Tamamo no Mae
Tamamo no Mae, la seduttrice imperiale transmigratoria a nove code
A cura diBestiarypediaAggiornato il
Giappone(Giappone)⇄ Varianti culturali (3)
4 esseri nella stirpe
Origini transmigratorie di Tamamo no Mae
Tamamo no Mae costituisce un’entità unica che sincretizza tre figure femminili fatali dell’Asia orientale separate da millenni. Nella Cina dell’XI secolo a.C. incarnò come Daji, concubina del re Zhou di Shang il cui influsso provocò il crollo dinastico. Successivamente apparve nell’antica India come principessa Kayō, moglie corrotta del re Kalmashapada di Magadha. Infine si manifestò nel Giappone tardo Heian intorno al 1140 come favorita dell’imperatore Toba. Questa catena di incarnazioni conferma la sua natura di kitsune a nove code con più di tremilacinquecento anni di esistenza continua.
Poteri e forma rivelata di Tamamo no Mae
La sua bellezza soprannaturale rimane immutata per secoli senza invecchiare. Può trasformarsi liberamente tra un’aristocratica umana dall’aspetto eterno di venticinque-trenta anni e una volpe dorata a nove code. Prosciuga progressivamente il qi del monarca che serve, proietta illusioni massive sui cortigiani e manipola la politica imperiale con precisione raffinata. Sotto geomanzia taoista la sua forma vulpina si rivela completamente dorata con nove code manifestate. Sopravvive anche quando sigillata nella pietra Sessho-seki, il cui parziale rilascio è stato segnalato nel 2022.
Simbologia, relazioni e lascito storico
I suoi emblemi principali sono il jūnihitoe viola con fiori di prugno dorati, il ventaglio ōgi dorato, il pettine di giada e la stele Sessho-seki di Nasu. Mantiene una relazione di variante culturale con la huli-jing cinese e rivalità con i messaggeri di Inari. Dopo la fuga fu cacciata da Miura no Yoshiaki e Chiba no Tsunetane; il suo qi residuo contaminò la roccia vulcanica che avvelenò i pellegrini per ottocento anni. La sua autorità di corte, la saggezza di tremilacinquecento anni e la capacità di trasmigrazione la rendono l’archetipo supremo della seduttrice imperiale.
Conosciuto anche come
Reliquie
🏺 Ventaglio ōgi dorato con calligrafia classica giapponese
Simbologia
Elemento
Fuoco Yin
Numero
9
Colore
Oro imperiale
Animali
Kitsune dorata a nove code, Gru coronata giapponese, Cigno nero
Sigilli:
🏷️ Tratti
Poteri
Debolezze
Comportamento
Resistenze
🔗 Relazioni con altri esseri
Variante di
Entrambe sono kitsune di oltre 1000 anni ma con percorsi morali opposti.
Rivale di
Entrambe sono kitsune di alto rango ma servono forze opposte: servire una divinità benevola versus servire il proprio potere.
🗺️Nell’Atlante
Viaggia nel mondo d’origine degli esseri e nel cosmo delle loro dimensioni.
📜 Mitologie
Il folclore giapponese comprende tradizioni orali, miti, leggende e creature soprannaturali come yōkai e kami, compilati in testi illustrati del periodo Edo da Toriyama Sekien in opere come Gazu Hyakki Yagyō e Konjaku Hyakki Shūi, riflettendo credenze animiste shintoiste, timori ecologici di inondazioni e siccità, e rispetto per la natura in fiumi, laghi e risaie di regioni come Shiga, Osaka e Kyoto.
Fonti
Nihon Shoki
Prince Toneri · 720
Cronaca ufficiale del Giappone completata nel 720, la seconda delle storie imperiali dopo il Kojiki. Narra i miti della creazione, la stirpe divina degli imperatori e numerosi kami, ed è fonte centrale della cosmologia shintoista.
Konjaku Monogatarishū
Unknown compiler · 12th century
Vasta raccolta giapponese di oltre mille racconti (setsuwa) della tarda epoca Heian (circa XII secolo). Riunisce storie buddhiste, profane e soprannaturali da India, Cina e Giappone, ed è fonte essenziale di yōkai, oni e spiriti del folclore giapponese.
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