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Ubume

La madre morta di parto che porge il figlio al passante

A cura diCreato il

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Asia
GiapponeGiappone(Giappone)
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Rango
Spirito materno ubumeLiv. 72
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Gerarchia
Gerarchia Yōkai GiapponeseLiv. 85

Il racconto del guado nel Konjaku Monogatari-shū

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Il racconto più antico si trova nel Konjaku Monogatari-shū, l'antologia compilata nel XII secolo: nel libro 27 gli uomini di Minamoto no Yorimitsu si sfidano ad attraversare di notte un guado, e tocca a Taira no Suetake, uno dei suoi quattro capitani. In mezzo all'acqua lo attende una donna che gli porge una creatura che piange. Suetake la prende, attraversa con lei e, quando la donna la reclama, si rifiuta di restituirla; ciò che tiene in braccio si rivela una manciata di foglie. Due opere del periodo Edo fissano poi la lettura: lo Hyaku Monogatari Hyōban (1686) di Yamaoka Genrin la descrive macchiata di sangue dalla vita in giù e con un grido che suona «obareyo», e il Kii Zōdanshū (1687) spiega che la donna morta senza aver partorito torna in questa forma, e aggiunge che accettare il bambino porta benedizione e non maledizione. L'ubume non è né castigo né vendetta: è un parto rimasto a metà.

Un uccello cinese sotto un nome giapponese

L'immagine che tutti riproducono è quella di Toriyama Sekien nel Gazu Hyakki Yagyō (1776): una donna vicino all'acqua, nuda dalla vita in su e avvolta sotto in un panno insanguinato, con la creatura in braccio. La tavola, però, non è intitolata «ubume» ma con i caratteri del guhuoniao cinese, un uccello che ruba bambini; sono segni di un'altra tradizione letti con il nome giapponese, ed è per questo che l'ubume si chiama anche kokakuchō. L'identificazione era anteriore alla tavola: il Wakan Sansai Zue (1712) di Terashima Ryōan la dava già per acquisita e collocava la creatura sulle coste del Kyūshū, dove compariva nelle notti di pioggia con aspetto di gabbiano e un bagliore fosforescente. Conviene staccare i due strati, perché suonano come uno solo: la madre del guado è giapponese e più antica, e l'uccello è arrivato con la tradizione enciclopedica cinese.

Il fardello, la forza e i nomi di contrada

Chi accetta il fagotto scopre che pesa di più a ogni passo, fino a superare un masso, e alla fine ciò che porta è una pietra, un'immagine di Jizō o una manciata di foglie. A chi resiste fino in fondo resta una forza che non era sua: in un racconto l'uomo se ne accorge la mattina dopo, quando il panno gli si strappa fra le mani mentre lo strizza, e con quella forza finisce lottatore. Dietro la storia c'è una pratica reale, il mi-futatsu, «due corpi»: aprire il ventre della gravida morta per seppellire a parte la creatura, cosa fatta in ampie zone del Giappone fino al XIX secolo e, nelle campagne, fino ai primi del XX. I nomi cambiano di contrada in contrada. A Fukushima è obo, e lì la creatura morde alla gola, per cui si porta addosso un pezzo di stoffa come difesa. A Saga e Kumamoto è ugume, e ciò che si è portato di notte all'alba è pietra o paglia. A Nagasaki è unme, e la forza che distribuisce passa per la linea delle donne.

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Reliquie

Simbologia

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Elemento

Fiume

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Numero

1

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Colore

Rosso

🦁

Animali

Gufo notturno

Sigilli:

Kimono insanguinatoNeonato in fascePietra

Tratti

Poteri

💔

Debolezze

🧠

Comportamento

🛡️

Resistenze

Nell’Atlante

Viaggia nel mondo d’origine degli esseri e nel cosmo delle loro dimensioni.

Mitologie

📍 Giappone
📅 Periodo Edo (1603-1868) e tradizioni successive

Il folclore giapponese comprende tradizioni orali, miti, leggende e creature soprannaturali come yōkai e kami, compilati in testi illustrati del periodo Edo da Toriyama Sekien in opere come Gazu Hyakki Yagyō e Konjaku Hyakki Shūi, riflettendo credenze animiste shintoiste, timori ecologici di inondazioni e siccità, e rispetto per la natura in fiumi, laghi e risaie di regioni come Shiga, Osaka e Kyoto.

Fonti

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Konjaku Monogatarishū

Compilatore anonimo · XII secolo

Vasta raccolta giapponese di oltre mille racconti (setsuwa) della tarda epoca Heian (circa XII secolo). Riunisce storie buddhiste, profane e soprannaturali da India, Cina e Giappone, ed è fonte essenziale di yōkai, oni e spiriti del folclore giapponese.

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Gazu Hyakki Yagyō

Toriyama Sekien · 1776

Bestiario illustrato di Toriyama Sekien, parte della sua influente serie di cataloghi di yokai (1776-1784) che definì l'immagine classica delle creature del folclore giapponese.

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Wakan Sansai Zue

Terashima Ryōan · 1712

Enciclopedia illustrata giapponese compilata dal medico di Osaka Terashima Ryōan e terminata nel 1712, ricalcata sul Sancai Tuhui cinese. La sua voce sull'uccello guhuoniao è dove si fissa l'identificazione dell'ubume con l'uccello cinese che ruba bambini, collocandola sulle coste del Kyūshū nelle notti di pioggia.

Domande frequenti

Che cosa succede a chi accetta il bambino dell'ubume?

Il fardello pesa di più a ogni passo fino a superare un masso, e alla fine si rivela una pietra, un'immagine di Jizō o una manciata di foglie. Chi resiste fino in fondo si tiene una forza che non era sua; in un racconto se ne accorge il giorno dopo, quando il panno gli si strappa fra le mani mentre lo strizza.

Perché la si scrive con i caratteri di un uccello cinese?

Sekien intitolò la sua tavola del 1776 con i caratteri del guhuoniao, uccello cinese che ruba bambini, e il Wakan Sansai Zue aveva già fatto quell'identificazione nel 1712. Sono due figure distinte sovrapposte: la madre del guado è giapponese e anteriore, e l'uccello è arrivato con la tradizione enciclopedica cinese.

L'ubume è uno spirito malvagio?

Non secondo le sue stesse fonti. Il Kii Zōdanshū (1687) dice espressamente che accettare il bambino porta benedizione e non maledizione, e nel Konjaku il guerriero attraversa il guado senza danno. Ciò che la muove è un parto rimasto a metà, non un torto da vendicare: per questo non fa famiglia con gli onryō, che tornano invece a riscuotere.

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Bestiarypedia. (2026, August 31). Ubume. Bestiarypedia. https://bestiarypedia.com/it/beings/ubume

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Ultimo aggiornamento: 31 ago 2026