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Selatiel

L'arcangelo della preghiera

A cura diCreato ilAggiornato il

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Asia
IsraeleTerra Santa(Israele)
Rango
ArcangeloLiv. 85
⚔️
Gerarchia
Consiglio degli ArcangeliLiv. 85

Il nome, e da dove viene davvero

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Selafiel, che compare anche come Salatiel o Sealtiel, è nella tradizione cristiana ortodossa l'arcangelo della preghiera e dell'intercessione. Il suo nome viene dall'ebraico e significa «ho chiesto a Dio», e lì c'è un dettaglio da non saltare: quella stessa parola designa nella Bibbia un uomo. Sealtiel, figlio di Ieconia e padre di Zorobabele, compare in Esdra e nella genealogia del Vangelo di Matteo, e non è affatto un angelo. L'arcangelo porta un nome che le Scritture danno a una persona; la coincidenza non è colpa di nessuno, ma spiega buona parte della confusione che la figura si porta dietro.

E conviene sgombrare un'attribuzione ripetuta ovunque e falsa: Selafiel non compare nel Libro di Enoch. Il capitolo venti del Primo Libro di Enoch elenca sì sette angeli santi (Uriel, Raffaele, Raguel, Michele, Saraqael, Gabriele e Remiel) ma Selafiel non è fra loro. È un elenco diverso, di tre o quattro secoli anteriore, e confonderli è l'errore più diffuso sul suo conto.

Il suo posto reale sta in altre due radici, ed entrambe sono davvero antiche. Il libro di Tobia mette in bocca a Raffaele una frase decisiva: sono uno dei sette angeli santi che presentano le preghiere dei santi. E l'Apocalisse descrive i sette angeli che stanno davanti a Dio, e uno di essi con un turibolo d'oro che offre, col fumo dell'incenso, le preghiere di tutti i santi. Lì, e non in Enoch, sta l'intero ufficio di Selafiel: i sette, l'intercessione e il turibolo.

L'unico che non guarda di fronte

L'iconografia ortodossa lo distingue dagli altri arcangeli per un tratto che si vede all'istante: la postura. Michele va armato, Gabriele porta il giglio e la verga del messaggero, Raffaele regge la boccetta del medico ed è accompagnato da Tobia; Selafiel, invece, appare col capo chino, lo sguardo basso e le braccia incrociate sul petto. In un fregio di sette figure che guardano davanti a sé, lui è quello che guarda a terra.

Quel gesto non è umiltà decorativa: è la postura di chi sta pregando, e ciò che l'immagine vuole insegnare è come si debba pregare. Il turibolo che di solito porta in mano viene direttamente dall'Apocalisse, dove il fumo dell'incenso sale davanti a Dio con le preghiere dei santi, e dal salmo che chiede che la preghiera salga come l'incenso. È l'attributo che lo identifica, come la spada identifica Michele.

Veste tunica e mantello, senza armatura né insegne di comando, e anche quell'assenza dice qualcosa. Di fronte agli arcangeli che combattono o proclamano, Selafiel incarna la parte contemplativa dell'angelico: non lotta né annuncia, ma sostiene davanti a Dio ciò che gli si affida. La sua festa è la Sinassi delle Potenze Incorporee, l'otto di novembre, in cui è commemorato insieme agli altri sei.

I sette, e perché sono sette

La tradizione ortodossa conta sette arcangeli davanti al trono: Michele, Gabriele, Raffaele, Uriel, Selafiel, Jehudiel e Barachiel, ai quali alcuni elenchi aggiungono un ottavo, Jeremiel. Il numero non è arbitrario né tardo: esce dalle due frasi citate prima, quella di Tobia sui sette che presentano le preghiere e quella dell'Apocalisse sui sette che stanno davanti a Dio. Ciò che cambiò coi secoli non fu la cifra, ma quali nomi la occupano, ed è per questo che gli elenchi ebraico, ortodosso e occidentale non coincidono fra loro.

Dentro quel gruppo la ripartizione è di uffici, non di grado, e quello di Selafiel si capisce meglio per contrasto. Gabriele scende: porta da Dio agli uomini i messaggi che gli si affidano. Selafiel sale: prende ciò che gli uomini dicono e lo pone davanti al trono. L'uno è il messaggero, l'altro l'intercessore, e insieme chiudono il circuito nelle due direzioni.

Il suo culto è soprattutto orientale. Le Chiese ortodosse e le orientali lo invocano come patrono della preghiera e della vita contemplativa, e la sua immagine raccolta serve da modello dell'atteggiamento con cui il credente deve rivolgersi a Dio; in Occidente il suo nome circola appena, perché lo stesso sinodo romano del 745 che condannò l'invocazione nominale di angeli non canonici lo lasciò fuori insieme agli altri. La Chiesa cattolica mantiene quella linea, e nel Direttorio sulla pietà popolare del 2001 tornò a sconsigliare di dare nome agli angeli che la Scrittura non nomina.

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Conosciuto anche come

"Selafiel" "Sealtiel"

Reliquie

Simbologia

🔥

Elemento

Fuoco

🔢

Numero

7

🎨

Colore

Argenteo

🦁

Animali

Colomba

Sigilli:

TuriboloBraccia incrociate sul pettoIl capo chino

Tratti

Poteri

💔

Debolezze

🧠

Comportamento

🛡️

Resistenze

Relazioni con altri esseri

Nell’Atlante

Viaggia nel mondo d’origine degli esseri e nel cosmo delle loro dimensioni.

Mitologie

📍 Terra Santa
📅 Dall'era talmudica ai tempi moderni (I-XX sec.)

Tradizioni esoteriche e cabalistiche nell'ebraismo, che comprendono il misticismo Merkavah dell'era talmudica, la Kabbalah zoharica del XIII secolo, la Kabbalah lurianica del XVI secolo, il movimento chassidico del XVIII secolo e varie pratiche meditative, contemplative e visionarie volte ad ascendere attraverso i mondi spirituali, invocare nomi divini e raggiungere l'unione mistica con il divino mentre si svelano i segreti dell'universo creatore.

Fonti

🎓

Atti del Concilio di Roma (745 d.C.)

Papa Zaccaria · 745

Atti del concilio romano del 745, convocato da papa Zaccaria. Tra le altre decisioni condannò la venerazione di certi angeli dal nome non canonico —come Uriel o Raguel— ed è documento chiave sull’angelologia cristiana antica e i suoi limiti.

Tradizione dei Sette Arcangeli Ortodossi

Tradizione ecclesiastica ortodossa · c. 800-1000

La tradizione della Chiesa Ortodossa Orientale stabilisce sette arcangeli principali: Michele, Gabriele, Raffaele, Uriel, Selafiel (o Selafiel), Jegudiel e Barachiel. Selafiel è il portatore della preghiera, che insegna ai fedeli a pregare con il cuore e presenta le suppliche davanti al trono di Dio.

📚

Tobia 12

Anonimo · III-II sec. a.C.

Capitolo in cui Raffaele si rivela e dice di essere uno dei sette angeli santi che presentano le preghiere dei santi ed entrano davanti alla gloria di Dio. È la radice biblica del numero sette e dell'ufficio di intercessione.

📚

Apocalisse 8

Giovanni di Patmos · ca. 95 d.C.

Capitolo dei sette angeli che stanno davanti a Dio e delle sette trombe. Contiene la scena dell'angelo col turibolo d'oro che offre molto incenso con le preghiere di tutti i santi, donde viene l'attributo di Selafiel.

📚

Libro dei servizi della Chiesa ortodossa (Hapgood)

Isabel Florence Hapgood · 1906

Traduzione inglese degli uffici ortodossi, quella di riferimento in pubblico dominio. Raccoglie la Sinassi delle Potenze Incorporee dell'otto di novembre, in cui si commemora Selafiel insieme agli altri sei arcangeli.

Domande frequenti

Selafiel compare nel Libro di Enoch?

No, ed è l'errore più ripetuto sul suo conto. Il capitolo venti del Primo Libro di Enoch elenca sì sette angeli santi, ma sono altri: Uriel, Raffaele, Raguel, Michele, Saraqael, Gabriele e Remiel. L'elenco ortodosso cui appartiene Selafiel è diverso e molto posteriore. Coincidono nel numero sette, non nei nomi, e da quella coincidenza nasce la confusione.

Che cosa significa il suo nome?

«Ho chiesto a Dio», dall'ebraico, e si accorda esattamente col suo ufficio di intercessore. Conviene aggiungere un dato che di solito si omette: quella stessa parola designa nella Bibbia un uomo, Sealtiel, figlio di Ieconia e padre di Zorobabele, che compare in Esdra e nella genealogia di Matteo. L'arcangelo porta un nome che le Scritture danno a una persona, e di lì viene buona parte della confusione.

Perché lo si dipinge a capo chino?

Perché è la postura di chi sta pregando, e l'immagine insegna come pregare. In un fregio di sette arcangeli che guardano davanti a sé, lui è l'unico che guarda a terra: capo chino, occhi bassi e braccia incrociate sul petto. Di solito porta inoltre un turibolo, preso dall'Apocalisse, dove il fumo dell'incenso sale davanti a Dio con le preghiere dei santi. È per lui ciò che la spada è per Michele.

Qual è la sua funzione fra i sette arcangeli?

Far salire ciò che Gabriele fa scendere. La ripartizione fra i sette è di uffici, non di grado: Gabriele porta da Dio agli uomini i messaggi che gli si affidano, e Selafiel prende ciò che gli uomini dicono e lo pone davanti al trono. L'uno è il messaggero, l'altro l'intercessore, e insieme chiudono il circuito nelle due direzioni. Lo si commemora con gli altri sei l'otto di novembre, nella Sinassi delle Potenze Incorporee.

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Ultimo aggiornamento: 20 ago 2026