Bael
Il primo spirito della Goezia
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Stesso archetipo
Altre letture di Baal-Hadad
Il primo dei settantadue
Bael apre il catalogo. Nella Pseudomonarchia Daemonum che Johann Weyer pubblicò nel 1577 (in appendice a un trattato che, paradossalmente, difendeva le accusate di stregoneria) e poi nell'Ars Goetia del Lemegeton, la Chiave Minore di Salomone compilata nel Seicento, è lo spirito numero uno di una lista di settantadue che la leggenda attribuiva al re Salomone. Il nome lo eredita dal grande dio cananeo Baal, «Signore», ma la voce del grimorio non parla più di tempeste né di raccolti: parla di un re che governa a oriente, comanda sessantasei legioni e si sottomette solo dentro un cerchio tracciato. Questo cambio di registro è ciò che definisce Bael e lo separa dal dio di cui prende il nome. Non è la memoria di un culto: è una scheda d'inventario.
Voce roca, e un ragno arrivato dopo
I testi sono avari e concordano sull'essenziale: appare in forme diverse (ora come gatto, ora come rospo, ora come uomo) e talvolta in tutte insieme, e parla sempre con voce roca. Ciò che gli si chiedeva era diventare invisibili; gli si attribuisce inoltre di dare astuzia e acume a chi lo chiama, e il comando delle sue sessantasei legioni. Il particolare che oggi tutti associano a Bael, però, non compare in nessuno di quei testi: le tre teste montate su un corpo con zampe di ragno sono la stampa che Louis Le Breton incise per la sesta edizione del Dictionnaire Infernal di Collin de Plancy, nel 1863. È una lettura ottocentesca diventata più celebre della descrizione che illustrava. Conviene sapere di quando è ciascuna cosa: il grimorio dice tre teste, il ragno ce lo mise l'incisore.
Quello che apre la lista
Essere il primo di settantadue gli ha dato una posizione che la sua stessa scheda non giustificherebbe. Bael non è il più potente del catalogo né quello che vi occupa più spazio: è quello che apre, e perciò è in testa a tutte le edizioni, traduzioni e ristampe del sistema salomonico dal Cinquecento. L'occultismo cerimoniale dell'Otto e del Novecento lo ha ereditato in quel posto, e col posto ha ereditato l'incisione di Le Breton, che oggi è la sua immagine predefinita in qualsiasi ricerca. Nella cultura popolare funziona da porta d'ingresso dell'intero catalogo: chi si affaccia alla Goezia incontra prima lui, e da lui si fa un'idea di che cosa siano gli altri settantuno. L'altra metà della sua storia (come il dio cananeo che gli prestò il nome finì trasformato in demonio) appartiene alla scheda di Baal, e là si racconta.
Conosciuto anche come
Reliquie
Simbologia
Elemento
Aria dell'est
Numero
66
Colore
Oro opaco
Animali
Gatto, Rospo
Sigilli:
Tratti
Poteri
Debolezze
Comportamento
Resistenze
Relazioni con altri esseri
Nell’Atlante
Viaggia nel mondo d’origine degli esseri e nel cosmo delle loro dimensioni.
Mitologie
Le religioni abramitiche comprendono l’ebraismo, il cristianesimo e l’islam, tre tradizioni monoteiste che condividono un’origine comune nella figura di Abramo, considerato patriarca in tutte e tre. Sorte nell’antico Vicino Oriente, l’ebraismo si sviluppò tra gli ebrei durante il secondo millennio a.C., il cristianesimo sorse nel I secolo d.C. nel contesto dell’ebraismo del Secondo Tempio e l’islam apparve nel VII secolo nella penisola arabica. Ciascuna si basa su rivelazioni divine trasmesse tramite profeti e scritture sacre, come la Torah, la Bibbia e il Corano, e sostiene la credenza in un unico Dio creatore e giudice.
Fonti
Pseudomonarchia Daemonum
Johann Weyer · 1577
Catalogo di sessantanove demoni incluso da Johann Weyer nella sua opera «De praestigiis daemonum» (1577). Descrive la gerarchia infernale, i suoi ranghi e uffici, ed è il precedente diretto dell’Ars Goetia e della demonologia occidentale successiva.
Dizionario Infernale
Collin de Plancy · 1818
Dizionario demonologico di Collin de Plancy (1818), celebre per le illustrazioni di Louis Le Breton dell’edizione del 1863. Cataloga demoni, superstizioni ed esseri infernali, e rese popolare l’immagine visiva di molte entità della goezia.
Ars Goetia
Anonimo · 1650
Prima sezione del Lemegeton o Chiave Minore di Salomone che enumera settantadue demoni.
Domande frequenti
In quali grimori rinascimentali Bael appare come il primo spirito catalogato?
Bael emerge come il primo spirito catalogato nell'Ars Goetia del Lemegeton Clavicula Salomonis e nella Pseudomonarchia Daemonum di Johann Weyer. La sua menzione iniziale nei grimori rinascimentali lo presenta come entità preminente che concede invisibilità, saggezza e dominio su eserciti infernali. La tradizione lo associa ad antiche divinità semitiche adattate al quadro cristiano della demonologia.
Quali forme assume Bael e che cosa gli si chiedeva?
I grimori lo descrivono mentre appare ora come gatto, ora come rospo, ora come uomo, e talvolta nelle tre forme insieme, sempre con voce roca. Ciò che gli si chiedeva era l'invisibilità, e gli si attribuiva di dare all'operatore astuzia e acume. Il corpo con zampe di ragno con cui di solito lo si disegna non viene dai testi: è l'incisione che Louis Le Breton fece per il Dictionnaire Infernal nel 1863.
Che posto occupa Bael nella gerarchia demoniaca e quante legioni comanda?
Bael è il primo re dell'inferno secondo la tradizione demonologica e presiede su sessantasei legioni di demoni. È collegato alla direzione est simboleggiando potere ancestrale e tentazione sottile. Il suo ruolo fondativo stabilisce l'archetipo del monarca demoniaco che media tra il piano umano e le forze caotiche degli inferi.
Perché Bael è in testa alla lista dei settantadue?
Perché così lo fissò Johann Weyer nel 1577 e così lo ereditarono le compilazioni successive, a cominciare dall'Ars Goetia. Non è una gerarchia di potere: l'ordine della lista è quello che è rimasto, e nessuno l'ha mutato in seguito. Il suo grado di re e le sue sessantasei legioni lo collocano in alto dentro il catalogo, ma sopra di lui la tradizione demonologica pone figure che nemmeno compaiono fra i settantadue.
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