Agrat bat Mahlat
Regina del carro e delle due notti concesse
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Mesopotamia(Iraq)
Terra Santa(Israele)

+2Levante(Israele, Giordania, Libano, Siria, Palestina)Albero genealogico
Il patto di Pesachim 112b
Il passo che l'ha resa celebre sta nel Talmud babilonese, trattato Pesachim 112b, e non appartiene a un trattato di demonologia ma a un elenco di consigli pratici che si riassume in uno solo: non uscire da solo di notte. Vi si racconta che Agrat bat Mahalat, «Agrat figlia di Mahalat», esce accompagnata da centottantamila angeli distruttori, e che ciascuno di loro ha licenza di nuocere per conto proprio.
Il testo narra due incontri quasi identici, separati da secoli. Nel primo, Rabbi Hanina ben Dosa si imbatte in lei. Lei lo avverte di ciò che potrebbe fargli; lui risponde che in cielo è stato proclamato il suo nome, e le proibisce di transitare per i luoghi abitati. Lei supplica che le lasci qualcosa, e lui le concede le notti di mercoledì e le notti di sabato. Nel secondo incontro, secoli più tardi, Abaye ripete la scena quasi parola per parola e giunge allo stesso patto.
Ciò che il passo ha di notevole è che Agrat non viene sconfitta: negozia. Chiede un'eccezione, la ottiene, e il Talmud registra l'accordo con lo stesso tono con cui registra la giurisprudenza. Di lì viene l'usanza di non camminare da soli in quelle due notti, che è l'unica cosa che un lettore del Talmud doveva portarsi a casa.
Quali notti, esattamente
Il dettaglio più citato di Agrat è anche quello che viaggia peggio fra le traduzioni. L'ebraico dice «לילי רביעיות ולילי שבתות», le notti dei quarti giorni e le notti dei sabati. Ma nel computo ebraico la notte precede il giorno che nomina: la notte di mercoledì comincia quando tramonta il sole di martedì, e la notte di sabato comincia il venerdì sull'imbrunire.
Per questo una traduzione letterale dice «mercoledì e sabato» mentre una traduzione riportata al calendario occidentale dice «martedì e venerdì», ed entrambe sono esatte. Le edizioni inglesi di Sefaria scelgono la seconda; la tradizione rabbinica in italiano di solito conserva la prima. Chi legge le due senza saperlo crederà che si contraddicano, e non si contraddicono: raccontano la stessa cosa da due orologi.
Che cosa abbiano di particolare quelle due notti il Talmud non lo spiega. La vigilia di sabato si capisce senza sforzo: è la soglia del giorno santo, e le soglie sono pericolose in ogni folclore del mondo. Per la quarta notte della settimana sono state proposte spiegazioni astrologiche tarde, nessuna delle quali presente nel testo.
Il carro e il terrore della notte
L'altra traccia antica di Agrat sta nel midrash Bamidbar Rabbà 12:3, ed è una glossa al Salmo 91, il salmo della protezione notturna che l'ebraismo recita prima di dormire. Dove il salmo dice «non temerai il terrore della notte», il midrash precisa di quale terrore si tratti: «da Agrat bat Mahalat e dal suo carro, né da tutti i demoni che governano la notte».
Quel carro è pressoché tutta la sua iconografia, e basta a distinguerla dalle sue tre compagne. Lilith entra dalla finestra; Naamah entra nel sogno; Agrat va per la strada, allo scoperto e con scorta. È una demonessa di campo aperto e non di camera da letto, e il suo pericolo è quello del viaggiatore, non quello del dormiente. Per questo nemmeno il suo rimedio è un amuleto da culla ma un orario: restare in casa.
Lo Yalkut Hadash aggiunge un dettaglio tardo e curioso, quello della demonessa che danza sui tetti, e per strada le riduce la schiera a diciottomila. Cifre di questo tipo non pretendono di essere censimenti: erano il modo in cui l'epoca diceva «innumerevoli».
Le quattro madri dei demoni
L'elenco canonico delle quattro madri dei demoni non sta nello Zohar ma in un commento biblico, e compare proprio sul versetto che nomina Naamah. Rabbenu Bahya ben Asher, commentando Genesi 4:22 alla fine del tredicesimo secolo, scrive: «Quattro donne furono madri di demoni. Furono Lilith, Naamah, Igrat e Mahalat».
Su quella quarta conviene fermarsi. Mahalat è la madre di Agrat, eppure figura nell'elenco accanto alla propria figlia, sicché il quarto posto è occupato dalla madre della terza. Altre scuole vi mettono Eishet Zenunim, e di lì viene che gli elenchi delle quattro regine non coincidano mai del tutto: non si discute chi siano le prime tre, si discute se la quarta sia Mahalat o un'altra.
Nella cabala zoharica le quattro sono spose di Samael, l'angelo accusatore divenuto principe dell'Altro Lato, e trattati posteriori come l'Emek haMelech (1648) e il Tuv haAretz (1655) se le spartiscono per regni e per ore del giorno. Ad Agrat tocca la sua parte, ed è coerente con tutto quanto precede: la notte allo scoperto.
Di chi è figlia e di chi dicono che sia madre
Di chi sia figlia lo racconta il Sefer Meir Tehillot (1512): Mahalat era figlia di Ismaele, e il demone Igratiel si unì a lei e generò Agrat. Il nome della figlia è dunque quello del padre demone messo al femminile, e il «bat Mahalat» che l'accompagna dovunque serve a distinguerla da qualunque altra Agrat e a ricordare da che parte le venga il sangue.
Di chi sia madre è più discusso, e conviene dirlo con cautela perché tocca un'altra scheda di questa enciclopedia. Una tradizione attribuita al RaShBA racconta che Agrat si unì al re David e generò Asmodeo, re dei demoni. È una versione minoritaria: la maggior parte della letteratura cabalistica fa di Asmodeo il figlio di Naamah, e così lo registra la scheda di Naamah. Qui si dà atto della variante senza adottarla, che è ciò che spetta quando le fonti non concordano.
Conviene inoltre non confondere sua madre con le due donne bibliche dello stesso nome: Mahalat figlia di Ismaele, che sposò Esaù (Genesi 28:9), e Mahalat nipote di David, sposata a Roboamo (2 Cronache 11:18). La demonologia prese il nome dalla prima, ma la figura che costruì con esso ha smesso da tempo di essere lei.
Reliquie
Simbologia
Elemento
Aria
Numero
2
Colore
Nero
Animali
Cavallo
Sigilli:
Tratti
Poteri
Debolezze
Comportamento
Resistenze
Relazioni con altri esseri
Nell’Atlante
Viaggia nel mondo d’origine degli esseri e nel cosmo delle loro dimensioni.
Mitologie
Tradizioni esoteriche e cabalistiche nell'ebraismo, che comprendono il misticismo Merkavah dell'era talmudica, la Kabbalah zoharica del XIII secolo, la Kabbalah lurianica del XVI secolo, il movimento chassidico del XVIII secolo e varie pratiche meditative, contemplative e visionarie volte ad ascendere attraverso i mondi spirituali, invocare nomi divini e raggiungere l'unione mistica con il divino mentre si svelano i segreti dell'universo creatore.
Fonti
Zohar
Mosè de León · c. 1280
Opera cabalistica fondamentale del XIII secolo che espande la mitologia di Lilith e dei suoi discendenti demoniaci.
Talmud Babilonese
Diversi rabbini · ca. 500 d.C.
Compilazione rabbinica della legge orale e delle discussioni delle accademie di Babilonia, chiusa intorno all'anno 500; i suoi trattati raccolgono anche credenze su demoni, spiriti notturni e amuleti.
Bamidbar Rabbà
Anonimo (compilazione rabbinica) · c. 1100
Midrash omiletico sul libro dei Numeri. Il suo passo 12:3, glossando il Salmo 91, identifica il «terrore della notte» con Agrat bat Mahalat e il suo carro.
Rabbenu Bahya sulla Torah
Bahya ben Asher · c. 1291
Commento alla Torah di Bahya ben Asher, cabalista della fine del tredicesimo secolo. Su Genesi 4:22 dà l'elenco canonico delle quattro madri dei demoni: Lilith, Naamah, Igrat e Mahalat.
Domande frequenti
In quali notti esce Agrat: mercoledì e sabato, o martedì e venerdì?
Le due risposte sono la stessa. L'ebraico di Pesachim 112b dice «notti dei quarti giorni e notti dei sabati», e nel computo ebraico la notte precede il giorno che nomina: la notte di mercoledì comincia il martedì al tramonto, e quella di sabato il venerdì sull'imbrunire. Le traduzioni che danno «martedì e venerdì» hanno riportato il dato al calendario occidentale.
Quanti demoni l'accompagnano, 180.000 o 18.000?
Dipende dalla fonte. Il Talmud babilonese (Pesachim 112b) dice centottantamila angeli distruttori; il tardo Yalkut Hadash abbassa la cifra a diciottomila. Nessuna delle due pretende di essere un censimento: nella retorica rabbinica i numeri grandi e tondi significano «innumerevoli», e la differenza misura l'enfasi di ciascun autore, non la schiera.
Agrat è la madre di Asmodeo?
Secondo una tradizione attribuita al RaShBA, sì: si sarebbe unita al re David e di lì sarebbe nato Asmodeo. Ma è la versione minoritaria. La maggior parte della letteratura cabalistica fa di Asmodeo il figlio di Naamah, e questa enciclopedia adotta quella lettura nella scheda di Naamah e registra quella di Agrat come variante.
Perché Mahalat compare nell'elenco delle quattro regine accanto alla propria figlia?
Perché l'elenco non è una genealogia ma una ripartizione di uffici. Rabbenu Bahya, su Genesi 4:22, nomina Lilith, Naamah, Igrat e Mahalat, e in quel quarto posto altre scuole mettono Eishet Zenunim. Lì sta l'origine del fatto che gli elenchi delle quattro regine non coincidano mai del tutto: le prime tre non si discutono, la quarta sì.
In che cosa Agrat si differenzia da Lilith e da Naamah?
In dove colpisce. Lilith entra dalla finestra e va per i neonati; Naamah entra nel sonno di un uomo solo. Agrat è l'unica delle tre a mettersi in strada, con carro e con schiera, e la sua vittima è chi viaggia di notte. Per questo il suo rimedio non è un amuleto ma un orario: non uscire nelle sue due notti.
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