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Azazel l'Esiliato

Azazel l'Esiliato, il Vigilante incatenato a Dudael

A cura diCreato ilAggiornato il

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Asia
IsraeleTerra Santa(Israele)
👁️‍🗨️
Rango
Vigilante CadutoLiv. 90
🌌
Gerarchia
GrigoriLiv. 90

Albero genealogico

Azazel l'Esiliato
Azazel l'Esiliato🪽 Angelo CadutoAttuale

Ciò che insegnò, e la sentenza

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Ciò che rese celebre Azazel non fu la discesa, che condivise con altri centonovantanove, ma il catalogo. Il Primo Libro di Enoch lo espone con precisione da inventario: insegnò agli uomini a fabbricare spade, coltelli, scudi e corazze; mostrò loro i metalli della terra e l'arte di lavorarli; e alle donne i braccialetti e gli ornamenti, l'antimonio per dipingersi le palpebre, le pietre preziose e le tinture per tingere. Metallurgia e cosmetica: armare il corpo e dipingerlo.

La ripartizione è assai meditata, perché gli altri insegnamenti dei Vigilanti vanno a nomi distinti: Semyaza gli incantesimi e il taglio delle radici, Armaros il modo di disfare una fattura, Baraqel l'astrologia, Kokabiel i segni delle stelle, Sariel il corso della luna. Quello di Azazel è l'unico che non sia un sapere occulto ma una tecnica, e l'unico che continui a funzionare senza invocare nessuno.

Poi viene la sentenza. Gli uomini gridano, gli arcangeli portano il grido in alto, e l'ordine scende con nome e indirizzo: Raffaele leghi Azazel mani e piedi e lo getti nelle tenebre, nel deserto di Dudael, su pietre aspre e sotto una roccia; non veda la luce, e nel giorno del grande giudizio sia gettato nel fuoco. La stessa voce aggiunge la frase che gli costò l'intera biografia: tutta la terra è stata corrotta da ciò che Azazel insegnò, a lui attribuisci ogni peccato. Non era il capo dei duecento, ma da quel versetto in poi porta ciò che fecero tutti.

Come lo si è visto

L'unica descrizione antica e dettagliata dell'Azazel caduto sta nell'Apocalisse di Abramo, testo giudaico intorno al I e II secolo. Vi compare due volte, e nessuna delle due è umana. Prima è un uccello immondo che cala sulle vittime del sacrificio di Abramo e gli parla, e che l'angelo Iaoel scaccia. Poi, nella visione dell'abisso, lo si vede con mani e piedi come quelli di un uomo, e sul dorso sei ali a destra e sei a sinistra: dodici ali per un corpo che non è più del tutto d'angelo.

Il capro arriva per un'altra via, quella dell'etimologia. Leggendo il nome del Levitico come «il capro che se ne va», la figura eredita le corna dell'animale del rito, e di lì, e non da alcuna fonte antica, vengono le raffigurazioni caprine medievali e moderne. Il pentagramma rovesciato che talora gli si attribuisce è ancora più tardo: appartiene all'occultismo francese dell'Ottocento e non ha alcun rapporto con Enoch.

Il resto non è una forma, è una postura. Enoch lo lascia legato mani e piedi, coperto di tenebre e col volto velato, bocconi sulle pietre. Ogni ritratto posteriore di un Azazel in piedi, alato e libero descrive l'istante precedente alla sentenza, non lo stato in cui il testo lo lasciò.

Il deserto, il rito e il giudizio

Il rito del Levitico e la condanna del Libro di Enoch indicano lo stesso deserto, e quella coincidenza regge tutta la tradizione successiva. Nel Giorno dell'Espiazione si tiravano a sorte due capri: uno era sacrificato, e sull'altro il sommo sacerdote confessava le colpe d'Israele prima di mandarlo fuori. La Mishnà, nel trattato Yomà, descrive come si faceva al tempo del Secondo Tempio: un uomo designato lo conduceva a una rupe chiamata Soq e ve lo precipitava; si legava inoltre una fascia di lana scarlatta, e la tradizione raccontava che diventava bianca quando il perdono era stato concesso.

Né il Levitico né la Mishnà dicono che Azazel sia un angelo, e nessuno dei due parla di catene. È Enoch a saldare le due cose: il deserto che riceve il peccato e il deserto che custodisce il prigioniero. Da allora il capro espiatorio non va più a un luogo, va a qualcuno.

La fine era fissata fin dal principio e non è cambiata: l'incatenamento non è la pena, è la custodia. Enoch dice che resterà così fino al giorno del grande giudizio, e che allora sarà gettato nel fuoco; nelle parabole dello stesso libro si annuncia che gli angeli del castigo prepareranno gli strumenti di Azazel e delle sue schiere, per gettarli nella fornace ardente. Dudael è una cella d'attesa, non una destinazione.

Conviene chiudere due porte false. Azazel non figura nell'Ars Goetia né in alcun catalogo dei settantadue spiriti, sicché non esiste sigillo goetico con cui chiamarlo. E la sfera di Golachab, nell'albero rovesciato della cabala, si attribuisce di solito ad Asmodeo, non a lui.

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Conosciuto anche come

"Azazel" "Azael l'Esiliato"

Reliquie

Simbologia

🔥

Elemento

Fuoco Nero

🔢

Numero

7

🎨

Colore

Rosso Scuro

🦁

Animali

Capra, Corvo

Sigilli:

Le catene di DudaelIl caproLa fascia scarlatta

Tratti

Poteri

💔

Debolezze

🧠

Comportamento

🛡️

Resistenze

Relazioni con altri esseri

Nell’Atlante

Viaggia nel mondo d’origine degli esseri e nel cosmo delle loro dimensioni.

Mitologie

📍 Terra Santa
📅 Dall'era talmudica ai tempi moderni (I-XX sec.)

Tradizioni esoteriche e cabalistiche nell'ebraismo, che comprendono il misticismo Merkavah dell'era talmudica, la Kabbalah zoharica del XIII secolo, la Kabbalah lurianica del XVI secolo, il movimento chassidico del XVIII secolo e varie pratiche meditative, contemplative e visionarie volte ad ascendere attraverso i mondi spirituali, invocare nomi divini e raggiungere l'unione mistica con il divino mentre si svelano i segreti dell'universo creatore.

Fonti

📚

3 Enoch (Libro Ebraico di Enoch)

Anonimo · c. 500 d.C.

Il Libro Ebraico di Enoch (3 Enoch o Sefer Hekhalot) è un testo mistico ebraico medievale (V-VI sec. d.C.), attribuito a Enoch trasformato in Metatron. Descrive gerarchie angeliche, principi caduti come Tamiel e visioni dei palazzi celesti (Hekhalot).

📚

Libro di Enoch

Anonimo · 300 a.C.

Testo apocrifo ebraico che descrive la caduta dei veglianti e i loro insegnamenti proibiti.

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Apocalisse di Abramo

Anonimo · 100

Apocalisse ebraica (c. I-II secolo) che narra la visione del patriarca Abramo guidato dall’angelo Yahoel. Descrive i cieli, le potenze angeliche e il demone Azazel, ed è fonte dell’angelologia e demonologia ebraiche.

📚

Libro dei Giubilei

Attribuito a Mosè · II sec. a.C.

Il Libro dei Giubilei, testo pseudepigrafo ebraico (II sec. a.C.), riscrive Genesi ed Esodo, menzionando i Vigilanti e i loro leader inclusi riferimenti ad Azazel come corruttore che insegna idolatria e fornicazione, rafforzando il suo ruolo nella tradizione enochiana e giustificando il Diluvio come punizione.

Levitico 16

Mosè (attribuito) · VI sec. a.C.

Capitolo 16 del Levitico nella Torah descrive il rituale di Yom Kippur, dove si sorteggiano due capri: uno sacrificato a YHWH, l'altro inviato nel deserto 'per Azazel', caricato simbolicamente dei peccati d'Israele, interpretato nelle tradizioni come offerta al demone o angelo Azazel, collegando riti biblici con miti apocrifi.

📚

Mishnà, trattato Yomà

Giuda ha-Nasi (compilatore) · ca. 200 d.C.

Trattato sul Giorno dell'Espiazione. Descrive come si eseguiva il rito nel Secondo Tempio: il capro condotto alla rupe di Soq e precipitato, e la fascia di lana scarlatta che, secondo la tradizione, sbiancava quando il perdono era stato concesso.

Domande frequenti

Che cosa insegnò esattamente Azazel?

Due mestieri, secondo il Primo Libro di Enoch: la metallurgia e la cosmetica. Agli uomini spade, coltelli, scudi e corazze, e i metalli della terra con l'arte di lavorarli; alle donne braccialetti, ornamenti, antimonio per le palpebre, pietre preziose e tinture. Gli incantesimi, l'astrologia e il corso della luna non sono suoi: stanno a nome di altri Vigilanti.

Che cos'è Dudael e che cosa vi accade?

Un luogo del deserto al quale il Libro di Enoch manda Raffaele con istruzioni precise: legare Azazel mani e piedi, gettarlo nelle tenebre su pietre aspre, coprirlo con una roccia e velargli il volto perché non veda la luce. Non è una condanna definitiva ma una custodia: là attende il giorno del grande giudizio, nel quale sarà gettato nel fuoco.

Perché lo si associa al capro espiatorio?

Perché il rito e la condanna condividono un deserto. Il Levitico manda un capro carico delle colpe d'Israele «per Azazel»; il trattato Yomà della Mishnà racconta come lo si precipitasse da una rupe chiamata Soq, con una fascia scarlatta che la tradizione diceva sbiancare se c'era stato perdono. Nessuno dei due testi parla di un angelo incatenato: fu il Libro di Enoch a unire il destinatario del rito al prigioniero del deserto.

Compare nell'Ars Goetia o nella Qliphoth?

In nessuna delle due. Non figura tra i settantadue spiriti dell'Ars Goetia, sicché non esiste nemmeno un suo sigillo goetico; e la sfera di Golachab, nell'albero rovesciato della cabala, si attribuisce normalmente ad Asmodeo. Il pentagramma rovesciato che talora gli si assegna viene dall'occultismo francese dell'Ottocento. La sua tradizione propria è l'apocalittica giudaica, non quella dei grimori.

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Ultimo aggiornamento: 16 ago 2026