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Semyaza il Caduto

Il Vigilante che si pentì e pende a testa in giù

A cura diCreato il

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Asia
IsraeleTerra Santa(Israele)
IsraeleMonte Hermon(Israele)
👁️‍🗨️
Rango
Vigilante CadutoLiv. 90
🌌
Gerarchia
GrigoriLiv. 90

Albero genealogico

Semyaza il Caduto
Semyaza il Caduto🪽 Angelo CadutoAttuale

Ciò che insegnò

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Scesi sull'Hermon, i duecento presero mogli, ciascuno quella che aveva scelto, e cominciarono a istruirle. Il Libro di Enoch ripartisce quegli insegnamenti con precisione da inventario, e quello di Semyaza è concreto e modesto rispetto a ciò che la posterità gli attribuì: incantesimi e il taglio delle radici. Vale a dire scongiuri ed erboristeria: la magia del dire e quella del raccogliere. Le spade, le corazze e il belletto furono cosa di Azazel, l'astrologia di Baraqel e le costellazioni di Kokabiel.

Da quelle unioni nacquero i nefilim. Il testo li descrive crescere senza misura fino a consumare quanto gli uomini producevano, e quando non ci fu più di che nutrirli si rivolsero contro gli uomini, e poi gli uni contro gli altri. È la catastrofe che mette in moto tutto il resto: non la lussuria in sé, ma i figli.

Conviene fissare ciò che Semyaza è qui e ciò che non è. È colui che organizzò la discesa e ne rispose, e in questo senso la tradizione ha ragione a chiamarlo il primo. Non è invece un ribelle che levasse un esercito contro il cielo: il patto dell'Hermon obbligava i Vigilanti fra loro, non contro qualcuno. La differenza conta perché da essa dipende come si legge il suo castigo.

Sotto le colline, settanta generazioni

Non ci fu guerra. È la prima cosa da dire, perché quasi tutte le versioni moderne la inventano. Nel nono capitolo Michele, Uriel, Raffaele e Gabriele si affacciano dal cielo, vedono il sangue versato sulla terra e portano il grido degli uomini davanti al trono. Non combattono con nessuno: riferiscono. Gli ordini arrivano dopo, uno per uno, e ogni arcangelo riceve il suo.

Ed ecco l'errore più ripetuto su Semyaza. A Raffaele si comanda di legare Azazel mani e piedi, di aprirgli una buca nel deserto di Dudael e di gettarvelo sotto rocce aspre, coperto di tenebre perché non veda la luce. Quel castigo è di Azazel e di nessun altro. Semyaza lo lega Michele, e la sua sentenza è un'altra: lui e i suoi restano stretti sotto le colline della terra per settanta generazioni, fino al giorno del giudizio, e solo allora saranno condotti all'abisso di fuoco. Confondere le due condanne è togliere a ciascuno la propria.

I Vigilanti tentarono ricorso. Chiesero a Enoch di scrivere una supplica e di presentarla per loro, ed Enoch la scrisse e la portò; la risposta che riporta è che non ci sarà pace per loro e che la richiesta non sarà concessa. È un particolare che si salta e che dà la misura esatta del castigo: non è che non abbiano chiesto perdono, è che lo chiesero e fu loro negato.

Quello che si pentì

La tradizione ebraica posteriore gli aggiunge un finale che non è nel Libro di Enoch ed è la cosa migliore che abbia. Il Midrash di Shemhazai e Azael, raccolto nello Yalkut Shimoni e nel Bereshit Rabbati e tradotto in inglese da Moses Gaster nelle Cronache di Jerahmeel, racconta che Shemhazai vide quel che aveva fatto, non trovò scusa da presentare, e si pentì.

La sua penitenza è una postura. Si appese da sé fra cielo e terra, a testa in giù e piedi in su, e lì continua appeso, pentendosi. La tradizione fece un passo in più e lo mise sulla carta del cielo: quella figura sospesa a testa in giù nel sud è la costellazione che i greci chiamarono Orione. Poco importa che l'identificazione sia tarda; conta quel che fa del personaggio, che passa da reo a segno permanente e visibile.

E lo stesso testo segna la differenza che ordina la coppia di Vigilanti più nominata: Azael non si pentì. Proseguì nel suo, incaricato dei belletti e delle tinture con cui le donne inducono gli uomini al peccato, e lì continua. Uno pende e l'altro persiste. Per questo Semyaza non è esattamente un demone: è un condannato che ha riconosciuto la sentenza, ed è una figura che la demonologia posteriore non seppe dove collocare, sicché gli appese titoli da grimorio che non gli spettano.

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Conosciuto anche come

"Semjaza" "Shemhazai"

Reliquie

Simbologia

🔥

Elemento

Fuoco Infernale

🔢

Numero

200

🎨

Colore

Nero Abissale

🦁

Animali

Corvo, Serpente

Sigilli:

A testa in giùCollina sigillataOrione

Tratti

Poteri

💔

Debolezze

🧠

Comportamento

🛡️

Resistenze

Relazioni con altri esseri

Nell’Atlante

Viaggia nel mondo d’origine degli esseri e nel cosmo delle loro dimensioni.

Mitologie

📍 Terra Santa
📅 Dall'era talmudica ai tempi moderni (I-XX sec.)

Tradizioni esoteriche e cabalistiche nell'ebraismo, che comprendono il misticismo Merkavah dell'era talmudica, la Kabbalah zoharica del XIII secolo, la Kabbalah lurianica del XVI secolo, il movimento chassidico del XVIII secolo e varie pratiche meditative, contemplative e visionarie volte ad ascendere attraverso i mondi spirituali, invocare nomi divini e raggiungere l'unione mistica con il divino mentre si svelano i segreti dell'universo creatore.

Fonti

📚

Libro di Enoch

Anonimo · 300 a.C.

Testo apocrifo ebraico che descrive la caduta dei veglianti e i loro insegnamenti proibiti.

📚

Libro dei Giubilei

Attribuito a Mosè · II sec. a.C.

Il Libro dei Giubilei, testo pseudepigrafo ebraico (II sec. a.C.), riscrive Genesi ed Esodo, menzionando i Vigilanti e i loro leader inclusi riferimenti ad Azazel come corruttore che insegna idolatria e fornicazione, rafforzando il suo ruolo nella tradizione enochiana e giustificando il Diluvio come punizione.

📚

Gaster (trad.), «The Chronicles of Jerahmeel» (1899)

Moses Gaster · 1899

Compilazione ebraica medievale tradotta in inglese da Moses Gaster. Contiene il Midrash di Shemhazai e Azael, dove Semyaza si pente, si appende a testa in giù fra cielo e terra e viene identificato con una costellazione. È l'unico testo che gli dà quel finale, e non è nel Libro di Enoch.

Domande frequenti

Ci fu una guerra in cielo?

No. I quattro arcangeli guardano dal cielo, vedono il sangue sulla terra e portano il grido davanti al trono; gli ordini di legare arrivano dopo. Nel Libro di Enoch non c'è una sola battaglia.

È incatenato a Dudael?

No: Dudael è la prigione di Azazel, che Raffaele lega sotto rocce aspre. Semyaza lo lega Michele sotto le colline della terra per settanta generazioni. Sono due condanne distinte e si confondono quasi sempre.

Chiese mai perdono?

Sì, due volte e in due modi. I Vigilanti fecero presentare a Enoch una supplica per loro, e fu respinta. E il midrash aggiunge che si pentì per conto suo e si appese a testa in giù fra cielo e terra, dove rimane.

In che si differenzia da Azazel?

Nel pentimento. Lo stesso midrash che appende Shemhazai a testa in giù dice che Azael non si pentì e proseguì nel suo. Anche i castighi differiscono: le colline per l'uno, Dudael per l'altro.

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Ultimo aggiornamento: 28 ago 2026