dio che prestò loro il nome riceveva allora culto da più di duemila anni. A parte questo, la tradizione egizia gli attribuiva davvero libri suoi: quarantadue rotoli che contenevano tutto ciò che un uomo deve sapere, e un Libro di Thot con le formule che governano la creazione, il cui furto e le cui conseguenze racconta un tardo racconto demotico in cui un principe lo toglie da una tomba e lo paga caro. È il dio che la posterità non ha smesso di riscrivere, e quell'insistenza è anche il suo modo di durare.
Conosciuto anche come
Reliquie
Simbologia
Elemento
Luna
Numero
42
Colore
Argento
Animali
Ibis, Babbuino
Sigilli:
Tratti
Poteri
Debolezze
Comportamento
Resistenze
Relazioni con altri esseri
Nell’Atlante
Viaggia nel mondo d’origine degli esseri e nel cosmo delle loro dimensioni.
Mitologie
La mitologia egizia si sviluppò nell'antico Egitto nel corso di più di tre millenni, dal periodo predinastico fino all'epoca romana, ed era strettamente legata alla civiltà che abitava le rive del Nilo. Le sue credenze si basavano su una visione del mondo in cui l'ordine cosmico, rappresentato dal concetto di maat, si manteneva grazie all'azione degli dèi e all'adempimento dei rituali da parte degli esseri umani. Il pantheon egizio includeva numerose divinità locali e nazionali, tra le quali si distinguevano Ra, associato al sole e alla creazione, e Osiride, dio della resurrezione e dell'oltretomba, insieme ad altre figure come Iside, Horus, Seth e Amon. Le narrazioni mitologiche spiegavano l'origine del mondo, il ciclo quotidiano del sole e il destino dell'anima dopo la morte, integrando elementi della natura della valle del Nilo e dell'osservazione astronomica. I testi funerari, come il Libro dei Morti, e i rilievi dei templi costituiscono le principali fonti per la conoscenza di queste credenze. Sebbene il culto ufficiale sia decaduto con la cristianizzazione dell'Egitto, la mitologia egizia ha esercitato un'influenza duratura sull'arte, sulla letteratura e sull'immaginario occidentale, e continua a essere oggetto di studio in egittologia.
Fonti
Testi delle Piramidi
Anonimo · 2400 a.C.
Collezione di testi funerari egizi antichi dell'Antico Regno che registrano rituali e miti cosmici.
Libro dei Morti
Anonimo · c. 1550 a.C.
Compilazione di incantesimi funerari dell'Egitto del Nuovo Regno per guidare il defunto nell'aldilà, invocando aromi divini e rinascita.
Su Iside e Osiride
Plutarco · c. 100 d.C.
Studio classico di Plutarco sui miti egizi e la loro interpretazione nel periodo ellenistico.
Domande frequenti
Perché Thot ha testa di ibis?
L'ibis dal becco ricurvo era l'uccello delle rive del Nilo, e il suo nome egizio suona come quello del dio. Lo si rappresenta anche come babbuino seduto con il disco lunare: entrambe le forme sono antiche e convivono negli stessi templi.
Thot giudica i morti?
No: scrive. Alla bilancia del Libro dei Morti Anubi pesa, il cuore si contrappone alla piuma di Maat e Thot annota il risultato con la sua tavolozza. Essere scriba e non giudice è precisamente ciò che rende la sua parola indiscutibile.
Ermete Trismegisto è Thot?
È ciò che i Greci ne fecero. Trismegisto compare nei testi ermetici, scritti in greco nel secondo e nel terzo secolo della nostra era; il dio egizio riceveva culto da più di duemila anni. Il nome gli fu messo sopra, non il contrario.
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