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Proserpina

Proserpina, regina romana degli inferi e figlia di Cerere

A cura diCreato il

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EuropaEuropa
ItaliaRoma antica(Italia)
👑🌸
Rango
Regina Romana Primavera-InferiLiv. 91
🏛️
Gerarchia
Panteon RomanoLiv. 94

Il rapimento a Henna

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Proserpina è figlia di Cerere e di Giove, e il suo mito è quello del rapimento. Ciò che la versione romana ha di proprio non è il fatto, che è greco, ma il luogo: non un prato indeterminato, ma il bosco di Henna, nel centro della Sicilia. Cicerone lo dà per noto accusando Verre, quando dice che l'isola intera è consacrata a Cerere e a Libera e che fu dal bosco degli Ennesi che «rapirono Libera, che chiamano anche Proserpina». Ovidio narra l'episodio due volte, nel libro V delle Metamorfosi e nel IV dei Fasti: la fanciulla raccoglieva fiori, la terra si aprì e Plutone la portò via sul carro. Che il rapimento abbia un indirizzo è cosa romana. Per un siciliano, Henna non era un simbolo: era il paese accanto.

La melagrana e la divisione dell'anno

Ciò che la trattenne in basso non fu la forza ma il cibo: assaggiò la melagrana degli inferi, e chi mangia là appartiene là. Giove mediò e divise l'anno fra la madre e il marito. Quanto spettasse a ciascuna metà le fonti latine non lo risolvono, e sono entrambe dello stesso poeta: nei Fasti Ovidio dice sei mesi; nelle Metamorfosi, un terzo dell'anno. Questa scheda non sceglie al posto di Ovidio. Il suo ritorno è la primavera e la sua partenza l'inverno, e perciò nell'arte la sua melagrana è sempre spaccata, coi grani in vista. Non conviene ridurla a un'allegoria agricola: a Roma non era una metafora della semina, era una dea a cui si pregava.

Il ramo d'oro dell'Eneide

Il passo più romano di Proserpina non è un suo mito, ma una chiave. Nel libro VI dell'Eneide la Sibilla avverte Enea che non scenderà agli inferi senza staccare prima un ramo dalle foglie e dal vimine d'oro, nascosto in un albero ombroso e «consacrato alla Giunone infernale», che è lei. Virgilio precisa che Proserpina stessa dispose che le fosse portato quel tributo, e che staccatone uno ne germoglia un altro d'oro al suo posto. In quella scena Proserpina non compare: comanda. È la padrona del pedaggio, e la condizione che impone è quella che struttura la discesa più famosa della letteratura latina. Conviene inoltre non confondere quel ramo con le letture moderne che lo hanno fatto simbolo universale della regalità sacra: in Virgilio è un oggetto concreto con una padrona concreta.

Proserpina e Libera

C'è un nodo che conviene sciogliere, perché le fonti latine lo lasciano annodato. Libera, la terza della triade aventina insieme a Cerere e Liber, è identificata con Proserpina da Cicerone senza alcuna esitazione. Ma Varrone la fa la controparte femminile di Liber nella distribuzione del seme e la identifica con Venere, e Ovidio la trasforma in Arianna divinizzata. Vale a dire: Libera ha culto proprio, funzione propria e un'identità che ogni autore risolve in altro modo, e una di quelle soluzioni è che sia Proserpina. Questa enciclopedia le tratta come due schede e lo dice qui, non perché il rapimento sia narrato due volte, ma perché la dea della triade plebea e la regina degli inferi non fanno la stessa cosa, pur condividendo a volte un nome.

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Conosciuto anche come

"Proserpina Infernale"

Reliquie

Simbologia

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Elemento

Terra e Semi

🔢

Numero

Sei

🎨

Colore

Verde Smeraldo e Rosso Melagrana

🦁

Animali

Cigno e Serpente

Sigilli:

MelagranaNarcisoFiaccolaRamo d'oro

Tratti

Poteri

💔

Debolezze

🧠

Comportamento

🛡️

Resistenze

Nell’Atlante

Viaggia nel mondo d’origine degli esseri e nel cosmo delle loro dimensioni.

Mitologie

📍 Roma antica
📅 Monarchia fino a Impero (c. 753 a.C. - 476 d.C.)

La mitologia romana si formò a partire dalle credenze e dalle pratiche religiose dei popoli italici, in particolare dei latini, tra l’VIII e il I secolo a. C., nella penisola italica. Le sue origini risiedono in tradizioni locali di carattere agrario e familiare che, con l’espansione di Roma e il contatto con l’Etruria e le colonie greche del sud Italia, incorporarono divinità e racconti ellenici. Le divinità principali includevano Giove, Giunone e Minerva, insieme a Marte, Venere e altre divinità legate a funzioni civili e statali, molte delle quali assimilate a figure greche senza che si producesse una sostituzione completa dei culti autoctoni. Il sistema religioso romano era caratterizzato da una visione pragmatica del mondo in cui il mantenimento della pax deorum risultava essenziale per la prosperità della comunità. I rituali, gli auguri e il culto dei lari e dei mani facevano parte di una struttura in cui la religione era strettamente legata alla vita politica e familiare. Con il passare del tempo, il pantheon si arricchì mediante l’interpretatio romana di dèi stranieri e l’introduzione di culti orientali. La sua eredità si percepisce nella letteratura latina, nell’organizzazione del calendario e nella persistenza di numerosi nomi di dèi nelle lingue romanze e nell’iconografia occidentale successiva. Elementi della mitologia romana influenzarono l’arte rinascimentale e la cultura europea fino all’epoca contemporanea, conservando la loro impronta in toponimi, festività e nella trasmissione di racconti mitologici attraverso autori come Ovidio e Virgilio.

Fonti

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Eneide

Virgilio · 19 a.C.

Epopea latina di Virgilio in dodici libri (19 a.C.) sul viaggio di Enea da Troia al Lazio. Il libro VI narra la sua discesa agli inferi guidata dalla Sibilla: il ramo d'oro, Caronte e le ombre insepolte; il libro VII, l'arrivo in Italia e il santuario di Diana.

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Fasti

Ovidio · 8 d.C.

Poema di Ovidio sul calendario romano che include racconti su Rea Silvia, Marte e l'origine di Roma.

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Metamorfosi

Ovidio · 8

Opera poetica di Publio Ovidio Nasone che narra miti di trasformazioni, inclusi riferimenti a Ippolito e Virbio.

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De Natura Deorum

Marco Tullio Cicerone · 45 a.C.

Dialogo filosofico di Marco Tullio Cicerone che discute la natura degli dei romani, incluso Bacco.

Domande frequenti

Dove fu rapita, secondo le fonti romane?

Nel bosco di Henna, nel centro della Sicilia. Cicerone lo dà per noto accusando Verre: l'isola intera era consacrata a Cerere e a Libera, e fu dal bosco degli Ennesi che la portarono via. Ovidio lo narra due volte, in Metamorfosi V e in Fasti IV. La localizzazione precisa è il contributo romano al mito.

Quanti mesi passava negli inferi?

Non c'è una cifra unica, e le due versioni sono dello stesso poeta: i Fasti dicono sei mesi e le Metamorfosi un terzo dell'anno. Costante è la causa: mangiò la melagrana degli inferi, e chi mangia là appartiene là. La discrepanza è antica e non si risolve scegliendone una.

Che ruolo ha Proserpina nell'Eneide?

Comanda senza comparire. Il ramo d'oro che Enea deve staccare per scendere è consacrato a lei, «la Giunone infernale», ed è lei che dispose che le fosse portato come tributo; staccatone uno, ne germoglia un altro al suo posto. Quella condizione apre la discesa più famosa della letteratura latina, e la sua padrona non calca la scena.

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Bestiarypedia. (2026, August 24). Proserpina. Bestiarypedia. https://bestiarypedia.com/it/beings/proserpina

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Ultimo aggiornamento: 24 ago 2026