Semyaza il Caduto
Il Vigilante che si pentì e pende a testa in giù
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Terra Santa(Israele)
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Ciò che insegnò
Scesi sull'Hermon, i duecento presero mogli, ciascuno quella che aveva scelto, e cominciarono a istruirle. Il Libro di Enoch ripartisce quegli insegnamenti con precisione da inventario, e quello di Semyaza è concreto e modesto rispetto a ciò che la posterità gli attribuì: incantesimi e il taglio delle radici. Vale a dire scongiuri ed erboristeria: la magia del dire e quella del raccogliere. Le spade, le corazze e il belletto furono cosa di Azazel, l'astrologia di Baraqel e le costellazioni di Kokabiel.
Da quelle unioni nacquero i nefilim. Il testo li descrive crescere senza misura fino a consumare quanto gli uomini producevano, e quando non ci fu più di che nutrirli si rivolsero contro gli uomini, e poi gli uni contro gli altri. È la catastrofe che mette in moto tutto il resto: non la lussuria in sé, ma i figli.
Conviene fissare ciò che Semyaza è qui e ciò che non è. È colui che organizzò la discesa e ne rispose, e in questo senso la tradizione ha ragione a chiamarlo il primo. Non è invece un ribelle che levasse un esercito contro il cielo: il patto dell'Hermon obbligava i Vigilanti fra loro, non contro qualcuno. La differenza conta perché da essa dipende come si legge il suo castigo.
Sotto le colline, settanta generazioni
Non ci fu guerra. È la prima cosa da dire, perché quasi tutte le versioni moderne la inventano. Nel nono capitolo Michele, Uriel, Raffaele e Gabriele si affacciano dal cielo, vedono il sangue versato sulla terra e portano il grido degli uomini davanti al trono. Non combattono con nessuno: riferiscono. Gli ordini arrivano dopo, uno per uno, e ogni arcangelo riceve il suo.
Ed ecco l'errore più ripetuto su Semyaza. A Raffaele si comanda di legare Azazel mani e piedi, di aprirgli una buca nel deserto di Dudael e di gettarvelo sotto rocce aspre, coperto di tenebre perché non veda la luce. Quel castigo è di Azazel e di nessun altro. Semyaza lo lega Michele, e la sua sentenza è un'altra: lui e i suoi restano stretti sotto le colline della terra per settanta generazioni, fino al giorno del giudizio, e solo allora saranno condotti all'abisso di fuoco. Confondere le due condanne è togliere a ciascuno la propria.
I Vigilanti tentarono ricorso. Chiesero a Enoch di scrivere una supplica e di presentarla per loro, ed Enoch la scrisse e la portò; la risposta che riporta è che non ci sarà pace per loro e che la richiesta non sarà concessa. È un particolare che si salta e che dà la misura esatta del castigo: non è che non abbiano chiesto perdono, è che lo chiesero e fu loro negato.
Quello che si pentì
La tradizione ebraica posteriore gli aggiunge un finale che non è nel Libro di Enoch ed è la cosa migliore che abbia. Il Midrash di Shemhazai e Azael, raccolto nello Yalkut Shimoni e nel Bereshit Rabbati e tradotto in inglese da Moses Gaster nelle Cronache di Jerahmeel, racconta che Shemhazai vide quel che aveva fatto, non trovò scusa da presentare, e si pentì.
La sua penitenza è una postura. Si appese da sé fra cielo e terra, a testa in giù e piedi in su, e lì continua appeso, pentendosi. La tradizione fece un passo in più e lo mise sulla carta del cielo: quella figura sospesa a testa in giù nel sud è la costellazione che i greci chiamarono Orione. Poco importa che l'identificazione sia tarda; conta quel che fa del personaggio, che passa da reo a segno permanente e visibile.
E lo stesso testo segna la differenza che ordina la coppia di Vigilanti più nominata: Azael non si pentì. Proseguì nel suo, incaricato dei belletti e delle tinture con cui le donne inducono gli uomini al peccato, e lì continua. Uno pende e l'altro persiste. Per questo Semyaza non è esattamente un demone: è un condannato che ha riconosciuto la sentenza, ed è una figura che la demonologia posteriore non seppe dove collocare, sicché gli appese titoli da grimorio che non gli spettano.
Conosciuto anche come
Reliquie
Simbologia
Elemento
Fuoco Infernale
Numero
200
Colore
Nero Abissale
Animali
Corvo, Serpente
Sigilli:
Tratti
Poteri
Debolezze
Comportamento
Resistenze
Relazioni con altri esseri
Sconfitto da
Padrone di
Nell’Atlante
Viaggia nel mondo d’origine degli esseri e nel cosmo delle loro dimensioni.
Mitologie
Tradizioni esoteriche e cabalistiche nell'ebraismo, che comprendono il misticismo Merkavah dell'era talmudica, la Kabbalah zoharica del XIII secolo, la Kabbalah lurianica del XVI secolo, il movimento chassidico del XVIII secolo e varie pratiche meditative, contemplative e visionarie volte ad ascendere attraverso i mondi spirituali, invocare nomi divini e raggiungere l'unione mistica con il divino mentre si svelano i segreti dell'universo creatore.
Fonti
Libro di Enoch
Anonimo · 300 a.C.
Testo apocrifo ebraico che descrive la caduta dei veglianti e i loro insegnamenti proibiti.
Libro dei Giubilei
Attribuito a Mosè · II sec. a.C.
Il Libro dei Giubilei, testo pseudepigrafo ebraico (II sec. a.C.), riscrive Genesi ed Esodo, menzionando i Vigilanti e i loro leader inclusi riferimenti ad Azazel come corruttore che insegna idolatria e fornicazione, rafforzando il suo ruolo nella tradizione enochiana e giustificando il Diluvio come punizione.
Gaster (trad.), «The Chronicles of Jerahmeel» (1899)
Moses Gaster · 1899
Compilazione ebraica medievale tradotta in inglese da Moses Gaster. Contiene il Midrash di Shemhazai e Azael, dove Semyaza si pente, si appende a testa in giù fra cielo e terra e viene identificato con una costellazione. È l'unico testo che gli dà quel finale, e non è nel Libro di Enoch.
Domande frequenti
Ci fu una guerra in cielo?
No. I quattro arcangeli guardano dal cielo, vedono il sangue sulla terra e portano il grido davanti al trono; gli ordini di legare arrivano dopo. Nel Libro di Enoch non c'è una sola battaglia.
È incatenato a Dudael?
No: Dudael è la prigione di Azazel, che Raffaele lega sotto rocce aspre. Semyaza lo lega Michele sotto le colline della terra per settanta generazioni. Sono due condanne distinte e si confondono quasi sempre.
Chiese mai perdono?
Sì, due volte e in due modi. I Vigilanti fecero presentare a Enoch una supplica per loro, e fu respinta. E il midrash aggiunge che si pentì per conto suo e si appese a testa in giù fra cielo e terra, dove rimane.
In che si differenzia da Azazel?
Nel pentimento. Lo stesso midrash che appende Shemhazai a testa in giù dice che Azael non si pentì e proseguì nel suo. Anche i castighi differiscono: le colline per l'uno, Dudael per l'altro.
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