Belphegor
Principe demoniaco dell'accidia
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Stesso archetipo
Altre letture di Baal-Hadad
Dal monte Peor alla lista dei sette peccati
Belfagor viene dal Baal-Peor biblico, il dio adorato sul monte Peor al quale, secondo il Libro dei Numeri, Israele si abbandonò nelle pianure di Moab. Era un'invocazione locale del titolo «Baal», legata alla fertilità, e la Bibbia la ricorda solo per condannarla. La demonologia cristiana lo recuperò secoli dopo e gli diede un impiego nuovo: in The Lanterne of Light, trattato inglese lollardo del 1409 circa, a ogni peccato capitale tocca il suo demonio, e a Belfagor spetta l'accidia. È quell'assegnazione a fissarlo. Conviene dire ciò che non è: malgrado quel che spesso si ripete, Belfagor non figura fra i settantadue spiriti dell'Ars Goetia né compare nella Pseudomonarchia Daemonum di Johann Weyer, e dunque non ha sigillo goetico. Il suo posto è nelle liste dei peccati capitali e, soprattutto, nel Dictionnaire Infernal di Collin de Plancy, dove prende la forma con cui oggi lo si riconosce.
La bella giovane e la seggetta
Il Dictionnaire Infernal lo riassume in una riga che lo spiega per intero: «demonio delle scoperte e delle invenzioni ingegnose». E aggiunge due cose che cozzano di proposito: che prende spesso corpo di giovane donna, e che dà ricchezze. L'immagine grottesca che gli si attacca viene dalla stessa voce, benché convenga leggerla adagio: ciò che Collin de Plancy raccoglie dai rabbini è che gli si rendeva omaggio sulla seggetta (la latrina) e gli si offriva il residuo della digestione. Non è che lui vi sieda: è che lì lo si onorava. L'incisione della sesta edizione, nel 1863, lo disegnò senz'altro intronizzato su di essa, barbuto e cornuto, e quella stampa prevalse sul testo. Come principe dell'accidia (la pigrizia spirituale, che la teologia medievale riteneva vizio di monaci più che di sfaccendati), incarna la tentazione di mollare la fatica in cambio del facile.
Il diavolo che salì a sposarsi
Lo si invocava per ciò che prometteva: scoperte redditizie, congegni che producono senza che si lavori, denaro giunto per una scorciatoia. Il prezzo, nella logica morale che regge la figura, è la dipendenza: chi accetta la scorciatoia non sa più tornare alla strada lunga. La sua carriera letteraria parte di lì, e gli ha dato una vita propria che pochi demoni da elenco possiedono. Verso il 1518 Niccolò Machiavelli scrisse una novella satirica, La favola di Belfagor arcidiavolo, in cui l'inferno manda Belfagor nel mondo dei vivi con una fortuna e l'ordine di sposarsi, per accertare se sia vero quel che sostengono le anime appena arrivate: che furono le loro mogli a dannarle. L'arcidiavolo si sposa, si rovina e finisce col fuggire di nuovo all'inferno, che si rivela il luogo tranquillo. La burla ebbe lunga discendenza (Machiavelli la riprese da un racconto anteriore e ne uscirono versioni in tutta Europa) e spiega perché Belfagor sopravviva nella cultura popolare meno come demonio temibile che come personaggio comico.
Conosciuto anche come
Simbologia
Elemento
Terra Stagnante
Numero
7
Colore
Viola Scuro
Animali
Capra
Sigilli:
Tratti
Poteri
Debolezze
Comportamento
Resistenze
Relazioni con altri esseri
Alleato di
Nell’Atlante
Viaggia nel mondo d’origine degli esseri e nel cosmo delle loro dimensioni.
Mitologie
Le religioni abramitiche comprendono l’ebraismo, il cristianesimo e l’islam, tre tradizioni monoteiste che condividono un’origine comune nella figura di Abramo, considerato patriarca in tutte e tre. Sorte nell’antico Vicino Oriente, l’ebraismo si sviluppò tra gli ebrei durante il secondo millennio a.C., il cristianesimo sorse nel I secolo d.C. nel contesto dell’ebraismo del Secondo Tempio e l’islam apparve nel VII secolo nella penisola arabica. Ciascuna si basa su rivelazioni divine trasmesse tramite profeti e scritture sacre, come la Torah, la Bibbia e il Corano, e sostiene la credenza in un unico Dio creatore e giudice.
Fonti
Dizionario Infernale
Collin de Plancy · 1818
Dizionario demonologico di Collin de Plancy (1818), celebre per le illustrazioni di Louis Le Breton dell’edizione del 1863. Cataloga demoni, superstizioni ed esseri infernali, e rese popolare l’immagine visiva di molte entità della goezia.
Libro dei Numeri
Mosè (attribuito tradizionalmente) · ca. 1440 a.C.
Il quarto libro della Torah dettagli i censimenti di Israele, ribellioni nel deserto, miracoli e preparativi per entrare in Canaan sotto Mosè.
La favola di Belfagor arcidiavolo
Niccolò Machiavelli · c. 1518
Novella satirica che Niccolò Machiavelli scrisse verso il 1518: l'inferno manda Belfagor nel mondo dei vivi con una fortuna e l'ordine di sposarsi, per accertare se sia vero che sono le mogli a dannare gli uomini. È l'opera che diede al demonio una vita letteraria propria. Si cita dall'antologia di novellieri italiani del 1832, che la riproduce per intero.
Domande frequenti
Come si collega Belphegor al dio biblico Baal-Peor nel Libro dei Numeri?
Belphegor è considerato un'evoluzione demoniaca del dio cananeo Baal-Peor. Nel Libro dei Numeri sedusse il popolo israelita a Moab con libertinaggio legato alla fertilità. Questa figura biblica si trasformò nella demonologia medievale nel principe dell'accidia.
Quali poteri si attribuiscono a Belfagor?
Il Dictionnaire Infernal lo chiama «demonio delle scoperte e delle invenzioni ingegnose» e dice che dà ricchezze e prende spesso corpo di giovane donna. È tutto ciò che la fonte gli attribuisce: l'idea che fosse signore delle miniere o scopritore dell'artiglieria non compare né in Collin de Plancy né nelle liste dei peccati capitali, e conviene non ripeterla come se fosse tradizione antica.
Quali relazioni mantiene Belphegor con altri principi demoniaci nella gerarchia infernale?
Belphegor serve come uno dei principi sotto Satana nella gerarchia infernale. È alleato di Asmodeo e Beelzebub, condividendo con loro le tentazioni dei peccati capitali nella corte demoniaca.
Belfagor ha un sigillo come i demoni della Goezia?
No. I sigilli goetici appartengono ai settantadue spiriti dell'Ars Goetia, e Belfagor non è uno di loro: il suo posto sono le liste dei peccati capitali e il Dictionnaire Infernal. Ciò che ha è un'iconografia molto riconoscibile, fissata dall'incisione del 1863: corna, barba e la seggetta. I suoi emblemi abituali vengono da lì e dall'oro che promette, non da un sistema di sigilli che non l'ha mai incluso.
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