Yahweh
Il Dio d'Israele dietro il tetragramma YHWH
A cura diBestiarypediaCreato ilAggiornato il
Terra Santa(Israele)Albero genealogico
Origini di Yahweh
Le testimonianze più antiche del nome non vengono da Israele ma dall'Egitto: due liste di toponimi del XIV secolo a.C., nei templi di Soleb e di Amara Ovest, menzionano «la terra degli shasu di Yhw», un gruppo di nomadi del sud. La poesia ebraica più arcaica indica la stessa direzione e fa venire Yahweh da fuori Canaan: dal Sinai e da Seir (Giudici 5:4), da Teman e dal monte Paran (Deuteronomio 33:2, Abacuc 3:3), cioè dal deserto meridionale e dalla regione di Edom. In quei testi è descritto con i tratti di un dio della tempesta: la terra trema, i cieli stillano, le montagne si sciolgono al suo passaggio. Israele lo assimila poi al dio supremo del panteon cananeo, El, al punto che Esodo 6:2-3 spiega il cambio di nome dicendo che i patriarchi lo avevano conosciuto come El Shaddai. Di quello strato resta una traccia netta in Deuteronomio 32:8-9, dove Elyon ripartisce le nazioni e a Yahweh tocca Israele come sua porzione.
Il Nome che non si pronuncia
Il nome si scrive con quattro consonanti, YHWH, e per questo si chiama tetragramma. Ricorre circa seimilaottocento volte nella Bibbia ebraica, più di ogni altro termine divino. L'episodio che lo spiega è quello del roveto che arde senza consumarsi: quando Mosè chiede quale nome debba dare, la risposta di Esodo 3:14 è «Ehyeh asher ehyeh», una formula costruita sul verbo essere, di solito resa «Io sono colui che sono», che nasconde quanto rivela. Col tempo si smise di pronunciarlo ad alta voce, e nella lettura pubblica fu sostituito da Adonai, «mio Signore», o semplicemente da ha-Shem, «il Nome». Quando i copisti medievali aggiunsero i segni vocalici al testo consonantico, scrissero sopra YHWH le vocali di Adonai per ricordare al lettore che cosa dire al suo posto. Letti come se appartenessero al nome stesso, quei segni diedero nel Cinquecento la forma «Geova», che circola ancora: non è una lettura antica, ma il risultato di mescolare due parole. La ricostruzione «Yahweh» è un'ipotesi moderna fondata su trascrizioni greche tardive, e nessuna edizione critica la dà per certa.
Come si manifesta
Le teofanie seguono uno schema costante: Yahweh si lascia udire e sentire, ma non vedere. Al Sinai scende fra fumo, fuoco e tuono, e l'intero monte trema mentre il popolo deve tenersi a distanza (Esodo 19). Guida l'uscita dall'Egitto come colonna di nube di giorno e di fuoco di notte (Esodo 13:21). E quando Mosè chiede di vedere la sua gloria, la risposta di Esodo 33:20 è netta: nessuno può vedere il suo volto e restare vivo, sicché gli è concesso di vederlo solo di spalle. Quel riserbo è la radice del secondo comandamento e del divieto di farne immagini, che ebraismo e islam mantengono ancora oggi. Il contrappunto sta in 1 Re 19: Elia si aspetta di trovarlo nel vento che spacca le rocce, nel terremoto e nel fuoco, e non è in nessuno dei tre; arriva dopo, in un sussurro tenue. Il testo usa così i tratti del dio della tempesta per prenderne subito le distanze.
Baal, Leviatano e la sfida per il culto
Lo scontro con Baal non è un combattimento fra dèi, ma una gara per il culto di un popolo. La sua scena centrale è il monte Carmelo (1 Re 18), dove Elia sfida i profeti di Baal a far accendere un altare dal loro dio: gridano per ore e non accade nulla; il fuoco cade dalla parte di Yahweh. Ciò che il racconto vuole stabilire non è che un dio abbia vinto un altro in battaglia, ma chi debba seguire Israele. Altra cosa è il motivo del mostro marino, e conviene non confonderli. Nei poemi di Ugarit chi abbatte Lotan, il serpente tortuoso dalle sette teste, è Baal con la sorella Anat. La Bibbia ebraica racconta lo stesso col nome ebraico del medesimo mostro, Leviatano, e con Yahweh vincitore: gliene spezza le teste nel Salmo 74:14, lo trafiggerà alla fine dei tempi in Isaia 27:1, e il libro di Giobbe lo descrive a lungo nel capitolo 41. La corrispondenza fra i due racconti è una delle prove più citate del fatto che Israele scrisse la propria teologia col vocabolario poetico dei vicini. Che gli dèi cananei finissero trasformati in demoni è un passo molto posteriore, del giudaismo del Secondo Tempio e del cristianesimo, non qualcosa che la Bibbia ebraica narri.
Conosciuto anche come
Reliquie
Simbologia
Elemento
Fuoco e Tempesta
Numero
1
Colore
Rosso Dorato
Animali
Leone di Giuda
Sigilli:
Tratti
Poteri
Debolezze
Comportamento
Resistenze
Relazioni con altri esseri
Vincitore di
Rivale di
Devoto di
Padrone di
Nell’Atlante
Viaggia nel mondo d’origine degli esseri e nel cosmo delle loro dimensioni.
Mitologie
Le religioni abramitiche comprendono l’ebraismo, il cristianesimo e l’islam, tre tradizioni monoteiste che condividono un’origine comune nella figura di Abramo, considerato patriarca in tutte e tre. Sorte nell’antico Vicino Oriente, l’ebraismo si sviluppò tra gli ebrei durante il secondo millennio a.C., il cristianesimo sorse nel I secolo d.C. nel contesto dell’ebraismo del Secondo Tempio e l’islam apparve nel VII secolo nella penisola arabica. Ciascuna si basa su rivelazioni divine trasmesse tramite profeti e scritture sacre, come la Torah, la Bibbia e il Corano, e sostiene la credenza in un unico Dio creatore e giudice.
Fonti
Libro della Genesi
Tradizione mosaica (Mosè) · VI-V sec. a.C.
El primer libro de la Biblia hebrea y del Antiguo Testamento, donde se narra la intervención angelical que detiene el sacrificio de Isaac.
Libro dell'Esodo
Mosè (attribuito tradizionalmente) · VI-V sec. a.C.
Il secondo libro della Torah e dell'Antico Testamento narra la storia di Mosè, le dieci piaghe su Egitto, l'Esodo e l'alleanza al Sinai.
«L'iscrizione di Mesha»
ed. H. F. B. Compston · 1919
Edizione del testo della stele moabita del re Mesha, del IX secolo a.C., dove compare la più antica menzione del nome di Yahweh fuori dalla Bibbia, accanto al dio nazionale moabita Kemosh.
Domande frequenti
Da dove viene il culto di Yahweh?
Dal sud. Due liste egiziane del XIV secolo a.C. menzionano «la terra degli shasu di Yhw», e la più antica poesia ebraica lo fa venire da Seir, Teman e Paran, nella regione di Edom. In Canaan si fuse poi con El, il dio supremo locale, ed Esodo 6:2-3 registra quella saldatura dicendo che i patriarchi lo conobbero come El Shaddai.
Perché il suo nome non si pronuncia?
Per riverenza. Il nome si scrive con quattro consonanti, YHWH, e nella lettura pubblica viene sostituito da Adonai, «mio Signore», o da ha-Shem, «il Nome». I copisti medievali scrissero sopra YHWH le vocali di Adonai per segnalare quella sostituzione, e chi le lesse come proprie del nome ottenne nel Cinquecento la forma «Geova», che mescola due parole diverse.
Yahweh sconfisse Baal in combattimento?
No. La scena decisiva, il monte Carmelo di 1 Re 18, è una sfida fra Elia e i profeti di Baal su quale dio accenda un altare, non un combattimento fra divinità. Un combattimento è invece quello del mostro marino, e lì conviene non incrociare i fili: a Ugarit chi abbatte Lotan è Baal, e nella Bibbia ebraica chi vince Leviatano, lo stesso mostro col nome ebraico, è Yahweh.
🔖Cita questa voce▾
Se citi questo articolo in una pubblicazione accademica, giornalistica o editoriale, usa uno di questi formati:
Bestiarypedia. (2026, August 20). Yahweh. Bestiarypedia. https://bestiarypedia.com/it/beings/yahweh
Citazione libera con attribuzione e link canonico per uso editoriale, accademico o giornalistico. Il riutilizzo commerciale integrale o la creazione di prodotti derivati richiede un accordo preventivo.




















