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Tamamo no Mae

Tamamo no Mae, la kitsune della corte di Toba

A cura diCreato ilAggiornato il

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Asia
GiapponeGiappone(Giappone)
🦊
Rango
Seduttrice ImperialeLiv. 80
👹
Gerarchia
Gerarchia Yōkai GiapponeseLiv. 85

Origini di Tamamo-no-Mae

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Tamamo-no-Mae (玉藻前) è la più celebre delle kitsune malvagie della leggenda giapponese, una volpe a nove code la cui storia si fissò nel periodo medievale, soprattutto nei racconti otogizōshi come il Tamamo no Sōshi e nel teatro nō e kabuki. Secondo la leggenda pienamente sviluppata si tratta di una stessa volpe millenaria che si incarnò via via in diverse corti d'Asia: in Cina come Daji, la concubina che rovinò il re Zhou, ultimo della dinastia Shang; in India come la dama Kayō (華陽夫人), consorte del leggendario principe Hanzoku; e infine nel Giappone dell'imperatore Toba, verso il dodicesimo secolo, col nome di Tamamo-no-Mae. Quella catena dei tre paesi non è antica: la ordinò la letteratura popolare del periodo Edo, e la sua versione più diffusa è l'Ehon Sangoku Yōfuden di Takai Ranzan, stampato fra il 1803 e il 1805, che riunì i tre regni in una sola biografia. La figura è dunque l'archetipo supremo della seduttrice fatale e insieme un buon esempio di leggenda che cresce per accumulo.

Natura e poteri

Alla corte dell'imperatore Toba, Tamamo-no-Mae si presentò come una dama di bellezza ed erudizione incomparabili, ammirata per il suo sapere, finché il sovrano non si ammalò senza causa apparente. L'onmyōji (maestro di yin e yang) Abe no Yasunari, che alcune versioni fanno discendente di Abe no Seimei, scoprì per divinazione che la dama era in realtà una volpe a nove code che prosciugava la vita dell'imperatore. Smascherata, la creatura fuggì nelle piane di Nasu, dove fu inseguita e abbattuta a frecciate dai guerrieri Miura no Suke e Kazusa no Suke. La tradizione le attribuisce la bellezza immutabile, la trasformazione in volpe dorata a nove code e il potere di reggere un'intera corte mentre prosciugava l'energia vitale del monarca che serviva.

Simboli e lascito

Dopo la sua morte, secondo la leggenda, lo spirito di Tamamo-no-Mae si mutò nella Sesshō-seki (殺生石), la «pietra che uccide», una roccia vulcanica di Nasu che esalava gas velenosi e uccideva chiunque le si avvicinasse, finché il monaco Gennō Shinshō non la esorcizzò e la spaccò nel quattordicesimo secolo. La pietra è un luogo reale, e lo sono anche i suoi vapori: esalazioni sulfuree del campo vulcanico che ancora uccidono uccelli e insetti. Si è fratturata da sé nel marzo del 2022, fatto che ha ravvivato la fama della leggenda. Toriyama Sekien la incise nel 1781, dentro il Konjaku Hyakki Shūi, sotto il nome della pietra e non della volpe. Tamamo-no-Mae mantiene un rapporto di variante culturale con la huli-jing cinese attraverso Daji, e incarna, entro la famiglia della volpe a nove code, il culmine della via della seduzione e dell'ambizione, in opposizione alle forme ascetiche e benevole dell'archetipo.

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Conosciuto anche come

"Tamamo no Mae"

Reliquie

Simbologia

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Elemento

Fuoco Yin

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Numero

9

🎨

Colore

Oro imperiale

🦁

Animali

Kitsune dorata a nove code, Gru coronata giapponese, Cigno nero

Sigilli:

Ventaglio ōgi doratoJūnihitoe purpureoPietra Sesshō-sekiNove code dorateVapore sulfureo

Tratti

Poteri

💔

Debolezze

🧠

Comportamento

🛡️

Resistenze

Relazioni con altri esseri

Nell’Atlante

Viaggia nel mondo d’origine degli esseri e nel cosmo delle loro dimensioni.

Mitologie

📍 Giappone
📅 Periodo Edo (1603-1868) e tradizioni successive

Il folclore giapponese comprende tradizioni orali, miti, leggende e creature soprannaturali come yōkai e kami, compilati in testi illustrati del periodo Edo da Toriyama Sekien in opere come Gazu Hyakki Yagyō e Konjaku Hyakki Shūi, riflettendo credenze animiste shintoiste, timori ecologici di inondazioni e siccità, e rispetto per la natura in fiumi, laghi e risaie di regioni come Shiga, Osaka e Kyoto.

Fonti

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Konjaku Hyakki Shūi

Toriyama Sekien · 1781

Volume della serie di bestiari illustrati di Toriyama Sekien (1776-1784), che raccolse e fissò l'immagine degli yokai del folclore giapponese.

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Ehon Sangoku Yōfuden

Takai Ranzan · 1803-1805

Romanzo illustrato di Takai Ranzan, stampato a Edo fra il 1803 e il 1805. È l'opera che riunì in una sola biografia le tre incarnazioni della volpe a nove code: Daji in Cina, la dama Kayō in India e Tamamo-no-Mae in Giappone. La versione della leggenda oggi tenuta per canonica viene di qui e non dai testi medievali.

Domande frequenti

Come nacque l'identità transmigratoria di Tamamo no Mae?

La ordinò la letteratura popolare del periodo Edo, che riunì Daji della Cina Shang, la dama Kayō dell'India e la cortigiana del Giappone di Toba in una sola volpe a nove code. La versione più letta è l'Ehon Sangoku Yōfuden del 1803.

Quale potere le permetteva di influire sull'imperatore senza ucciderlo?

Prosciugava a poco a poco la sua energia vitale invece di ucciderlo, mantenendo intanto l'apparenza di dama saggia e virtuosa che né la corte né i medici sapevano leggere. La malattia sembrava naturale, e quello era l'alibi.

Che rapporto ha Tamamo no Mae con la pietra Sesshō-seki?

Morendo a Nasu il suo spirito rimase dentro la roccia vulcanica, che uccideva chiunque le si accostasse finché il monaco Gennō non la esorcizzò nel quattordicesimo secolo. La pietra esiste, i suoi vapori sono sulfurei e si è spaccata da sé nel marzo del 2022.

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Ultimo aggiornamento: 18 ago 2026