Astaroth
Astaroth, gran duca dell'Ars Goetia
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Origini e demonizzazione di Astaroth
Astaroth è la demonizzazione, nell'immaginario giudaico-cristiano e grimorico, della divinità cananea e fenicia Astarte (Ashtoreth), dea dell'amore, della fertilità e della guerra venerata nel Levante antico. Nel condannare i culti pagani, la teologia cristiana trasformò la divinità femminile in un demone maschile: il plurale ebraico «Ashtaroth», che designava gli idoli di Astarte, si fissò come nome proprio di uno spirito infernale. Conviene distinguere con chiarezza la dea dal demone, poiché non si tratta di una metamorfosi mitica letterale, ma di una reinterpretazione culturale (una variante) per la quale un antico nume della fertilità fu riassegnato al pantheon del male. Come tale figura nella demonologia rinascimentale, e non come un personaggio biblico che portasse quel nome.
Rango e poteri goetici
Nell'Ars Goetia, prima parte della Lemegeton o Piccola Chiave di Salomone, Astaroth è il ventinovesimo spirito, un grande duca dell'inferno che governa quaranta legioni di demoni; nella Pseudomonarchia Daemonum di Johann Weyer figura come il ventottesimo, con il titolo di duca. Interrogato dall'operatore, risponde con verità riguardo alle cose passate, presenti e future, scopre segreti e tesori nascosti, e insegna con maestria tutte le scienze liberali (le arti del trivio e del quadrivio). Un tratto singolare della sua tradizione è che risponde di buon grado a chi gli chiede come caddero gli spiriti ribelli e quale fu la ragione della sua propria caduta, materia sulla quale gli altri demoni raramente si dilungano.
Iconografia e invocazione
I grimori lo descrivono come un angelo dannoso o «brutto» che cavalca una bestia infernale simile a un drago (o a un lupo) e tiene una vipera in mano. Collin de Plancy, nel Dictionnaire Infernal, lo ritrae come un angelo ripugnante e coronato. Il suo alito è fetido e pestilenziale, sicché l'esorcista non deve lasciarlo avvicinare troppo: deve tenere l'anello magico vicino al proprio volto per proteggersi dal fetore. La tradizione esige inoltre di portare il suo sigillo prima di invocarlo, poiché altrimenti lo spirito non obbedirà. La demonologia medievale lo associò anche all'accidia e lo annoverò tra i principi dell'inferno.
Conosciuto anche come
Reliquie
Simbologia
Elemento
Fuoco e Seduzione
Numero
40
Colore
Rosso Infernale
Animali
Drago, Serpente
Sigilli:
Tratti
Poteri
Debolezze
Comportamento
Resistenze
Relazioni con altri esseri
Nell’Atlante
Viaggia nel mondo d’origine degli esseri e nel cosmo delle loro dimensioni.
Mitologie
Le religioni abramitiche comprendono l’ebraismo, il cristianesimo e l’islam, tre tradizioni monoteiste che condividono un’origine comune nella figura di Abramo, considerato patriarca in tutte e tre. Sorte nell’antico Vicino Oriente, l’ebraismo si sviluppò tra gli ebrei durante il secondo millennio a.C., il cristianesimo sorse nel I secolo d.C. nel contesto dell’ebraismo del Secondo Tempio e l’islam apparve nel VII secolo nella penisola arabica. Ciascuna si basa su rivelazioni divine trasmesse tramite profeti e scritture sacre, come la Torah, la Bibbia e il Corano, e sostiene la credenza in un unico Dio creatore e giudice.
Fonti
Pseudomonarchia Daemonum
Johann Weyer · 1577
Catalogo di sessantanove demoni incluso da Johann Weyer nella sua opera «De praestigiis daemonum» (1577). Descrive la gerarchia infernale, i suoi ranghi e uffici, ed è il precedente diretto dell’Ars Goetia e della demonologia occidentale successiva.
Dizionario Infernale
Collin de Plancy · 1818
Dizionario demonologico di Collin de Plancy (1818), celebre per le illustrazioni di Louis Le Breton dell’edizione del 1863. Cataloga demoni, superstizioni ed esseri infernali, e rese popolare l’immagine visiva di molte entità della goezia.
Ars Goetia
Anonimo · 1650
Prima sezione del Lemegeton o Chiave Minore di Salomone che enumera settantadue demoni.
Domande frequenti
Astaroth è Astarte?
No. È la demonizzazione del suo nome, non la dea in altra veste. Il plurale ebraico «Ashtaroth», che designava gli idoli di Astarte, si fissò nei grimori come nome proprio di uno spirito, e per strada cambiò sesso: la dea levantina dell'amore e della guerra divenne un duca maschio dell'inferno. Stessa radice, figure distinte.
Che cosa fa Astaroth nell'Ars Goetia?
È il ventinovesimo spirito, un gran duca che governa quaranta legioni. Risponde con verità sul passato, sul presente e sull'avvenire, scopre segreti e tesori nascosti, e insegna tutte le scienze liberali. Non gli si attribuiscono né l'amore né la guerra: quelli sono domini della dea di cui si prese il nome, non del duca.
Perché gli si chiede della caduta degli angeli?
Perché è l'unico che risponde di buon grado. I grimori segnalano come suo tratto proprio che risponde senza reticenza su come caddero gli spiriti ribelli e quale fu la ragione della propria caduta, materia su cui il resto del catalogo goetico quasi non si sofferma. È ciò che distingue la sua voce dalle altre.
Come lo descrivono i grimori?
Come un angelo dannoso che cavalca una bestia infernale simile a un drago e regge una vipera nella mano destra. Il suo alito è pestilenziale, sicché l'operatore deve tenerlo a distanza e reggere l'anello magico presso il volto per proteggersi dal fetore. Non porta alcuno scettro: questo non è nella Goetia.
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